Phil Collins oggi: salute, apparizioni e l’eredità di un gigante del pop rock
Considerato uno degli autori di maggiore successo di tutti i tempi, Phil Collins da tempo è lontano dalle scene a causa di gravi problemi di salute che molto spesso scatenano macabre illazioni sulla sua morte sui social. Che lui prende con discreta autoironia…
“No, not yet…” A Phil Collins non manca certamente il senso dell’ironia. Visto che familiari e amici più stretti dicono sia proprio un badge con questa scritta – Not Yet, non ancora – a comparire accanto al suo numero di telefono su WhatsApp.
Il leggendario batterista dei Genesis si riferisce alle notizie che di tanto in tanto imperversano sui social, tra meme e video commemorativi dove influencer senza scrupoli e con pochi argomenti pubblicano video che lo riguardano come se fosse già morto. E lui, con un mezzo e amaro sorriso, dice… “No, non ancora”
Phil Collins, dalla leggenda dei Genesis al mito solista
Phil Collins è stato – ed è tuttora – una delle figure più iconiche della musica pop e rock internazionale.
Prima batterista e poi frontman dei Genesis dopo l’uscita di scena di Peter Gabriel, arrivato nella seconda fase creativa della band per sostenerne una evoluzione repentina dal prog al pop, per poi affermarsi solista da record con brani entrati nell’immaginario collettivo a suon di milioni di copie vendute, Phil Collins – 75 anni a gennaio – vive tra Svizzera, Francia e Inghilterra godendosi un patrimonio formidabile di oltre mezzo miliardo di dollari. Senza contare le proprietà immobiliari nelle quali ha investito una vera fortuna.
La ricchezza gli arriva dalle royalty dei Genesis, ma soprattutto da brani come In the Air Tonight, Another Day in Paradise, Against All Odds o You’ll Be in My Heart. Da solista ha venduto oltre 150 milioni di copie in carriera quando i dischi si vendevano sul serio. Con sette Grammy, un Oscar e un Golden Globe, Collins è da solo una industria di enorme successo.
Phil Collins, il calvario tra dolori e interventi chirurgici
Negli ultimi anni, però, il nome di Phil Collins è tornato al centro dell’attenzione più per le sue condizioni di salute precarie che per l’attività musicale. Il suo ritiro progressivo dal palco e i problemi fisici che lo hanno costretto a rivedere la sua vita pubblica hanno acceso l’interesse ma anche la preoccupazione dei fan, desiderosi di sapere come stia oggi.
Il batterista soffre da almeno un decennio di problemi fisici cronici piuttosto gravi. Le prime avvisaglie arrivarono nei primi anni Duemila, quando iniziarono gravi dolori alla schiena e alle gambe dovuti a un danno ai nervi spinali. L’artista ha raccontato di avere suonato per anni coninfiltrazioni di antinfiammatori e antidolorifici ma anche di aver perso progressivamente la sensibilità alle mani, rendendo difficilissimo, se non impossibile, suonare la batteria, lo strumento che lo aveva consacrato come uno dei migliori performer del mondo.
Dopo l’ultimo tour mondiale dei Genesis, che culminò con un concerto gratuito davanti a mezzo milione di persone al Circo Massimo, Collins si affidò a un neurochirurgo nel tentativo di risolvere il danno. L’esito fu disastroso…

