Sonny Curtis, autore di “I Fought the Law” e della sigla di Mary Tyler Moore, è morto a 88 anni
Chitarrista dei Crickets e penna di grandissimo successo del rock americano, Sonny Curtis è scomparso a 88 anni. Dalla ribellione di “I Fought the Law” all’ottimismo di “Love Is All Around”, ha scritto canzoni entrate nel lessico del pop e del rock più popolare.
È stata ufficializzata dalla sua famiglia la notizia della scomparsa di Sonny Curtis, figura fondamentale del primo rock’n’roll e autore di grandi classici trasversali, tra pop e rock. Curtis aveva 88 anni: la moglie Louise e la figlia Sarah dando la notizia hanno scritto sui canali social ufficiali del musicista che si era ammalato improvvisamente e le sue condizioni erano considerevolmente peggiorate in poco tempo.
Curtis era stato indotto nella Rock and Roll Hall of Fame nel 2012 come membro dei Crickets, la band legata a doppio filo con il grande Buddy Holly.
Sonny Curtis: le radici di un autore
Nato durante la Grande Depressione da una famiglia di coltivatori di cotone nei pressi di Meadow (Texas), Sonny Curtis fu amico d’infanzia di Buddy Holly e protagonista della stagione pionieristica del rock: suonò la chitarra con Holly a metà anni ’50 e aprì concerti importanti quando Elvis Presley era ancora soltanto un fenomeno regionale che si esibiva alle fiere.
Autore straordinariamente precoce e di talento: non aveva ancora 20 anni quando firmò “Someday” per Webb Pierce e “Rock Around With Ollie Vee” per lo stesso Buddy Holly. Lasciò i Crickets prima dell’esplosione solista di Holly, ma tornò nel gruppo dopo la tragedia del 1959, quando Buddy Holly, Ritchie Valens e “The Big Bopper” J. P. Richardson rimasero uccisi in un incidente aereo vicino a Clear Lake, Iowa. Un evcento trafico diventato noto come “il giorno in cui la musica è morta” così come viene ricordato nel celebre successo American Pie.
“I Fought the Law”: un inno senza tempo
Con la responsabilità di portare avanti la tradizione della band che lui stesso aveva creato, Sonny Curtis prese parte a In Style with the Crickets (1960). E proprio in quell’album nacque “I Fought the Law”.
La canzone divenne un successo mondiale prima nella versione dei Bobby Fuller Four ma, da lì fu un classico interpretato da The Clash, Johnny Cash, Bruce Springsteen, Tom Petty, Nanci Griffith e molti altri. Curtis la definiva “il mio copyright più importante”, a sottolinearne il peso culturale e la longevità.
“Love Is All Around”: la TV scopre la sua leggerezza
All’altro estremo espressivo c’è “Love Is All Around”, sigla di The Mary Tyler Moore Show (1970): un jingle diventato canzone-manifesto della protagonista, che trasformò l’immaginario di milioni di spettatori con il celebre lancio del cappello di Mary in piazza. Una delle canzoni più pop della storia televisiva e musicale americana.
Anche questo brano ebbe poi una vita autonoma, reinterpretato da Sammy Davis Jr., Joan Jett e Hüsker Dü.

Una penna al servizio di tutti
Curtis ha scritto o co-firmato centinaia di brani: dagli Everly Brothers (“Walk Right Back”, composto durante il servizio di leva) al country di Keith Whitley (“I’m No Stranger to the Rain”). Le sue canzoni sono passate per le voci di Bing Crosby, Glen Campbell, i Grateful Dead, oltre a hits come “More Than I Can Say” scritta per Jerry Allison e riportata al successo da Bobby Vee e poi ancora da Leo Sayer.
Trasferitosi a Nashville a metà anni ’70, è entrato nella Nashville Songwriters Hall of Fame (1991) e, coi Crickets, nella Musicians Hall of Fame (2007).
L’eredità di Sonny Curtis
Tra album solisti, ritorni con i compagni di sempre e progetti come The Crickets and Their Buddies, con ospiti del calibro di Eric Clapton e Graham Nash, Curtis ha costruito un catalogo che unisce ribellione e dolcezza, strada e televisione. Se “I Fought the Law” ha dato voce all’outsider che era in lui, con autoironia e disincanto, “Love Is All Around” ha insegnato a credere nelle seconde possibilità: due facce, una sola firma inconfondibile.