The Cure, Roger O’Donnell parla del futuro: suo e della band
Dopo una drammatica diagnosi, Roger O’Donnell, tastierista e compositore dei Cure, ha annunciato l’uscita del suo nuovo album solista in occasione del suo 70esimo compleanno parlando anche della malattia che lo ha colto e con la quale ha combattuto a lungo
“Non c’è alcun dubbio che senza il contributo di alcuni musicisti i dischi dei The Cure non suonerebbero mai come sono suonati. Fare nomi e cognomi è sempre antipatico ma il peso che Roger ha nel nostro lavoro è evidente ed è sostanziale”
The Cure, e Roger O’Donnell
Con queste parole che valgono almeno quanto una laurea ad honoris causa, Robert Smith aveva evidenziato nel 2022 lo straordinario contributo di Roger O’Donnell alla causa della band. Erano giorni straordinari per la band che si apprestava a iniziare un nuovo tour mondiale e a riordinare le idee in vista di quello che sarebbe stato Songs of a Los World, 13esimo album in studio di una band che non pubblicava niente da venti anni.
Qualche mese dopo sarebbe arrivato il dramma: a Roger O’Donnell diagnosticano un linfoma: e i medici gli chiedono di darsi una calmata e di rallentare il ritmo. Lui, per tutta risposta completa il disco in uscita, va in tour senza perdere nemmeno una data, inizia a lavorare al suo ottavo disco da solista e a preparare il materiale per quello che Robert Smith annuncia come il capitolo successivo della band.
The Cure, un disco in piena produzione
Un momento di straordinario fervore creativo per O’Donnell che ha realizzato un disco che prosegue e completa la parentesi elettronica avviata nei primi anni Duemila, con un’impronta da tastierista sperimentale: innamorato dei suoni digitali Roger O’Donnell ha spinto all’estremo le capacità del Moog, in particolare del Voyager del quale è considerato uno degli interpreti più versatili e quotati in assoluto.
Ma oggi il tastierista ha alzato il tiro: “Non che abbia fretta. Sono in cura da due anni e so di avere almeno un altro anni di terapie. Ma gli esiti clinici sono nella norma, i medici sono ottimisti e questo è un motivo in più per realizzare quello che ho in programma”.
Il disco si intitolerà “Projections” e uscirà a fine mese per festeggiare il suo 70esimo compleanno: “Non pensate a un disco su guarigione e malattia, non sarà questo. È una riflessione personale che diventa soprattutto musicale. L’ho scritto e registrato nei mesi freddi, d’inverno, quando stare in casa a comporre per me è un piacere particolare”.

The Cure, restival e tour
Sul fronte dei Cure, O’Donnell — in formazione con la band dal 1987 — ha confermato la partecipazione a festival nel 2026, tra cui Isle of Wight, Primavera Sound (Spagna), Øya (Norvegia), Rock en Seine (Francia), Nova Rock (Austria) e Open’er (Polonia), oltre a grandi date all’aperto nel Regno Unito e in Irlanda. Le ulteriori tappe verranno comunicate dai singoli festival secondo i rispettivi calendari di vendita.
L’artista ha spiegato che le apparizioni estive hanno un’impostazione più leggera rispetto ai tour tradizionali del gruppo. Un set meno impegnativo se si considera che abitualmente la band suona non meno di tre ore.

Tra la band e il progetto solista
Riguardo a nuove pubblicazioni dei Cure, O’Donnell non ha fornito tempistiche: “Le batterie sono pronte, da Jason Cooper aprile 2025, Robert Smith è concentrato su un lavoro creativo chje mi sembra molto produttivo e fortunato. Stiamo lavorando tutti come se avessimo ancora venti anni”.
O’Donnell si vede di nuovo sul palco: “Ho cercato di esserci sempre, e nelle migliori condizioni possibili. L’anno scorso mi sono divertito molto, sia al Troxy che nelle serate live in BBC. Questa estate penso di esserci. Dipenderà anche dal mio medico e dalle analisi. Ho imparato a non pormi aspettative e a cogliere l’attimo quando si presenta…