Home Notizie Maneskin, reunion in vista dopo la pausa: ritorno sul palco tra fine 2025 e 2026 | Preoccupano i conti della band

Maneskin, reunion in vista dopo la pausa: ritorno sul palco tra fine 2025 e 2026 | Preoccupano i conti della band

Dopo la pausa e i progetti solisti, non tutti contrassegnati da successo e con qualche difficoltà, i Maneskin si preparano a tornare insieme con un nuovo album e un tour per l’ anno prossimo.

20 Agosto 2025 18:30

Quando, nell’estate del 2024, i Maneskin annunciarono una pausa al termine di tre anni di frullatore, seguiti alle vittorie di Sanremo ed Eurofestival e a una raffica di date live sempre più estese e ambiziose, fu chiaro fin da subito che non si trattava di uno scioglimento definitivo.

I Maneskin dopo la decisione di rallentare

Damiano, Victoria, Ethan e Thomas avevano semplicemente deciso di fermarsi per esplorare progetti solisti: “…ma anche per evitare l’autodistruzione – aveva detto Damiano David dopo il loro ultimo show a Milano – tutto è accaduto molto velocemente e improvviso. Siamo stati molto bravi a cavalcare la tigre senza farci sbranare. Ma ora dobbiamo fermarci, riflettere, goderci le cose che abbiamo conquistato e creare presupposti diversi che ci facciano di nuovo venire voglia di lavorare insieme”.  

Maneskin, separati ma non sciolti

La band si è separata senza mai parlare di divisione né di scioglimento. Damiano ha lanciato la sua carriera da solista con l’album Funny Little Fears, e un tour per conto proprio. Un lavoro più introspettivo alla ricerca di una definitiva affermazione internazionale con cui ha cercato di esorcizzare le proprie fragilità.

Victoria, invece, si è dedicata alla carriera da deejay, mantenendo al tempo stesso una forte presenza mediatica grazie anche alla sua relazione con la modella Luna Passos. Ethan e Thomas sono quelli che hanno preferito rimanere più defilati, impegnandosi in collaborazioni e produzioni musicali meno esposte ma comunque significative.

I numeri dietro lo stop

La pausa, tuttavia, non è stata indolore per lo meno dal punto di vista economico. Era evidente che a fronte di una pausa di riflessione gli introiti non potevano essere quelli del boom.

La Maneskin Empire Srl, la società che gestisce i diritti della band e che è equamente condivisa dai suoi quattro fondatori con una partecipazione del loro agente e manager, ha visto i ricavi dimezzarsi nel 2024: da 18,6 milioni a circa 8,5 milioni di euro, con una perdita di oltre 10 milioni in dodici mesi. Anche l’utile netto ha subito un crollo, passando da 1,4 milioni a poco più di 423mila euro.

Spiccioli rispetto a quello che la band ha incassato. Senza considerare il fatto che la band per tre anni ha non solo guadagnato, ma non ha speso un euro: girando il mondo strapagata per fare quello che amava fare.

“A pesare – come sottolinea Alessandro De Angelis, amministratore della società e padre di Victoria – è stata soprattutto la riduzione dell’attività live, da sempre la principale fonte di guadagno per il gruppo oltre agli streaming che occupano una parte importante le fatturato, ma che senza nuove pubblicazioni hanno ovviamente subito una contrazione”.

Le carriere soliste: chi ha guadagnato di più

Se i ricavi della band sono calati, i percorsi individuali hanno offerto risultati contrastanti. Victoria De Angelis ha visto la sua società personale, la Davic Srl – sempre amministrata dal papà – chiudere il 2024 con ricavi per 1,84 milioni di euro e un utile netto di oltre 167mila euro.

Damiano David, invece, con la sua Humans 23 Srl, si è fermato a 1,2 milioni di ricavi e appena 15mila euro di utile. Una differenza significativa che mette in evidenza come la bassista sia riuscita a capitalizzare meglio il periodo di pausa, sia grazie alla sua immagine pubblica che a un’attenta gestione dei progetti artistici. Ma il dato di fatto è un altro: David ha anche investito molto, e speso. Mentre gli spettacoli di Victoria, incentrati semplicemente sulla sua presenza in consolle, sono stati estremamente remunerativi a fronte di costi di produzione irrisori.

La reunion di Maneskin e le prospettive future

Anche a causa di questi conti, il ritorno dei Maneskin non sembra ulteriormente rinviabile. Secondo quanto dichiarato dai manager della band i quattro torneranno a esibirsi insieme già nell’ultimo trimestre del 2025: per lo più apparizioni televisive e ospitate.

Il tour internazionale vero e proprio partirà nel 2026. L’operazione ha chiaramente una doppia valenza: artistica, perché segna il ritorno di una delle band italiane più celebri a livello mondiale, ed economica, perché consentirà di riequilibrare i bilanci della società che gestisce i loro interessi.

Maneskin, Damiano David e Victoria De Angelis
Due quarti dei Maneskin, Damiano David e Victoria De Angelis durante il tour del 2023 – Credits Instagram @maneskinofficial (Soundsblog.it)

La sindrome Tokyo Hotel

C’è comunque anche un ulteriore rischio, quello che produttori e agenti chiamano ‘sindrome Tokio Hotel’ rievocando la parabola della band tedesca che dopo l’immenso successo dell’album Scream e di Monsoon non è mai più riuscita a rievocare i successi del suo primo album internazionale.

La band dei fratelli Kaulitz, già nel tour di Humanoid (2009) riscontrarono una progressiva disaffezione dei fan: tanto che persino i quattro attesissimi concerti italiani si chiusero non solo senza sold out, ma con dati di vendita considerevolmente al di sotto delle aspettative. Da lì la band ha cambiato look, agenti, distributori… e pur pubblicando altri tre album non è mai riuscita a ripercorrere il successo di Scream, nemmeno lontanamente.

Il rischio di una sindrome Tokio Hotel è esattamente quyello che i Maneskin e il loro staff dovranno cercare di scongiurare: testando per prima cosa quanto sia ancora alto l’affetto di fan che nel fratempo sono cresciuti, e forse anche cambiati.

L’attesa dei fan

La reunion è attesa con grande entusiasmo dai fan, che avevano accolto con delusione la pausa ma anche con comprensione per le necessità personali dei singoli membri.

Il ritorno dei Maneskin sarà quindi un evento capace di riaccendere i riflettori su una band che, in pochi anni, è passata dai palchi dei piccoli club romani alla consacrazione mondiale, arrivando a vincere l’Eurovision e a esibirsi nei festival più prestigiosi del pianeta.

Il 2026 potrebbe rappresentare non solo una rinascita artistica, ma anche una nuova fase di maturità per i Maneskin, che ora tornano più consapevoli delle loro individualità e con la possibilità di trasformare la pausa in una spinta creativa per rilanciarsi a livello globale.

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