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Addio a Mark Volman, la voce sorridente dei Turtles: morto a 78 anni

Il fondatore dei Turtles e del duo Flo & Eddie, Mark Volman è scomparso a Nashville dopo una breve e improvvisa malattia. Dalla hit “Happy Together” ai tour con Frank Zappa, una vita spesa tra palco, studio e insegnamento

6 Settembre 2025 21:30

Era considerato un intellettuale, si considerava un insegnante mancato. E all’insegnamento aveva deciso di tornare in tarda età: “Quando la gente decide di andare in pensione ho iniziato a lavorare sul serio” aveva dichiarato con la consueta ironia in una delle sue ultime interviste.

Chi era Mark Volman

Mark Volman, nato a Los Angeles nel 1947, è stato tra i volti più riconoscibili del pop rock anni ’60. Con Howard Kaylan, Al Nichol, Jim Tucker, Chuck Portz e Don Murray fonda The Turtles, banda nata dai Crossfires e balzata ai vertici delle classifiche con brani come “It Ain’t Me Babe”, “Elenore” ma soprattutto “Happy Together”, numero 1 nella Billboard Hot 100 e destinata a diventare uno standard della cultura pop.

La sua timbrica, le armonie e quell’iconico sorriso riccioluto hanno contribuito all’identità immediatamente riconoscibile della band. Il suo atteggiamento sorridente e disincantato, sempre ottimista evidenziato dai video e dai live, era stata certamente una delle caratteristiche più intense di un progetto che influenzò fortemente il pop-rock più disimpegnato degli anni ’80.

Da Flo & Eddie a Zappa: la seconda vita di Mark Volman

Dopo lo scioglimento dei Turtles nel 1970, Volman e Kaylan reinventano la propria storia come Flo & Eddie: un duo camaleontico, tra ironia e virtuosismo vocale, capace di attraversare generi e generazioni. Con Frank Zappa e i Mothers of Invention percorrono gli anni ’70 in tour e in studio, affinando un’arte corale che farà scuola.

Ma in parallelo, Flo & Eddie prestano le loro voci a progetti diversissimi: cantano per i T. Rex di Marc Bolan – in particolare nell’epocale “Bang a Gong (Get It On)” successo mondiale che vanta decine di cover (famosa e recente anche quella di Boy George), suonano con Bruce Springsteen (“Hungry Heart”) e a lavorano per la TV, suonando nella popolarissima serie animata “Strawberry Shortcake”. È il ritratto di un professionista onnivoro, che sa passare con naturalezza dal mainstream alla sperimentazione.

Studente, autore, docente

A metà carriera Volman sceglie la via dell’accademia: rientra a studiare alla Loyola Marymount University, dove consegue laurea e poi MFA a fine anni ’90. Da lì intraprende un percorso di docenza nella music business – in particolare alla Belmont University di Nashville – condividendo con gli studenti decenni di esperienza tra contratti, diritti e industria. Parallelamente continua a esibirsi: tra i progetti ricorrenti, il “Happy Together Tour”, che riunisce sul palco icone della stagione d’oro del pop.

Mark Volman, la malattia e il saluto finale

Nel 2020 a Volman viene diagnosticata la demenza a corpi di Lewy, una malattia grave e senza soluzioni, spietata. Il musicista la affronta come sempre con tono disincantato e con il sorriso: “Mah… – disse – se non se ne sono accorti fino a oggi che non ci sono tutto con la testa non penso se ne accorgeranno ora….”. E dunque, nonostante i sintomi iniziali, prosegue la sua attività dal vivo e, nel 2023, racconta la propria avventura in musica nel memoir “Happy Forever: My Musical Adventures With The Turtles, Frank Zappa, T. Rex, Flo & Eddie, and More”.

La notizia della morte è stata confermata ieri, a Nashville in seguito a una breve e inattesa malattia. Lascia la compagna Emily Volman, l’ex moglie Pat Volman, le figlie Hallie Volman e Sarina Miller, e il fratello Phil.

Un’eredità ‘Happy Together’

Mark Volman ha incarnato un’idea di musicista totale: cantante, corista, autore, performer e didatta. Dalle armonie levigate dei Turtles al sarcasmo colto di Zappa, fino all’aula universitaria, ha attraversato sessant’anni di musica mantenendo intatto un tratto umano raro: la gioia condivisa del fare musica.

“Happy Together” resta il suo biglietto da visita, ma il suo lascito è soprattutto la prova che la curiosità – e la disciplina – possono tenere insieme pop, rock d’avanguardia e cultura professionale. Un sorriso, una voce, una lezione che resta.

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