Home Notizie Robert Plant: “Ho detto no in tutti i modi alla reunion dei Led Zeppelin” | Fan delusi dal leggendario cantante

Robert Plant: “Ho detto no in tutti i modi alla reunion dei Led Zeppelin” | Fan delusi dal leggendario cantante

Robert Plant ha parlato senza mezzi termini del suo presente ma soprattutto del suo passato in una lunga intervista concessa a Mojo. Il leggendario frontman dei Led Zeppelin ha escluso categoricamente ogni possibilità di una nuova reunion della band, raccontando di avere rifiutato l’ultima richiesta poche settimane fa

20 Agosto 2025 06:30

Robert Plant ha ribadito ancora una volta, se mai ce ne fosse stato bisogno, che i Led Zeppelin non torneranno mai insieme. Che non servono le occasioni importanti e nemmeno le offerte importantissimo. Avendo a oggi respinto le une e le altre. A cominciare dalle Olimpiadi del 2012 di Londra.

Robert Plant e i Led Zeppelin, no more shows

Robert Plant concede poche interviste: forse perché sa già quale sarà inevitabilmente la domanda più attesa… Torneranno mai insieme i Led Zeppelin? gli chiede il giornalista di Mojo. E lui risponde laconicamente: “No, perché certe cose hanno senso in un tempo e in uno spazio. E altre cose non possono essere replicate, o clonate, o ripetute. A volte bisogna sapere dire no ai soldi e non cadere nella tentazione di guadagnare un sacco di soldi, correndo il rischio di sembrare ridicoli. Il tempo passa, e certe cose hanno senso in un tempo e in uno spazio ben preciso…

L’ultimo concerto dei Led Zeppelin con Plant

Molti ci avevano sperato dopo l’indimenticabile concerto del 2007 alla O2 Arena di Londra, poi pubblicato come Celebration Day. Per Plant, quella serata fu un tributo unico e irripetibile, dedicato ad Ahmet Ertegun, storico patron della Atlantic Records (per capire chi era riguardate il superclassico Ray, dedicato a Ray Charles che Ertegun scoprì e produsse per primo).

La decisione di non proseguire con nuove date dopo l’O2 fu contestata da molti fan ma anche dai suoi compagni Jimmy Page e John Paul Jones, che avrebbero fatto carte false pur di cavalcare l’onda. Ma Plant, fedele alla sua visione artistica, ha preferito tornare ai propri percorsi personali, collaborando con Alison Krauss nel celebrato Raising Sand (Grammy Awards nel 2009) e portando avanti una carriera solista costellata di progetti sperimentali molto diversi dai Led Zeppelin.

Plant e Led Zeppelin: no a Ozzy e alle Olimpiadi

Nell’intervista, Robert Plant – che oggi compie 77 anni – ha raccontato anche un retroscena recente. Tony Iommi, il chitarrista dei Black Sabbath in persona, lo aveva invitato ad assistere al concerto d’addio della sua band a Birmingham, lo stesso che sarebbe stato l’ultima apparizione pubblica di Ozzy Osbourne poche settimane prima della sua scomparsa. Non detto un altro invito: “Ci saranno anche gli altri Led Zeppelin”. Una frase buttata lì che non era un invito. Ma poteva sembrarlo.

Plant ha ringraziato e declinato, spiegando che non si riconosce più in quell’ambiente e che ormai ha trovato altri orizzonti musicali, più vicini al folk e all’acustico che all’hard rock.

La stessa cosa era accaduta quando tutti, a cominciare dal capo del governo David Cameron, grande appassionato di musica e ammiratore dei Led Zeppelin, gli avevano chiesto di considerare l’idea di cantare all’inaugurazione delle Olimpiadi di Londra: l’occasione migliore in assoluto. Plant rispose “Grazie ma no…”.

A Pechino a suonare e catare Rock and Roll nel passaggio di consegne tra le Olimpiadi del 2008 e quelle del 2012 ci furono Jimmy Page e Leona Lewis. E a Londra suonarono Muse, Take That, Spice Girls, Queen, One Direction, George Michael, Pet Shop Boys, The Who. Plant non si presentò.

Cosa fa oggi Robert Plant

Il cantante tuttavia è molto attivo. Lo show di Plant a Lucca è stato uno dei momenti più attesi della stagione live italiana. Il cantante ripartirà con nuovi live negli USA a novembre.

Robert Plant ha parlato del suo nuovo album in uscita a fine settembre con il progetto Saving Grace, un collettivo di musicisti del Midlands che lo accompagnerà anche dal vivo. Con loro, Plant ha riscoperto atmosfere lontanissime dall’hard rock reinterpretando classici dei Led Zeppelin come The Rain Song o Four Sticks, ma senza cedere alla tentazione di alzare il volume o di suonare i grandi successi della band.

Plant spiega perché: “Cosa sono i successi? Come si legano all’oggi? Sono ricordi, memorie. Ma la vera grandezza dei Led Zeppelin sta in pezzi come For Your Life o Achilles Last Stand, momenti di pura invenzione e potenza creativa”.

Per Plant, riproporre Stairway To Heaven o altri classici significherebbe snaturare la sua visione attuale della musica: “Non è che non mi piaccia, non mi piace l’idea di quello che rappresentano ora – chiarisce – i Led Zeppelin erano rischio, avventura, improvvisazione, sensazionalismo. Fare qualcosa solo per accontentare il pubblico sarebbe stato tradire quello spirito”.

Plant: “Non si torna al passato solo perché la gente ha nostalgia”

Il cantante guarda avanti con serenità, ricordando il passato con gratitudine ma senza nostalgia. Nel 2007 per il Celebration Day che è diventato anche un film e che di fatto è stato il primo live dei Led Zeppelin, con il figlio del compianto Paul Bonham, Jason, dietro i tamburi a distanza di 27 anni dalla loro ultima edizione del 1980, si è celebrato un capitolo definitivo. L’ultimo: “Suonare di nuovo insieme fu fantastico quella del 2007 fu una notte magica, ma anche un addio. Da allora ho trovato nuovi compagni di viaggio, nuove strade. Non c’è bisogno di tornare indietro” conclude Plant ribadendo che un’altra reunion dei Led Zeppelin non è nei piani e, probabilmente, non ci sarà mai più.

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