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Ian Watkins, ex frontman dei Lostprophets, ucciso in carcere: aveva 48 anni

Il cantante gallese Ian Watkins, detenuto a Wakefield per gravissimi reati sessuali su minori, è morto dopo un’aggressione in cella. Si era dichiarato colpevole, era in carcere da dieci anni. Sul caso indaga la polizia del West Yorkshire.

11 Ottobre 2025 20:16

Ian Watkins, 48 anni, ex frontman dei Lostprophets, è rimasto ucciso oggi a seguito di un’aggressione in carcere avvenuta nella sua cella del carcere di Wakefield, West Yorkshire, Regno Unito.

Secondo quanto riportato da fonti di polizia e confermate dai media britannici, il cantante sarebbe stato attaccato con un’arma da taglio da un altro detenuto nelle prime ore di questa mattina ed è stato dichiarato morto sul posto. La struttura è entrata immediatamente in lockdown e la West Yorkshire Police ha confermato l’apertura di un’indagine dell’Homicide and Major Enquiry Team.

Ian Watkins, dall’arresto alla condanna

Il caso di Watkins era stato molto controverso e aveva aperto una pagina davvero sinistra sulle attività artistiche sue personale e della band. Il suo primo arresto risale al settembre 2012, quando una perquisizione nella sua abitazione a Pontypridd portò al sequestro di computer, telefoni e supporti di memoria digitali.

Una massiccia inchiesta della South Wales Police, battezzata Operation Globe, ricostruì un quadro di abusi e scambi di materiale pedopornografico aggravati dall’uso dei social e delle chat.

Watkins inizialmente si avvalse della facoltà di non rispondere, poi negò ogni addebito. Ma il 26 novembre 2013, all’apertura del processo a Cardiff, il cantante cambiò strategia e si dichiarò colpevole di 13 capi d’accusa, tra cui il tentato stupro di un neonato e di molte varie aggressioni sessuali su minori. Il caso destò un clamore notevole mettendo in luce una rete organizzata, una vera e propria organizzazione criminale per commettere atti di violenza produrre e distribuire immagini indecenti di estrema gravità.

Nel corso delle indagini, gli inquirenti individuarono anche messaggi in cui l’artista istigava una fan ad abusare del proprio figlio durante una videochat.

La sentenza del 2013 e le parole del giudice a Watkins

Il 18 dicembre 2013, la Crown Court di Cardiff condannò Watkins a 29 anni di reclusione più 6 anni di libertà rigidamente vigilata: 35 anni complessivi. Nelle sue motivazioni, il giudice Justice Royce parlò di un caso che “aveva spinto oltre i limiti più estremi il concetto stesso di depravazione, in un contesto aggravato da una totale assenza di rimorso e dalla tendenza dell’imputato a esercitare la sua influenza personale ed emotiva”.

Due coimputate – madri dei minori coinvolti – vennero condannate rispettivamente a 14 e 17 anni. Nel 2014 i giudici respinsero ogni appello sulla misura della pena, confermandone la severità.

Ian Watkins
Una vecchia immagfine promozionale di Watkins – Credits Lostprophets (Soundsblog.it)

Gli anni in carcere e i precedenti episodi di violenza

Durante la detenzione a Wakefield, penitenziario di massima sicurezza soprannominato “Monster Mansion”, Ian Watkins era già stato aggredito una prima volta nell’agosto 2023, rimanendo ferito in modo non letale dopo essere stato preso in ostaggio da altri detenuti.

Nel 2019 aveva inoltre ricevuto un’ulteriore condanna a 10 mesi per il possesso di un telefono cellulare dietro le sbarre, usato per comunicare con persone all’esterno. La sua esposizione mediatica e la natura dei reati lo avevano reso un bersaglio costante all’interno dell’istituto.

Le reazioni e il profilo artistico

La morte di Ian Watkins riaccende il dibattito sulla sicurezza nelle carceri britanniche e sulla gestione dei detenuti conosciuti o di alto profilo condannati per reati sessuali. Con i Lostprophets, band gallese formata nel 1997, aveva pubblicato cinque album e raggiunto il successo internazionale con tournée e piazzamenti in classifica nel Regno Unito e negli Stati Uniti.

La carriera artistica del cantante si interruppe definitivamente con l’arresto del 2012 e lo scioglimento del gruppo nel 2013 che prese le distanze dal suo cantante senza mai ricononciliarsi.

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