Neil Young annuncia l’addio ad Amazon e una nuova battaglia contro Big Tech
Il cantautore canadese avverte i fan, presto la sua musica non sarà più su Amazon. Un appello a comprare locale e a “dimenticare i big” segna il nuovo capitolo del suo attivismo.
“La time is here. Forget Amazon.” Con poche righe pubblicate sulla sua bacheca dei Neil Young Archives, il cantautore ha indicato la rotta: presto la sua musica non sarà più su Amazon.
Non è la prima volta che Young usa il proprio catalogo come leva di pressione: nel 2022 tolse le sue canzoni da Spotify per protesta contro la disinformazione sul Covid. Ora, l’obiettivo è più ampio: la critica alle grandi piattaforme e al loro peso economico e politico.
Neil Young lascia Amazon
Nel suo messaggio, Neil Young collega la decisione a una presa di posizione anti‑corporate. Invita i fan a “comprare locale”, a sostenere i negozi di quartiere e “a non tornare ai grandi conglomerati che hanno venduto l’America”.
Tra le ragioni cita il sostegno attribuito a Jeff Bezos all’attuale governo statunitense e all’impasse politica che, a suo dire, colpisce redditi, sicurezza e welfare dei cittadini. L’argomento è quello di sempre nella sua poetica civile: la resistenza culturale contro l’“età del controllo aziendale”.
Precedenti e possibili scenari
Neil Young non ha ancora specificato se la rimozione riguarderà solo lo streaming, e dunque la piattaforma Amazon Music, o anche la vendita di supporti fisici e merchandising su quello che al momento è il marketplace globale per eccellenza.
In passato, i suoi atti di protesta sono stati netti e coerenti: l’uscita da Spotify durò fino alla rinegoziazione di condizioni ritenute accettabili. Ma poi anche dai social (Twitter, Facebook, Instagram), dai quali si è spesso allontanato per ragioni etiche.
Lo schema, quindi, è chiaro: usare il valore del catalogo per aprire una discussione pubblica. Per gli utenti finali, gli effetti dipenderanno dalla capillarità dell’operazione: scomparsa dai cataloghi digitali? limitazioni territoriali? esclusioni temporanee? Sono variabili che l’artista potrebbe definire nelle prossime ore.

Impatto per mercato e fanbase
La mossa arriva in un momento di iper‑frammentazione dell’ascolto: tra streaming, edizioni fisiche da collezione e piattaforme d’autore, le carriere “legacy” come quella di Neil Young possono permettersi scelte forti senza perdere contatto con il pubblico. L’appello a comprare locale intercetta una tendenza post‑pandemica che ha riportato in auge negozi di dischi e vinile, ma si scontra con l’abitudine alla comodità dei marketplace.
Per i fan, il messaggio è anche un invito a ripensare la filiera del valore: a chi vanno i ricavi? qual è il costo sociale di un ascolto “a portata di click”? Young trasforma ancora una volta il rapporto tra musica e mercato in uncampo di battaglia culturale, chiedendo a ciascuno di scegliere da che parte stare.
Resta da vedere quale sarà l’adesione del pubblico: il cantautore intanto ha appena concluso il suo tour americano con i Chrome Hearts e si appresta a un breve periodo di riposo, in vacanza con la sua ultima moglie, l’attrice Daryl Hannah. Ci sono voci insistenti di un tour che potrebbe portarlo in Europa, e anche in Italia, a primavera. Ma per ora i programmi non sono ancora stati ufficializzati né confermati.