“Non posso suonare in sedia a rotelle”
Nonostante operazioni e numerosi tentativi di riabilitazione, le sue condizioni non gli hanno permesso di tornare pienamente in attività come un tempo. Con gli anni Phil Collins ha perso definitivamente la sua formidabile capacità di suonare la batteria, ma anche di camminare senza deambulatore.
I suoi ultimi show con la band nel tour di addio, così come quelli del Farewell Tour da solista, li ha affrontati sempre seduto, aiutato per camminare. Nel 2021 aveva dichiarato con amarezza: “A malapena riesco a tenere una bacchetta in mano, è molto frustrante. Vedo una batteria e ho il disperato desiderio di suonare. Ma non riesco e certo non posso stare dietro i tamburi seduto su una sedia a rotelle…”
Le ultime apparizioni pubbliche
La parabola degli ultimi anni ha visto Phil Collins cercare di bilanciare la volontà di continuare a esibirsi con i limiti imposti dalla salute. Dal 2017 ha intrapreso il tour solista Not Dead Yet, un titolo ironico che già raccontava molto del suo stato d’animo. La tournée, nonostante i timori iniziali, ha registrato il tutto esaurito in gran parte del mondo, con fan commossi nel rivederlo sul palco, seppur in una forma diversa rispetto al passato.
Nel 2021 è stata la volta della reunion dei Genesis con Tony Banks e Mike Rutherford per il tour The Last Domino?.
Fu presentato come un addio collettivo: Collins, costretto a cantare da seduto, ha comunque dato prova della sua voce unica, accompagnato da suo figlio Nicholas, talento davvero formidabile alla batteria.
L’addio alle scene
Il tour si è concluso il 26 marzo 2022 alla O2 Arena di Londra, un evento che molti hanno descritto come un “funerale celebrativo” della carriera live della band che si è sciolta definitivamente.
Alla fine dello show, con i suoi compagni Mike Rutherford e Tony Banks, fondatori della band negli anni ’60 che si erano già infilati dietro le quinte, Phil Collins salutò il pubblico con una frase che ha fatto il giro del mondo: “Questa è davvero la fine, questo è davvero il nostro ultimo show. Adesso dobbiamo davvero dire addio. E grazie, grazie di tutto”.
Oggi le sue apparizioni pubbliche sono rare e legate perlopiù a eventi privati o riconoscimenti. I paparazzi lo hanno immortalato in diverse occasioni su una sedia a rotelle, immagine che ha suscitato preoccupazione ma anche affetto da parte dei fan.

Dichiarazioni e interviste recenti
Phil Collins ha sempre mantenuto un atteggiamento sincero e diretto, molto autoironico nei confronti dei fan, pur senza mai nascondere la difficoltà della situazione. Nelle interviste degli ultimi anni ha ammesso che la sua vita quotidiana è cambiata radicalmente: “La batteria è ormai fuori dalla mia portata, ma almeno riesco ancora a cantare”. Il rapporto con il figlio più giovane, Nic, che ne ha raccolto la sua eredità dietro le pelli, è stato descritto come una delle sue più grandi consolazioni.
Al contempo, Collins ha raccontato di non avere rimpianti sulla sua carriera: “Ho avuto una vita incredibile, con alti e bassi, ma sono grato per tutto”. Ha anche lasciato intendere che nuove esibizioni sono molto improbabili, anche se nel mondo della musica non si può mai dire mai.
Phil Collins, dati e statistiche di una carriera unica
Collins è tra i pochissimi artisti a essere riuscito a vendere oltre 100 milioni di copie sia come solista sia come membro di una band. Negli Stati Uniti ha piazzato sette singoli al numero uno della Billboard Hot 100, un record che lo colloca accanto a giganti come Michael Jackson e Madonna. L’album …But Seriously (1989) ha venduto oltre 20 milioni di copie in tutto il mondo, mentre No Jacket Required (1985) rimane una pietra miliare del pop anni Ottanta con oltre 12 milioni di copie vendute.
In Italia, Phil Collins è stato per decenni una presenza fissa nelle classifiche e nelle radio, con un seguito trasversale che ha unito generazioni. Il brano Another Day in Paradise è rimasto in vetta per sei settimane, diventando uno dei simboli di un’epoca musicale e gli è valso il Grammy come canzone dell’anno nel 1991.

L’eredità di Phil Collins: come sta oggi
Al di là dei numeri, Phil Collins ha lasciato un’impronta indelebile per lo stile unico che ha saputo dare sia ai Genesis che alla sua carriera solista. La sua capacità di unire pop e rock, di scrivere ballate universali e brani più complessi, di mettere insieme virtuosismo e immediatezza, lo hanno reso un punto di riferimento.
Oggi, nonostante i problemi fisici, Collins è considerato una leggenda vivente. I fan lo seguono con affetto, comprendendo le difficoltà e celebrando la sua storia. L’immagine di lui seduto a cantare Invisible Touch o Follow You Follow Me rimane impressa come simbolo di resilienza e dedizione alla musica.
In definitiva, Phil Collins non è più l’artista instancabile degli anni Ottanta e Novanta, ma continua a incarnare la grandezza di un’epoca.
Cinque i suoi figli: l’attrice Jeoly, adottata dalla prima moglie Andrea con la quale ha avuto anche Simon, anche lui musicista e batterista, Lily – anche lei attrice – Matthew, 20 anni, l’ultimo nato, ottimo esterno destro che gioca in Austria da professionista nell’Austria Salisburgo e Nicholas, 24 anni, attualmente in tour con il suo amico e collega storico Mike Rutherford insieme ai suoi The Mechanics.