Home Notizie Tony Dallara, addio al pioniere degli “urlatori” che rivoluzionò la canzone italiana

Tony Dallara, addio al pioniere degli “urlatori” che rivoluzionò la canzone italiana

Si è spento ieri a 89 anni Tony Dallara, pioniere degli “urlatori” e vincitore di Sanremo 1960 con “Romantica”. Ha cambiato il modo di interpretare la canzone italiana.

pubblicato 17 Gennaio 2026 aggiornato 17 Gennaio 2026 18:39

Si è spento ieri a 89 anni Tony Dallara, il pioniere degli “urlatori” che rivoluzionò la canzone italiana tra la fine degli anni Cinquanta e i primi Sessanta. Registrato all’anagrafe come Antonio Lardera, nato a Campobasso il 30 giugno 1936, il cantante lascia un’eredità indelebile nella musica leggera del nostro Paese. Quest’anno avrebbe compiuto 90 anni…

Tony Dallara, il primo degli “urlatori”

Dallara è stato uno dei protagonisti assoluti di un’epoca che ha cambiato per sempre la musica italiana. Con il suo stile vocale potente, ritmico e innovativo – ispirato a figure americane come Frankie Laine e Tony Williams dei Platters – ha introdotto una vocalità moderna e intensa, rompendo con la tradizione melodica più classica tipica degli interpreti dell’epoca. Non a caso venne definito il re degli “urlatori”, un termine che identificava una nuova generazione di cantanti capaci di emozionare con un’energia mai vista prima. Erano i primi battiti del beat e della musica anni ’60 che avrebbe poi portato a generazioni di musicisti e cantanti popolarissimi.

Cresciuto a Milano, dove la famiglia si trasferì quando era bambino, Antonio era l’ultimo di cinque figli. Il padre Battista Lardera, ex corista del Teatro alla Scala, gli trasmise fin da piccolo la passione per la musica. Dopo gli studi obbligatori lavorò come barista e impiegato, ma la vera vocazione emerse presto: iniziò a esibirsi nei locali milanesi con gruppi vocali come i Rocky Mountains, poi diventati I Campioni.

Da “Come prima” al trionfo di Sanremo

Il grande exploit arrivò nel 1957 con “Come prima”, uno dei primi brani in cui esplose il suo stile da “urlatore”. Ma fu il 1960 l’anno della consacrazione assoluta: in coppia con Renato Rascel vinse il Festival di Sanremo con “Romantica”, un successo planetario che trionfò anche a Canzonissima, venne tradotto in numerose lingue (persino in giapponese) e divenne il suo brano simbolo.

Quell’anno segnò il picco della carriera: partecipò a film musicali e consolidò il suo status di star. Nel 1961 tornò a Sanremo con Gino Paoli per presentare “Un uomo vivo” e vinse nuovamente Canzonissima con “Bambina, bambina”, mentre “La novia” dominò le classifiche per settimane, confermando il suo appeal anche all’estero, in particolare in Spagna e in America Latina dove fu popolarissimo per decenni.

Tony Dallara
Tony Dallara, tra i quadri, una delle sue grandi passioni – Credits social official SoundsBlog.it

Il declino e la pittura

Con l’avvento del beat negli anni Sessanta, i gusti del pubblico cambiarono e la popolarità di Dallara diminuì gradualmente. Tentò nuove strade, partecipò ancora a Sanremo e ad altre rassegne, ma senza replicare i fasti precedenti. Negli anni Settanta scelse di ritirarsi dalle scene per dedicarsi a un’altra passione: la pittura. Espose in diverse gallerie, guadagnandosi apprezzamenti e stringendo un’amicizia sincera con Renato Guttuso. Un buon pittore che ottenne esposizioni importanti ed esposizioni significative indipendentemente dalla sua fama di cantante.

Il revival e gli ultimi anni

Dal revival degli anni Ottanta tornò a esibirsi dal vivo, soprattutto d’estate, riproponendo i grandi classici in nuove versioni e apparendo in televisione. Negli anni Novanta e Duemila mantenne un legame affettuoso con il pubblico, collaborando occasionalmente con altri artisti.

Negli ultimi anni aveva affrontato gravi problemi di salute, incluso un lungo periodo in coma. Si riprese e nel 2024 tornò anche in televisione a “Domenica In”, emozionando il pubblico cantando dal vivo “Romantica”, “Come prima” e “Ti dirò”, a dimostrazione della forza del suo carisma e del legame con generazioni di italiani.

Notizie