Massive Attack fuori da Spotify: la protesta anti–AI militare infiamma la musica
Clamorosa notizia da parte dei Massive Attack che ha deciso di togliere il catalogo da Spotify a seguito degli investimenti del CEO della piattaforma Daniel Ek nel settore dell’intelligenza artificiale applicata in ambito militare: un segnale che alimenta l’ondata di boicottaggi di altri gruppi indie e non solo.
I Massive Attack hanno rimosso il loro catalogo da Spotify per protesta contro l’investimento del fondatore della piattaforma digitale Daniel Ek nella Helsing, azienda europea di “defence tech” che sviluppa software d’intelligenza artificiale per l’analisi dei dati di campo e droni HX-2.
I Massive Attack fuori da Spotify
Il comunicato ufficiale della band parla di “onere morale ed etico da parte degli artisti quando i ricavi della loro musica finiscono a finanziare tecnologie letali”. L’iniziativa arriva dopo il consiglio di amministrazione di giugno Prima Materia (il fondo di Ek), con cui Helsing ha beneficiato di circa 600 milioni di euro; fondo del quale Ek è anche presidente.
Chi sta lasciando Spotify
Il caso Massive Attack si inserisce in una “catena” di addii che negli ultimi mesi ha coinvolto diverse realtà della scena alternativa: King Gizzard & The Lizard Wizard ha annunciato l’uscita in polemica con la piattaforma, criticando l’ecosistema dello streaming; la band australiana si è mossa subito dopo le rivelazioni sui legami tra Ek e Helsing.
Da San Francisco anche la band indie dei Deerhoof ha comunicato la rimozione del proprio catalogo, definendo Spotify “uno scam di data-mining travestito da music company” e contestando l’intreccio tra musica e tecnologie belliche.
Hanno seguito la stessa strada gli sperimentali Xiu Xiu, che parlano esplicitamente di “questione morale”, e i canadesi Godspeed You! Black Emperor, che hanno tolto quasi tutta la discografia da tutte le principali piattaforme per mantenerla solo su Bandcamp.
Cosa replica la “galassia Ek”
Dal fronte opposto, Prima Materia rivendica l’idea di una intelligenza artificiale “al servizio delle democrazie”, linea che Helsing stessa ripete da anni nel posizionamento pubblico. È il cuore della disputa: per molti artisti “difesa” non significa neutralità etica, e la distinzione tra tecnologie “di protezione” e sistemi d’arma è sempre più sfumata nella guerra algoritmica.
Per altro sul piano industriale, l’operazione Helsing è stata confermata anche dai circuiti finanziari internazionali, consolidando il ruolo di Ek nell’AI militare.
Il caso dei Massive Attack
Il fatto che i Massive Attack abbiano preso una decisione così clamorosa è significativa. Si tratta della prima band mainstream a prendere una decisione del genere. E il loro esempio potrebbe essere seguito anche da altri musicisti e da altre band.
Al di là del caso specifico, la protesta riapre il dossier—mai chiuso—sulla distribuzione digitale: rapporto di forza tra piattaforme e artisti, trasparenza dei flussi e governance degli investimenti extra-musicali dei big tech della musica. Ed è difficile immaginare che l’onda si fermi qui.