Nirvana, il “baby” di Nevermind perde (di nuovo) la causa: perché il giudice ha archiviato il caso
Si chiama Spencer Elden ed è il neonato immortalato nudo sulla copertina di Nevermind (1991), per la seconda volta la sua causa in tribunale finisce in un nulla di fatto
La sua foto è famosissima, una delle più famose di sempre. Lo si vede nuotare in una piscina, boccheggiando davanti a un amo che regge una banconota da un dollaro. È la celeberrima foto di copertina di Nevermind, famosissimo album dei Nirvana pubblicato nel 1991.
Nirvana, il giudice respinge la causa
Il giudice federale Fernando Olguin ha archiviato la causa di Spencer Elden contro i Nirvana, i gestori della loro eredità e il fotografo Kirk Weddle che scattò la foto ormai 35 anni fa. Le motivazioni sono state rese note in questi giorni e sono ovviamente diventate oggetto di discussione: “A parte la nudità, nulla nella posa, nel fuoco, nell’ambientazione o nel contesto porta l’immagine nell’alveo della pornografia minorile” scrive il giudice.
L’iconico scatto del bimbo sott’acqua che “insegue” un dollaro su amo – per la corte – è assimilabile a una foto di famiglia al bagnetto, e sarebbe del tutto priva di qualsiasi intento sessuale. I legali della band parlano di “accuse infondate” e salutano la fine della causa come una vittoria della creatività in senso lato degli artisti.
Il tortuoso percorso legale
La prima causa di Elden risale al 2021, trent’anni dopo l’uscita dell’album. Nel 2022 il caso era stato respinto per tardività essendo stata presentata oltre i 10 anni previsti. Nel 2023 la Corte d’Appello aveva riaperto una porta tecnica consentendo al ricorrente di riformulare le sue pretese.
Dunque, muovo round: e nuova bocciatura. Il giudice ha ritenuto non praticabile l’argomento secondo cui i danni “perduranti” estendono all’infinito i termini, che altrimenti permetterebbero azioni senza fine.

Perché la foto non è pornografia
La cornice giuridica USA richiede che la nudità del minore sia accompagnata da elementi “lascivi o comunque sessualmente provocatori e che siano considerati compromettenti o generino attività di guadagno illecito…”
Ma qui, sostiene il tribunale, mancano tutti questi aspetti: l’angolazione della foto non enfatizza genitali del bimbo, il focus è puramente artistico e narrativo (il nuoto/la banconota), i genitori erano presenti allo scatto e l’hanno approvata (facendosi pagare alcune centinaia di dollari), l’autore era un conoscente della coppia. E incide anche la condotta successiva: per anni Elden ha “abbracciato” pubblicamente la copertina mostrandola orgogliosamente: senza alcun desiderio di rivalsa.
I Nirvana e gli eredi della band
Nessuno della band era presente alla pronuncia della causa a parte gli avvocati della vecchia società editrice del gruppo e dei tre eredi del brand: Krist Novoselic, Dave Grohl oltre ovviamente a Courtney Love e Frances Bean, rispettivamente vedova e figlia di Kurt Cobain, che oggi ha 33 anni, e che all’epoca dello scatto non era ancora nata. Cobain morì suicida il 5 aprile 1994.
“Se non altro si è risparmiato questa stronzata che lo avrebbe irritato moltissimo….” aveva detto della vicenda Dave Grohl interpellato sulla causa quando questa venne depositata tre anni fa…