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Addio a Bobby Whitlock, l’anima blues di Derek and the Dominos

Il tastierista e cofondatore della storica band Derek and the Dominos, nella quale si mise in luce anche il grande Eric Clapton si è spento a 77 anni in Texas.

12 Agosto 2025 15:30

Una carriera all’ombra di una band estremamente influente, Derek and the Dominos, anche in considerazione dell’uomo al quale aveva legato tutta la prima parte della sua carriera artistica: Eric Clapton.

 

Eppure nonostante una notevole riservatezza e una forma caratteriale estremamente schiva, Bobby Whitlock è considerato uno dei musicisti rock-blues più creativi e influenti della sua generazione: “Un uomo che era in grado di prendere una frase musicale normale, se vogliamo anche banale, e di renderla ampia e suadente. Aveva un gusto naturale che lo rendeva un arrangiatore straordinario…” dice di lui oggi Clapton.

Chi era Bobby Whitlock

Tastierista, cantante e autore di straordinaria sensibilità, si è spento domenica sera nella sua casa di Austin, in Texas, circondato dalla sua famiglia, dopo una breve malattia. Aveva 77 anni. Da qualche mese gli era stata diagnosticata una forma di cancro purtroppo estremamente aggressiva.

Figura cardine del blues-rock anni Settanta, Whitlock è ricordato soprattutto per il ruolo centrale nei Derek and the Dominos, band che contribuì a lanciare la carriera solista di Eric Clapton e che ha lasciato un segno indelebile con l’album Layla and Other Assorted Love Songs.

Bobby Whitlock, fuoriclasse autodidatta

Nato a Millington, Tennessee, nel 1948, Bobby Whitlock crebbe in condizioni di estrema povertà, trovando rifugio e ispirazione nella musica delle chiese del Sud. Fu proprio in chiesa che imparò a suonare: musica sacra inizialmente, appresa da solo davanti alla tastiera, a memoria e a orecchio, da autodidatta.

“Per anni ho suonato senza spartito, non sapevo che cosa significassero quei segni, e anche dopo che ho imparato a leggere la musica ero costretto a farmi aiutare nella trascrizione delle mie canzoni più complesse” disse di sé Whitlock in una delle sue ultime interviste.

Dalle chiese alle sale d’incisione

Un talento assolutamente naturale che lo portò dalla provincia a Memphis, dove iniziò suonando nelle chiese e guadagnando mance da chi gli chiedeva di accompagnare matrimoni e funerali. Da qui il passaggio alla musica blues fu estremamente naturale: iniziò a collaborare con la Stax Records e fu il primo artista bianco a firmare per l’etichetta, entrando in un ambiente dominato da leggende come Otis Redding, Sam & Dave, Booker T. Jones e Albert King, tutti grandi artisti di colore.

Prima e dopo Derek and the Dominos

Dopo un primo passaggio nei Delaney & Bonnie and Friends, Whitlock entrò in contatto con Eric Clapton, all’epoca reduce dall’esperienza con i Blind Faith. Da quella collaborazione nacque una chimica musicale unica, alimentata anche dalla comune partecipazione alle session di All Things Must Pass, album leggendario di George Harrison, all’epoca ormai fuori dai Beatles. Con il bassista Carl Radle e il batterista Jim Gordon insieme a Clapton diede vita ai Derek and the Dominos.

In Layla and Other Assorted Love Songs Bobby Whitlock firmò metà delle tracce del leggendario album d’esordio tra cui “Bell Bottom Blues” e “Tell the Truth”. Il suo stile, profondamente radicato nel gospel e nel soul, diede al disco una dimensione emotiva che andava oltre il virtuosismo chitarristico di Clapton. Elton John, che aprì alcuni concerti della band, raccontò di aver spiato Whitlock… “volevo rubargli l’anima – disse il leggendario rocker inglese – ma era impossibile anche solo imitarne il tocco tale e tanta era la maestria con cui improvvisava i suoi fraseggi”.

Quattordici dischi solisti

L’immenso successo di Eric Clapton portò a un prematuro scioglimento dei Derek and the Dominos: anche per via dei tanti eccessi in termini di droga e alcol dei suoi componenti, eccessi che in qualche modo acuirono le molte tensioni interne. Whitlock inizò così una carriera solista non sempre fortunata. Nel 1972 pubblicò due album, Bobby Whitlock e Raw Velvet, dimostrando di saper coniugare rock, soul e ballate dal sapore intimista. Collaborò come session man a progetti di altissimo profilo, tra cui Exile on Main St. dei Rolling Stones e The Sun, Moon & Herbs di Dr. John.

Con la moglie CoCo

Negli anni ’90 tornò sulle scene insieme alla moglie e partner musicale CoCo Carmel, con cui produsse nuova musica e portò avanti il suo approccio appassionato e indipendente. Nel 2000, a trent’anni da Layla, condivise di nuovo il palco con Clapton in un’interpretazione di “Bell Bottom Blues” al Later… with Jools Holland. Uno show televisivo che ebbe un enorme successo nel quale i due musicisti, che snon si erano lasciati benissimo alla fine dell’esperienza con i Dominos, fecero scuola con una esibizione davvero memorabile.

“Vedeva la vita come un’avventura”

La notizia della sua scomparsa ha suscitato cordoglio nel mondo della musica. Eric Clapton, con un post su Facebook, ha espresso “sincere condoglianze a CoCo e alla famiglia”, ricordando l’amico come un musicista straordinario e un compagno di viaggio insostituibile. CoCo Carmel lo ha descritto come “un uomo che vedeva la vita come un’avventura- Mi ha portatato per mano attraverso un mondo di meraviglie” ha scritto la moglie in un toccante post condiviso con i figli.

Quattordici i dischi solisti di Bobby Whitlock, l’ultimo dei quali – Where there’s a will there’s a way – pubblicato nel 2013. Con CoCo, quarant’anni insieme, erano sposati da quasi venti anni, tre figli: Ashley Faye, Beau Elijah e Tim con cui vivevano in una bella fattoria non lontano da Austin dove Whitlock era diventato molto popolare anche come pittore, ottenendo eccellenti quotazioni per i suoi dipinti.

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