Home Notizie Damiano David, debutto solista a Milano: show asciutto, carisma totale e un messaggio alla sua storia | C’è anche Cremonini

Damiano David, debutto solista a Milano: show asciutto, carisma totale e un messaggio alla sua storia | C’è anche Cremonini

All’Unipol Forum di Milano Damiano David porta in scena un set compatto e d’impatto, chiarendo in modo definitivo le ragioni del percorso solista poi a sorpresa duetta con Cesare Cremonini. Tra confessioni, pop-rock e qualche ballata conferma d’essere un performer di razza.

8 Ottobre 2025 00:30

È più che convincente il primo live italiano di Damiano David, di passaggio da Milano per un’unica data prima del doppio appuntamento al PalaEur di Roma. Pubblico folto, attento: non c’è la massa curiosa di persone che volevano vedere i Maneskin anche senza conoscerli. C’è il pubblico che conosce i Maneskin e conosce anche lui: e vuole vedere personalmente questa versione del cantante che più che interprete diventa autore.

Damiano David a Milano

Un palco essenziale, luci calde e l’estetica di un club anni ’70: l’Unipol Forum si fa intimo per un set che punta tutto su ritmo e immediatezza. Damiano entra elegante (outfit Emporio Armani e Valentino) e apre con “Born With A Broken Heart”, imprimendo una direzione precisa: band serrata, voce in grande evidenza e niente orpelli.

La scaletta alterna il blocco pop-rock a una sezione centrale più rarefatta, dove affiorano alcune ballate intensissime a partire da “Perfect Life”, prima del finale in accelerazione con “The First Time” e la coda dedicata a “Naked / Solitude (No One Understands Me)”. Nel mezzo una cover di “Nothing Breaks Like a Heart” di Mark Ronson che mette in vetrina controllo, dinamica ma anche un certo gusto.

È una prova di grande maturità quella di Damiano David.

Damiano David “Non canto da solo perché è finito l’amore”

Il momento cardine arriva prima di “Perfect Life”, proprio come erta successo a Londra. Qui  Damiano si ferma, respira e parla in italiano al suo pubblico. E lo fa scandendo le parole. Vuole che tutti capiscano, vuole essere chiaro: “Tutto è stato gigantesco e bellissimo, ma a un certo punto qualcosa si è rotto. Non c’entra la band: era un problema mio, e dovevo risolverlo da solo”.

Niente rancori né romanzi tossici: la narrazione è adulta, la scelta artistica un atto di responsabilità verso sé stesso: “La mia vita era perfetta, ma non secondo la mia idea di perfezione. Poteva essere quella di qualcun altro magari del me giovanissimo che non sapeva che cazzo fare nella vita. Avevo bisogno di altro. La mia seconda vita è iniziata con questo disco”.

Alla frase… “Non è vero che l’amore fosse finito o che ci odiassimo o altre stronzate del genere. Ho scritto questo disco per capire perché nonostante tutto questo fossi triste…”

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Damiano con Cesare Cremonini per una cover d’eccezione – Credits Stefano Benzi (Soundsblog.it)

L’ospite, la lingua e ciò che (ancora) manca

Il colpo di teatro è l’ingresso di Cesare Cremonini per “La nuova stella di Broadway” un superclassico del cantante bolognese che stima Damiano e i Maneskin fa sempre. Uno scambio affettuoso ma anche una prova di versatilità che lo vede a suo agio in un passaggio a una ballata italiana lontanissima dal repertorio della sua band.

Damiano David, verdetto

Novanta minuti filanti, atmosfera, band compatta e leadership scenica senza esitazioni. Il tour mondiale è sold out, Milano risponde con calore. Se arriverà un singolo italiano forte (magari passando da Sanremo 2026), la traiettoria può anche impennarsi. Intanto, la notizia c’è già: Damiano è un ottimo performer anche da solo, e il racconto personale è la sua miglior produzione. I Maneskin possono attendere ma non sono accantonati.

Damiano David, la scaletta
La scaletta dello show di Milano di Damiano David – Credits Stefano Benzi (Soundsblog.it)

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