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John Lodge, la voce e il basso dei Moody Blues si spegne a 82 anni

Il cantante e bassista dei Moody Blues, John Lodge, è morto a 82 anni. Il ricordo di una carriera che ha segnato il rock britannico.

11 Ottobre 2025 06:15

Una morte improvvisa e inaspettata perché a dispetto dei suoi 82 anni John Lodge, storico bassista e voce dei Moody Blues, non aveva problemi di salute: la famiglia del musicista ha detto Lodge “si è spento serenamente, circondato dall’affetto dei suoi cari e dalle canzoni degli Everly Brothers e di Buddy Holly”.

John Lodge, dai Moody Blues classici senza tempo

Nato a Birmingham e entrato nei Moody Blues nel 1966 insieme a Justin Hayward, Lodge ha preso parte alla stagione più creativa del gruppo. Dai concept album psichedelici e visionari di fine anni Sessanta con i quali si misero in luce, come “Days of Future Passed” e “In Search of the Lost Chord”, fino alla fase più pop-rock con “Octave”.

Il suo basso ha accompagnato brani che sono diventati pietre miliari: su tutti “Nights in White Satin”, interpretato in decine di versioni tra le quali quelle di Eric Burdon e Nancy Sinatra, come un autentico classico da cantanti di prestigio. E ancora “Question”, “Isn’t Life Strange”. Negli anni Settanta gli album “On the Threshold of a Dream”, “To Our Children’s Children’s Children”, “A Question of Balance”, “Every Good Boy Deserves Favour” e “Seventh Sojourn” hanno consolidato la reputazione dei Moody Blues come band capace di unire orchestrazioni, sperimentazione e melodia confermandoli in modo costante e continuo in classifica.

Una carriera lunga, la fede e l’ingresso nella Hall of Fame

John Lodge ha continuato a incidere e suonare con il gruppo fino a “December” (2003), ultima prova in studio dei Moody Blues che poi hanno concluso smesso la loro attività live nel 2018, anno in cui sono stati inseriti nella Rock & Roll Hall of Fame.

Uomo di salda fede evangelica, Lodge ha spesso raccontato come la spiritualità lo abbia tenuto lontano dagli eccessi del rock quando molti, moltissimi musicisti che avevano lavorato con lui si sono letteralmente uccisi o spenti con le droghe psichedeliche e quelle pesanti.

Anche negli ultimi anni aveva portato in tournée il repertorio dei Moody Blues, spesso condividendo il palco con i familiari, congedandosi dal pubblico con il suo tradizionale saluto: “Thank you for keeping the faith”.

Moody Blues, John Lodge
John Lodge era sposato da 57 anni con due figlie – Credits Moody Blues Archive (Soundsblog.it)

L’eredità artistica dei Moody Blues

La grandezza di John Lodge sta nell’equilibrio tra eleganza melodica e solidità ritmica: un basso che sostiene senza sovrastare e una voce che scalda, immediatamente riconoscibile… “un sound assolutamente americano per uno che arrivava da Birmingham” dice oggi di lui Bruce Springsteen che in tempi non sospetti aveva dichiarato il suo amore per la band inglese.

Tra le innumerevoli cover di Night in White Satin va sicuramente annoverata quella dei Nomadi con la voce di Augusto Daolio – che tradotta da Daniele Pace – è diventata Ho difeso il mio amore. Negli anni ’60 ebbe molto successo anche la versione di Dalida, sempre tradotta e adattata da Pace. Accanto a lui per tutta la vita la moglie Kirsten con la quale aveva festeggiato il suo 57esimo anniversario di nozze.

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