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Lionel Richie svela il soprannome di Michael Jackson: che non fa onore al Re del pop

Nella sua biografia Truly Lionel Richie ha rivelato diverse curiosità molto bizzarre legate al mondo dorato del pop, tra queste anche un soprannome non molto onorevole per Michael Jackson, coniato niente meno che da Quincy Jones

1 Ottobre 2025 18:30

Non c’è alcun dubbio che Lionel Richie e Michael Jackson fossero molto amici. Così come non c’è dubbio che Jackson vedesse in Quincy Jones – il produttore di Thriller e di tutti i suoi più grandi successi –una figura decisiva per la sua carriera.

Un personaggio quasi paterno per il re del pop. E forse è anche per questo che a due personaggi così iconici e vicini Michael Jackson ha concesso moltissimo. Anche di farsi prendere in giro.

Lionel Richie e Michael Jackson

Nel suo nuovo libro autobiografico Truly, ormai di imminente pubblicazione, Lionel Richie riapre l’album dei ricordi e condivide un aneddoto inedito su Michael Jackson. A coniare il soprannome “Smelly” – letteralmente puzzolente – sarebbe stato proprio Quincy Jones, il produttore che ha segnato la storia del Re del Pop.

Secondo Richie, Michael Jackson accolse il nomignolo con una risata, consapevole che, durante certe maratone creative, poteva capitare di non cambiare abiti per giorni. Era il prezzo – non sempre profumato – di una dedizione assoluta alla musica.

La vita on the road e le abitudini di Michael

Il racconto di Lione Richie non mira a dissacrare, quanto piuttosto a umanizzare una figura mitica come quella di Michael Jackson che viveva la sua realtà di leggenda in modo molto esposto ma anche drammaticamente eccessivo. Quando era in tournée Jackson, blindato com’era da guardie del corpo e personale, non era nelle condizioni di affidarsi con facilità a lavanderie o shopping improvvisati: ogni spostamento diventava una sorta di operazione militare.

Da qui, l’abitudine di “tirare” gli stessi pantaloni oltre il limite, fino a renderli quasi impraticabili. In una scena domestica, Richie ricorda di averlo portato a casa per una doccia lampo, con tanto di cambio jeans e biancheria intima. Un momento di normalità tra due amici straordinari e profondamente legati.

Lionel Richie e Michael Jackson
Lionel Richie, a destra, con Michael Jackson in una foto del 1996 (Soundsblog.it)

Lionel Richie e Michael Jackson, un’amicizia oltre il mito del Pop

Dalle sale prova ai salotti, l’intesa tra Richie e Jackson è raccontata con un filo conduttore di confidenze, consigli e scherzi. Lontano dai riflettori, il Re del Pop si presentava spesso in jeans e T‑shirt: look essenziale, idee infinite. Il soprannome “Smelly” diventa così una piccola etichetta affettuosa, simbolo di un clima creativo in cui si poteva scherzare pur lavorando al millimetro. Dietro l’icona, Truly mostra un artista vulnerabile e per questo ancora più vicino al pubblico.

Truly: gloria, cadute e verità scomode

Il libro non è solo una raccolta di eventi nostalgici. Richie ripercorre gli inizi con i Commodores, l’ascesa solista e gli inciampi personali: dal gossip agli amori, fino a quelle notti in cui la fama ha complicato ogni gesto semplice creandogli non pochi problemi.

Gli aneddoti legati a Michael Jackson, scomparso tragicamente nel 2009 mentre stava provando quello che doveva essere il suo ultimo show in senso assoluto, a Londra, servono anche a parlare di logistica e alienazione, due parole poco romantiche ma fondamentali per capire cosa significhi vivere perennemente in viaggio e sotto scorta: “La gente ci invidia, ci considera privilegiati – dice Lionel Richiema la stragrande maggioranza delle persone non immagina quanti siano i sacrifici dietro una vita blindata, nella quale non sai di chi fidarti. Non tutte le star hanno il privilegio della quotidianità; la routine, per loro, è un lusso. Lo so perché ci sono passato anche io per molti anni…”

I numeri di Lionel Richie

Lionel Richie, 76 anni, ha vinto un Oscar per Say You Say Me, inciso undici album – l’ultimo dei quali Tuskgee nel 2012 –  e scritto due tra i singoli più venduti nella storia del pop: We Are the World – prodotto proprio insieme a Quincy Jones – e All Night Long. In carriera Lionel Richie ha venduto circa 150 milioni di dischi.

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