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Pippo Baudo e la musica: una vita tra note, scoperte e palcoscenici

Musicista, talent scout, dagli studi per pianoforte a quelli per diventare direttore d’orchestra. Pippo Baudo ha cambiato per sempre il modo di raccontare la musica in tv conducendo ben 13 edizioni del Festival di Sanremo, più di chiunque altro

17 Agosto 2025 09:48

Pippo Baudo non è stato solo il signore della televisione italiana, ma anche uno dei protagonisti più influenti nella storia musicale del Paese. La sua carriera, lunga oltre sessant’anni, è stata segnata da un legame profondo con la musica, vissuto in tutte le sue forme: come conduttore, autore, talent scout, appassionato ma anche come musicista.

Pippo Baudo, il musicista

Troppo riduttivo pensare a lui esclusivamente come presentatore: Pippo Baudo aveva una voce discreta, si era divertito a cantare molto spesso in televisione, da solo ma soprattutto coinvolgendo ospiti di prestigio, da Franco Franchi e Ciccio Ingrassia ad Alberto Sordi, ospitando un gran numero di superstar nazionali e internazionali esibendosi di tanto in tanto anche al piano.

I suoi esordi sono stati proprio da musicista.

Aveva studiato prima da autodidatta e poi con l’aiuto di alcuni maestri il pianoforte, diventando anche discretamente bravo. Tanto da convincere i genitori a investire non poco per farlo diventare un professionista… “Amavo suonare, ma preferito lo swing, il jazz, la musica americana e i grandi classici italiani e ogni volta che mi esercitavo a fare Mozart e Chopin finivo per pensare a Gershwin – disse confidandosi in una intervista televisiva del 2006 – ho sempre amato il pianoforte ma non sono stato uno studente particolarmente zelante…”.

Il giovane Baudo si diploma in pianoforte al Conservatorio e inizia la sua carriera professionale suonando nei complessi musicali dell’epoca. Pianoforte classico con specializzazione per la direzione d’orchestra: anche se questo secondo diploma non lo conseguirà mai.

Dalla musica al cinema

Suona con diversi gruppi, non disdegnando il ruolo di voce solista. Quando ha già iniziato a lavorare in TV si diverte con il cinema e con i Musicarelli: recita in Zum Zum Zum e in Il suo nome è Donna Rosa concedendo in seguito qualche apparizione bizzarra solo ad Arbore (FF.SS) e Sordi (Sono un fenomeno paranormale).

In realtà la sua produzione discografica è rilevante: scrisse una sessantina di canzoni, divertendosi anche a mettere in musica canzoni per bambini che spesso diventavano sigle di coda dei suoi programmi. Fu lui a commissionare ai Matia Bazar, gruppo che amava moltissimo, Mister Mandarino per chiudere una delle sue edizioni di maggiore successo di Domenica In. Scrivendo anche La Balena per Orietta Berti, Isotta, sigla animata cantata da Pippo Franco e Il Pulcino per Montesano.

Pochi sanno che il suo primo singolo da autore gli fu commissionato niente meno che da Gianni Morandi: Una domenica così. Ma il suo singolo più venduto fu Donna Rosa, che affidò a Nino Ferrer.

La musica di Baudo in TV

Ma è con la televisione che Pippo Baudo unisce la sua vocazione musicale a quella comunicativa. Negli anni Sessanta inizia a condurre programmi che fanno della musica il fulcro dello spettacolo: da Settevoci a Canzonissima passando per Fantastico –format che di fatto Baudo tiene a battesimo caratterizzando per almeno un decennio il sabato sera degli italiani – dando moltissimo spazio alla musica e ai suoi protagonisti. Per poi arrivare naturalmente al Festival di Sanremo.

Tredici volte conduttore e direttore artistico della kermesse ligure, Baudo ha modellato l’immaginario del festival come nessun altro, portandolo a diventare l’evento televisivo più amato e discusso del Paese. Nella graduatoria dei conduttori televisivi solo Mike Bongiorno può vantare un peso specifico altrettanto relativo. Ma con due edizioni all’attivo in meno. Undici.

Alle loro spalle il vuoto. Basti pensare che dopo Nunzio Filogamo, storico conduttore degli esordi, quando ancora il Festival non andava in TV, ma solo in Radio e dal salone delle feste del Casinò, si fermò a cinque edizioni, come Amadeus.

Pippo Baudo Talent scout nella musica

Il suo merito più grande è sicuramente quello di aver scoperto, valorizzato e lanciato una generazione intera di artisti, molti dei quali destinati a segnare la storia della musica italiana. Da Andrea Bocelli a Laura Pausini, da Eros Ramazzotti a Giorgia, da Lorella Cuccarini a Heather Parisi: dietro ogni esordio di successo c’è spesso il suo intuito, la sua capacità di cogliere il talento nella sua fase embrionale e accompagnarlo verso il successo.

