Bad Bunny al Super Bowl 2026, Trump all’attacco dell’evento nell’evento
La scelta di affidare al controverso rapper Bad Bunny l’half time show del prossimo Superbowl ha scatenato l’irritata reazione di Donald Trump che ha definito la decisione ridicola. Inizia con quattro mesi di anticipo la discussione su uno degli eventi mediatici più rilevanti dell’anno
Agli italiani, sicuramente pochi, che non conoscono il Superbowl forse sfuggirà l’importanza di una polemica che questa mattina campeggia su tutte le pagine americane che contano e che riguarda l’Halftime Show, il mini-concerto di 15’ allestito sul campo della finale del campionato NFL che ogni anno diventa un evento nell’evento, uno dei frammenti più importanti, costosi ma anche remunerativi della produzione televisivi.
L’Half Time Show del Superbowl
L’Half Time Show è uno spartiacque che trasforma una partita in un happening globale abbracciando sport, spettacolo e identità culturale. I numeri di audience del concerto di metà tempo, ormai da anni superano persino quelli del gioco, influenzano vendite, classifiche e conversazioni social, rilanciano carriere e introducono nuovi pubblici. In passato lo show è stato affidato a tutti i più grandi: Michael Jackson, Rolling Stones, Prince, Madonna, Springsteen, Lady Gaga, Beyoncé… Un anno e mezzo fa lo show di Rihanna, è stato l’evento televisivo più visto dell’anno….
La scelta di Bad Bunny per il 2026 va letta in modo molto trasversale: è un rapper enormemente popolare nella comunità ispanica, in grado di catalizzare platee internazionali intercettando comunità latine e non solo e portare così la lingua spagnola al centro del palcoscenico più guardato della televisione.
Le parole di Trump su Bad Bunny
Intervistato in TV, Donald Trump ha liquidato con sarcasmo la scelta della NFL (“non so chi sia, è ridicolo”), cosa che ha scatenato notevoli polemiche. Anche perché è davvero impossibile che Trump non sappia chi sia il rapper che lo ha definito “un goffo pagliaccio pallida imitazione di un politico” e che da tempo contesta quasi tutte le politiche americane in fatto di estero e di immigrazione del presidente.
In questo senso ancora una volta la scelta del cosiddetto headliner, il protagonista dello spettacolo, diventa occasione di discussione e di divisione ma anche di definire l’immagine della lega verso il grande pubblico. E siccome ogni superstar viene vagliata non solo per la musica ma anche per ciò che rappresenta, la scelta di Bad Bunny viene interpretata dall’amministrazione Trump come ‘pericolosa’

La risposta di Bad Bunny: le reazioni, tra politica e cultura pop
Nel coro delle reazioni si sono moltiplicate anche quelle istituzionali: c’è chi ha chiamato in causa l’immigrazione e l’ordine pubblico, e chi ha difeso la scelta come segno dei tempi. Bad Bunny, dal canto suo, ha risposto con ironia e orgoglio: “Se sapete chi sono e non lo avete ancora capito, avete quattro mesi di tempo per imparare”, ha detto dal palco del Saturday Night Live, rivendicando un momento che va oltre il successo personale e parla di rappresentazione latina negli States.