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Radiohead, Thom Yorke annuncia uno stop agli show Israele: ma la band è divisa

In un’intervista al Sunday Times, il frontman dei Radiohead Thom Yorke afferma che la band non suonerà più in Israele “fino a che il paese sarà sotto la guida di Benjamin Netanyahu”. Il passo segna una svolta per il gruppo inglese che tuttavia si spacca al suo interno

28 Ottobre 2025 09:00

La decisione è presa. E viene ufficializzata da parole di Thom Yorke, frontman, fondatore e portavoce dei Radiohead che non lasciano alcuno spazio a una interpretazione: “Non suoneremo più in Israele, per lo meno fino a che al potere ci sarà il regime di Netanyahu”.

Una rottura netta rispetto alle posizioni precedenti della band che molti fan avevano criticato per non avere preso una posizione netta rispetto alla questione palestinese.

Radiohead: “Non suoneremo mai più in Israele”

I Radiohead, storicamente poco inclini a etichette semplici, ora si schierano in modo chiaro: non è solo una questione di musica, ma di valori che si riflettono anche nella scelta dei palchi che calcano.

Il tutto in un momento molto importante: perché la band ha annunciato la sua prima tournée internazionale dopo sette anni, con numerose tappe in arrivo, anche in Italia. E proprio mentre i fan attendono la ripresa live del gruppo di Oxford, esplode un tema che li aveva già travolti: la partecipazione della band al concerto di Tel Aviv nel 2017, nonostante le richieste del movimento BDS Movement (Boycott, Divestment, Sanctions) che aveva chiesto loro di non esibirsi.

All’interno del gruppo una spaccatura evidente

Il passo verso un boicottaggio dichiarato dello Stato israeliano ha generato un acceso dibattito anche all’interno della band. Il chitarrista Jonny Greenwood, coinvolto artisticamente e personalmente in diverse collaborazioni con artisti israeliani, ha manifestato una posizione nettamente contraria a quella di una chiusura totale.

Un dissidio non è solo individuale, ma rappresenta un microcosmo delle contraddizioni del rock contemporaneo tra identità globale, radici locali, responsabilità pubblica.

Radiohead, Thom, Yorke
Thom Yorke, leader e cantante dei Radiohead – Credits X @thomyorke (Soundsblog.it)

Dalla protesta al palco, la musica non è più neutra

I Radiohead nel corso degli anni, hanno sempre cercato di evitare il ruolo di “band impegnata”, preferendo un profilo più sfumato… “Che senso ha dire che facciamo cultura? – aveva chiesto qualche tempo fa Thom Yorke, polemicamente, a un giornalista durante una intervista – chiunque fa cultura. Chiunque faccia musica o teatro, persino chi scrive su un giornale. Poi bisogna vedere il valore e la condivisione di quella cultura”.

La decisione dei Radiohead p oggi in netto contrasto con il tour del 2017 quando dal palco in Israele disse “suoniamo qui perché è il nostro mestiere, e suonare qui non vuol dire essere dalla parte del governo che vi amministra”.

In tour

La band intanto si appresta a partire con il suo attesissimo tour da Madrid, il 4 novembre. Dopo quattro date a Madrid sarà altri quattro show a Bologna, 14 e 15, 17 e 18 novembre, quindi a Londra, Copenaghen e Berlino.

Tutti i venti show sono andati completamente esauriti.

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