Indimenticabile, ad esempio, l’intuizione che lo portò nel 1993 a scegliere Giorgia per la sezione Nuove Proposte del Festival di Sanremo, dove la giovane cantante romana incantò il pubblico con “E poi”. Trent’anni dopo, proprio Giorgia gli ha dedicato l’ultimo saluto sul palco dell’Ariston, in uno dei momenti più toccanti dello scorso anno. Baudo, seduto e con la voce già molto affaticata, attende una visita a occhi chiusi. E alla sua destra compare Giorgia che canta Come Saprei, in un momento intimo, struggente, davvero commovente. Non un caso che quella sia stata anche l’ultima apparizione del leggendario conduttore.

Sua la scoperta di Laura Pausini, e ancora – nel 1984 – quella di un allora sconosciuto Eros Ramazzotti tra lo scetticismo generale: vinse tra le Nuove Proposte e da lì partì una carriera internazionale.

Pippo Baudo e la fine del suo Festival

Il rapporto tra Baudo e Sanremo è stato totalizzante. Non si è limitato a condurre, ma ha diretto artisticamente il Festival in sette occasioni, l’ultima delle quali nel 2007 e nel 2008 quando il conduttore aveva evidenziato un certo malumore sia nei confronti di artisti e produttori che della stessa RAI che non sembrava voler più seguire le sue indicazioni. Alla fine dell’edizione del 2008 lasciò con una frase celebre: “Se non me lo chiedono non credo che tornerò, i tempi cambiano. O forse sono cambiato io”.

Nel DopoFestival volle, tra mille polemiche prima Chiambretti e poi Elio e le Storie Tese. Ma la sua ultima rassegna di Sanremo si chiuse con ascolti non straordinari – nel 2008 in particolare, audience molto bassa per la verità – e con vittorie non indimenticabili (Cristicchi nel 2008 e Di Tonno nel 2008).

Baudo, conduttore e direttore artistico

La sua conduzione diventò direzione (alcuni dissero dittatura artistica) spesso scontrandosi con le logiche discografiche e politiche pur di portare avanti le sue scelte. Baudo trattò per anni con case discografiche e produttori, con agenti e organizzatori, con radio e distributori.

Litigò e fece pace più volte con l’allora potentissimo Adriano Aragozzini perché voleva artisti che il manager lesinava ma anche con Ravera, il direttore più longevo del Festival. E inventò il DopoFestival, format nato proprio con lui alla conduzione nel 1992 e che resiste ancora oggi quasi nella stessa modalità di focus e talk show.

La prima edizione fu condotta – scelta ovviamente di Baudo – da Sandro Ciotti. Quando diventò per la prima volta direttore artistico di tuta la rassegna, era il 1994 impose prima Mara Venier, poi Serena Dandini e infine Ambra Angiolini “perché è simpatica, giovane, irriverente e brava. E non le suggerirò mai niente nell’auricolare” disse nella storica conferenza stampa di presentazione di quell’edizione.

Una missione

La musica, per Pippo, era una missione. Lo si vedeva anche nel modo in cui raccontava gli ospiti, le loro storie, le loro canzoni. Non erano mai semplici “presentazioni”, ma narrazioni piene di pathos, empatia, ironia. Un repertorio vastissimo di citazioni, aneddoti, nomi, relazioni. Durante le prove era il primo ad arrivare e l’ultimo ad andarsene. Vigilava su ogni arrangiamento, curava le scalette con precisione maniacale, discuteva con orchestrali e produttori.

Celebre è la sua amicizia con Claudio Baglioni, da lui difeso con forza durante un Festival bersagliato dalla critica, o la collaborazione con Mina, con cui condivise alcune delle pagine più eleganti della Rai in bianco e nero. E ancora, il sodalizio con Morandi, spesso suo ospite e partner in numerose edizioni di varietà.

L’amicizia con LeBon e Madonna

Anche sul piano musicale personale, Baudo non fu un semplice dilettante: il suo orecchio musicale era allenato, e nei primi anni di carriera firmò anche alcune composizioni. Conosceva le armonie, sapeva dirigere un’orchestra e capiva perfettamente le esigenze di un cantante. Questa sensibilità gli permise di entrare in sintonia con artisti diversissimi tra loro, dagli chansonnier come Gino Paoli fino alle star del pop come Fiorella Mannoia o Raf.

Non molti ricordano la sua amicizia che divenne personale e familiare con i Duran Duran (“Siamo venuti a Sanremo solo perché ci ha invitato Pippo”) o Madonna, che gli concesse una lunghissima intervista in esclusiva, la prima a livello mondiale, per l’uscita di Erotica.. “sono qui perché me lo hanno chiesto gentilmente, perché amo le mie radici italiane e perché mi fido di Pippo Baudo”.

Due settimane dopo Madonna fu ospite al David Letterman Show rispondendo alle domande del comico a monosillabi.

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