Dua Lipa smentisce: “Storia falsa e incendiaria”. Nessun licenziamento dell’agente per la lettera anti-Kneecap
Secca smentita da parte di Dua Lipa e della sua agenzia WME dopo le ricostruzioni secondo cui la popstar avrebbe “licenziato” il suo storico agente David Levy per avere firmato una lettera, inviata in via confidenziale, agli organizzatori di Glastonbury, per chiedere la rimozione dei Kneecap dal cartellone a causa delle loro posizioni pro-Palestina. “Storia falsa in modo ingiustifcabile….” dice la popstar
Nessun licenziamento. In una serie di Instagram stories, Dua Lipa ha definito l’articolo del Daily Mail che aveva parlato di licenziamento dell’agente della popstar David Levy “completamente falso e deliberatamente incendiario, scritto per fare clickbait e alimentare divisione online”.
Dua Lipa: “Nessun licenziamento, tutto falso”
L’artista ha precisato di non approvare i tentativi di “zittire un artista che dice la propria verità”, ma ha stigmatizzato l’uso strumentale del tema: “Io sono sempre e comunque dalla parte di Free Palestine, ma sfruttare una tragedia globale per vendere giornali è profondamente inquietante. Nessun licenziamento, nessun provvedimento: è tutto totalmente e ingiustificatamente falso e inventato….”
In parallelo anche l’agenzia dell’artista – la WME – ha chiarito che nessun dipendente o collaboratore è stato allontanato per motivi di carattere politico.
Levy ha collaborato nella prima fase della carriera di Lipa (2016-2019) e, da allora, p rimasto nello staff della cantante come consulente e senza occuparsi dell’agenda e degli eventi.
All’inizio del 2025 – spiega l’entourage della cantante – ha interrotto per sua stessa scelta il proprio coinvolgimento sul progetto Dua Lipa, così come su altri.
La storia di una blacklist inesistente
Che la ricostruzione sia stata in qualche modo fraintesa, se non esagerata, è dimostrato anche dal fatto che dopo le secche smentite di Dua Lipa e del suo staff, il Daily Mail ha aggiornato l’articolo, correggendo anche l’errore che lo indicava come “manager” dell’artista (dal 2022 il manager è il padre della cantante, Dukagjin Lipa).
La notizia di una lettera personale e privata firmata dall’agente con la quale si aveva chiesto la rimozione degli irlandesi Kneecap dal cartellone di Glastonbury per le loro posizioni filo-palestinesi sarebbe dunque del tutto fittizia. Eppure la notizia è stata ripresa da quasi tutta la stampa specializzata, incluse diverse agenzie. Persino dall’ufficio stampa dei Kneecap che per altro a Glastonbury si sono regolarmente esibiti guidando cori “Free Palestine” e attaccando con toni duri il premier britannico Keir Starmer.

Dua Lipa: “…comunque Free Palestine”
Anche la posizione pubblica estremamente critica di Dua Lipa sul conflitto è nota: nel 2021 criticò un’inserzione del New York Times che la bollava come antisemita; nell’ottobre 2023 firmò, con altre celebrità, una lettera aperta a Joe Biden per un cessate il fuoco umanitario a Gaza; nel 2024-2025 ha rilanciato campagne come #AllEyesOnRafah, affermando di…”essere “pronta a contrastare in ogni modo la politica del governo britannico sulla Palestina pur di sostenere ciò che ritiene un caso umanitario di rilevanza assoluta”.
La vicenda riaccende il dibattito su libertà artistica, attivismo e responsabilità dei media: per Dua Lipa, le pressioni sull’arte restano inaccettabili, ma lo sono anche le narrazioni sensazionalistiche che “strumentalizzano” un conflitto per generare traffico e polarizzazione.
Al momento il Daily Mail si è limitato a una correzione, niente scuse per il momento.