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Mogol pubblica “Senza paura”: l’autobiografia che racconta 60 anni di musica italiana

Esce Senza paura. La mia vita, l’autobiografia di Mogol: ricordi, rivelazioni e un viaggio dentro le canzoni che hanno cambiato il Paese, i grandi successi con Lucio Battisti e non solo, per raccontare il terzo autore più venduto al mondo

11 Ottobre 2025 18:30

Mogol (Giulio Rapetti per l’anagrafe) pubblica la sua autobiografia: Senza paura. La mia vita, edita da Salani, arriva in libreria e negli store online dal 14 ottobre (224 pagine, 19 euro). È il racconto in prima persona dell’autore che ha attraversato oltre sessant’anni di musica popolare italiana, con uno sguardo che alterna memoria, ironia e verità.

Mogol, Senza Paura

“Non è un semplice libro di memorie, ma un racconto a cuore aperto”, spiega la presentazione editoriale. Sin dal titolo, l’intento è chiaro: mettere ordine nella propria storia “senza paura”, affrontando ricordi felici e nodi irrisolti.

Nel libro riemergono l’infanzia tra Milano e la Brianza, il lavoro alla Ricordi e l’inglese imparato in Inghilterra, che gli spalanca la porta degli adattamenti e della scrittura. Poi gli incontri decisivi: Celentano, Mina, Cocciante, Mango, Ramazzotti, ma soprattutto – ovviamente – quello con Lucio Battisti.

“Sono un autore, un lyrics writer: il termine ‘paroliere’ è riduttivo” afferma Mogol, rivendicando l’artigianato della scrittura, l’attenzione maniacale a metrica e accenti. Il volume restituisce il laboratorio di una stagione irripetibile, tra arrangiamenti, studi di registrazione, esperimenti e canzoni entrate nel lessico comune.

Lucio Battisti vittoria legale
Lucio Battisti, scomparso nel 1998 – Credits Fb@luciobattisti (Soundsblog.it)

Mogol, la paura trasformata in canzone

Il Mogol autore non nasconde fragilità e timidezze: “Da ragazzo il mio veleno era la paura”, confessa. E spiega come la scrittura sia diventata un modo per superarla e per “portare verità dentro la melodia”.

Qui si rinnovano le pagine sulla genesi di brani dimenticabili come I giardini di marzo, ma anche sul rapporto non sempre lineare con Battisti: successi ma anche divergenze, silenzi tra azzeccatissime scelte artistiche e l’energia di un sodalizio che ha cambiato la canzone italiana. “Un cantante deve essere credibile: canta per comunicare, non per far sentire la voce”, è una delle massime che punteggiano il libro.

Un rapporto solidissimo nonostante le rispettive vedute che a un certo punto si incrinò in modo irrimediabile: “Avevamo un accordo per partecipare al 50% ciascuno un’azienda di edizioni. Il giorno dopo aveva cambiato idea, o forse gliel’avevano fatta cambiare” racconta oggi,

Il metodo, la visione, l’eredità

C’è poi il Mogol che ha fondato la Nazionale Cantanti, e quello educatore, fondatore del CET in Umbria nel 1992, e l’uomo che difende il valore del pop: “Il pop non è minore: è il luogo in cui il sogno e le lacrime degli uomini diventano memoria collettiva”. Tra i capitoli, anche racconti inediti su Dylan, i Beatles, Sanremo, e i retroscena di album e testi che hanno segnato generazioni. “L’unico vero fallimento è non provare”, scrive, consegnando una dichiarazione di poetica che somiglia a una lezione di vita.

Nessuna canzone della quale vergognarsi: “È vero, ho scritto anche Stessa spiaggia stesso mare, qualcuno mi rinfaccia anche dei brani definiti dozzinali. Ma hanno venduto un sacco di copie… La canzone più bella? Dormi Amore, l’ho scritta pensando alla mia morte. Tra quelle che ho scritto per Battisti quella che ricordo con più affetto è Io vorrei, non vorrei, ma se vuoi”.

Al momento con oltre 2mila canzoni firmate Mogol è il terzo autore pià venduto al mondo dopo Beatles ed Elvis Presley.

Con Senza paura Mogol firma il suo autoritratto più sincero e consegna al lettore la cassetta degli attrezzi con cui ha costruito le parole che ci accompagnano da una vita.

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