Lola Young sviene sul palco a New York e annuncia una pausa: “Ora sto bene, ma devo fermarmi”
Ancora un malore per Lola Young, 24 anni, che sviene durante un concerto a New York: le sue condizioni non sono gravi ma i medici impongono uno stop stop ai live. Il paragone scomodo con Amy Winehouse
Panico e apprensione al Forest Hills Stadium di New York durante l’All Things Go Music Festival: nel bel mezzo di Conceited, Lola Young ha barcollato, è riuscita appena ad avvertire lo staff (“mi sto sentendo male…”) e si è accasciata all’indietro. Svenuta.
Lola Young, svenimento sul palco
Subito soccorsa e portata dietro le quinte, la cantautrice britannica, 24 anni, ha poi rassicurato tutti con una storia su Instagram: “Ciao, ora sto bene. Grazie per il vostro sostegno.” Ma poco prima del malore aveva confidato al pubblico di attraversare “giorni difficili”, dopo aver già cancellato una performance a Londra per una “questione personale molto delicata”.
A distanza di ore, l’artista ha comunicato sui social uno stop dalle attività live a tempo indeterminato: “Mi dispiace dirlo, ma devo cancellare tutto per il prossimo futuro. Spero mi darete una seconda possibilità: tornerò più forte.”
Il manager della cantante, Nick Shymansky, con poche dichiarazioni di circostanza ha invitato a mettere al centro il benessere di Lola, sottolineandone serietà e dedizione verso i fan e il palco.
Stop forzato e immediato
Lola in passato ha parlato molto apertamente della propria salute mentale: da ragazzina le era stato diagnosi un disturbo schizoaffettivo ma anche di una serie di battaglie contro l’abuso di alcol e cocaina, raccontando il percorso di cura come un “viaggio continuo dentro e verso se stessa”. In via precauzionale sono state annullate le tappe imminenti, inclusa quella del 29 maggio 2026 al Fabrique di Milano.
Il medico le ha imposto categoricamente di sospendere qualsiasi attività live: non ci sono altre notizie, ma una fonte vicina alla cantante non esclude la necessità di un breve periodo di ricovero.

Lola Young e il paragone con Amy Winehouse
Il confronto nasce da un comune denominatore: Shymansky è stato primo manager di Amy Winehouse, il suo amico di infanzia. Fu lui a gestire le sue prime esibizioni e il suo primo contratto da professionista. Molti sostengono che il manager abbia avuto un peso rilevante nelle drammatiche vicende personali della cantante di Back to Black, stroncata da una overdose durante un periodo di rehab a soli 27 anni.
Oggi, però, l’industria sembra più attenta. Lo stesso Shymansky ha dichiarato tempo fa che i problemi di Lola Young sono precedenti all’inizio della sua attività artistica e che la cantante è seguita e ha imboccato da tempo un percorso di riabilitazione e consapevolezza grazie al quale può evitare gli errori del passato: “Non sarà perfetto, ma Lola può lavorare sulla sua salute e avere tutto, anche il successo…”
Carriera, numeri e prospettive
Dopo gli inizi difficili, il 2024 l’ha consacrata con “Messy”, virale su TikTok e in vetta in Regno Unito, Irlanda e Australia. Lola Young poi pubblicato This Wasn’t Meant for You Anyway e nel 2025 il terzo album I’m Only Fking Myself**, confermando una cifra stilistica di altissimo livello tra pop, R&B e soul con testi di cruda vulnerabilità.
Ora la priorità è la salute: lo stop interrompe il tour che l’avrebbe impegnata con numerose date in Europa e Stati Uniti fino a giugno. Ma lo scopo è solo quello di preservare un’artista di enorme talento e di altrettanto significativa fragilità: “Devo andare via per un po’ – scrive lei su Instagram – non fatemelo pesare…”