Rage Against the Machine, è proprio finita. Tom Morello chiude il cerchio: “Vado avanti da solo”
Il chitarrista Tom Morello racconta la fine dei Rage Against the Machine senza alcuna apertura a una possibile reunion ma promette: “Sono pronto a portare avanti la nostra musica anche da solo”.
I Rage Against the Machine sono stati un’istituzione della musica rock degli anni ’90 e 2000, con album di enorme valore e contenuto. Un concentrato di rabbia, riff memorabili e testi politici senza alcun compromesso.
Ma la loro storia, come ha ricordato Tom Morello, non è mai stata lineare. Intervistato da Q101, il chitarrista ha spiegato che la band ha sempre vissuto in una “situazione volatile, spesso molto imprevedibile nella quale era difficile organizzarsi e fare programmazione”.
Rage Against The Machine: è finita
Nonostante questo la band è riuscito a regalare al mondo quattro album imprescindibili e una serie di concerti che hanno segnato intere generazioni.
Negli ultimi anni sembrava che la band potesse davvero stabilizzarsi, soprattutto dopo che tra enormi insistenze il cantante Zack de la Rocha aveva finalmente accettato di partecipare a un grande tour mondiale che avrebbe dovuto rimettere in circolazione la band, dopo due fasi chiuse in modo drammatico e improvviso.
Ma il sogno di rivederli dal vivo è durato poco: de la Rocha si è gravemente infortunato, il tour è stato prima interrotto, poi definitivamente cancellato. E la band è tornata in uno stato di stallo indefinito.
Lo scorso anno è stato il batterista Brad Wilk ad annunciare la fine definitiva del gruppo. Una decisione che ha lasciato l’amaro in bocca ai fan, anche se Morello ha voluto sottolineare un aspetto positivo: “Abbiamo chiuso con cinque serate sold out al Madison Square Garden. Se non dovessimo davvero più suonare, non c’era modo migliore per uscire di scena”.
Rage Against The Machine, infortuni e difficoltà
Zack de la Rocha si ruppe il tendine d’Achille, sei mesi di stop forzato. Conclusi i quali il cantante disse laconicamente di averne abbastanza. Tom Morello ha rivelato con ironia che lui stesso, prima della tournée, aveva subito lo stesso infortunio: “Ero alle prove con le stampelle, ma avrei fatto anche un’operazione a cuore aperto pur di non cancellare uno show”.
Nonostante le difficoltà, i concerti statunitensi furono portati a termine e lo stesso Morello li ricorda come alcune delle esibizioni migliori di sempre, capaci di connettere la loro musica a una nuova generazione di ascoltatori.

L’eredità di Morello
Con il futuro dei Rage Against the Machine ormai chiuso, Tom Morello ha promesso di continuare a portare avanti il messaggio e la potenza di quelle canzoni. “Incrocio le dita e mi auguro tutta la salute del mondo. Ma lo giuro: sono pronto a portare io la torcia di quei riff e di tutto ciò che significano per il nostro pubblico”, ha detto il chitarrista.
Un impegno che non riguarda solo il passato, ma anche la sua attività presente, dai progetti solisti alle collaborazioni, sempre all’insegna dell’attivismo e dell’energia che lo ha reso uno dei chitarristi più riconoscibili della storia recente.
Dai Rage Against The Machine agli Audioslave
Per i fan resta il rimpianto di non rivedere più insieme sul palco il quartetto. Che ha avuto una storia di allontamenti, fino a oggi mai definitivi e di clamorosi ritorni. Basti pensare come Morello, Wilk e il bassista Tim Commerford durante una dele pause di riflessione di Zack de la Rocha, riuscirono a concretizzare un progetto straordinario con il cantante dei Soundgarden Chris Cornell, gli Audioslave, altro progetto che il chitarrista rimpiange: “Eravamo una bomba. Non riesco ad accettare il modo drammatico in cui Chris ci ha lasciato, e forse è anche per questo che non voglio rassegnarmi all’idea che la storia dei Rage Against the Machine sia davvero conclusa. Ma se così fosse quelle canzoni suoneranno ancora dal vivo. Anche se sarò da solo a farle ascoltare…”