Naro, il sindaco annulla il concerto del rapper Nisi: “Inneggia al crimine e attacca lo Stato”
Il concerto del rapper siracusano Samuele Nisi cancellato dal sindaco di Naro: “Qui da noi non è persona gradita, i suoi testi contro Stato e magistratura sono inaccettabile”. Il trapper accusato di apologia di reato per testi che inneggiano alla criminalità
Il caso scoppiato a Naro, in provincia di Agrigento, si inserisce in una delle discussioni più delicate e controverse che riguardano oggi il rapporto tra libertà artistica e limiti etici della musica.
Il protagonista della vicenda è Samuele Nisi, 18 anni, rapper originario di Siracusa, atteso sul palco di piazza Garibaldi per una serata estiva organizzata da un’associazione locale.
Samuele Nisi, show cancellato dal sindaco
A poche ore dall’evento, però, è arrivato il divieto del sindaco di Naro Milco Dalacchi, che ha definito l’artista “persona non gradita”, accusandolo di inneggiare alla criminalità e di diffondere testi offensivi nei confronti dello Stato, della magistratura, delle istituzioni e delle forze dell’ordine.
Samuele Nisi non è un volto sconosciuto ai più giovani: sui social e su YouTube i suoi brani girano da tempo, con videoclip che hanno raggiunto numeri significativi attirando l’attenzione non solo dei fan ma anche delle istituzioni. Il motivo è legato ai contenuti dei suoi brani: nei testi si parla di soldi facili, omertà, di una sfida aperta alle regole e di rispetto verso famiglie criminali, in particolare i Di Silvio di Latina.
Lo stop del sindaco a Samuele Nisi
Il sindaco di Naro, venuto a conoscenza della scaletta e dei riferimenti contenuti nelle canzoni del concerto previsto nella sua città, ha immediatamente contattato gli organizzatori per chiedere l’annullamento della performance: “Sono stato chiaro – ha detto Milco Daslacchi – concerto annullato e in caso di proteste e insistenze avrei bloccato anche le altre serate. Qui da noi non ci può essere nessuna esibizione di Nisi”.
Libertà artistica o apologia di reato?
La scelta del sindaco Dalacchi ha sollevato inevitabilmente un acceso dibattito. Da un lato, c’è chi difende l’intervento parlando di responsabilità istituzionale e di tutela dell’immagine pubblica della città, che non può concedere spazio a messaggi ritenuti pericolosi per i giovani.
Dall’altro lato, non mancano le voci critiche, che vedono nella decisione del Comune un atto di censura in grado di trasformare un artista di nicchia in un fenomeno mediatico, dandogli ulteriore visibilità che diversamente non avrebbe ottenuto.
Samuele Nisi e non solo: dibattito aperto
Il concerto di Samuele Nisi avrebbe dovuto essere uno degli eventi più attesi di una più ampia rassegna, “Discoteca sotto le stelle”, patrocinata dall’amministrazione comunale ma organizzata da un’associazione che si occupa di minori non accompagnati. È stata proprio l’associazione a confermare, con una nota ufficiale, la cancellazione dell’evento, specificando che la decisione è stata presa “dopo aver appreso i contenuti dei testi dell’artista”.
Il caso di Samuele Nisi riporta in primo piano una questione mai risolta: dove si colloca il confine tra la libertà artistica del rap – da sempre linguaggio ribelle e spesso volutamente provocatorio – e la responsabilità sociale di chi utilizza un palco per esprimersi davanti a un pubblico? Non è la prima volta che un artista viene accusato di inneggiare alla criminalità: la scena italiana, negli ultimi anni, ha visto emergere più volte rapper e trapper le cui liriche sono state interpretate come apologia di comportamenti devianti. È accaduto a Sfera Ebbasta, Rhove e molti altri.
Samuele Nisi, il trapper non commenta
Samuele Nisi, al momento, non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali sulla vicenda. Ma la sua esclusione da un evento pubblico segna un precedente che inevitabilmente farà discutere ancora a lungo, soprattutto perché avviene in un contesto – quello dei festival estivi di provincia – dove la musica dovrebbe rappresentare un momento di aggregazione e di festa.
Invece, a Naro, il dibattito su arte e censura ha preso il sopravvento, trasformando un concerto mancato in un caso nazionale che sta avendo notevolissimo risalto anche sui canali di stampa nazionale.