Celso Valli, il musicista che rendeva grandissimi i grandi musicisti
È scomparso domenica a 75 anni dopo una lunga malattia, Celso Valli, storico produttore di alcuni dei dischi più venduti e di maggior successo nella storia della discografia italiana, un produttore straordinariamente preparato e completo…
Partiamo da una domanda, fatta a Celso Valli nel lontano 2011. Era il periodo in cui del termine produttore su cominciava ad abusare. E per lui, uno della generazione che quel ruolo lo aveva letteralmente inventato, era la domanda giusta.
In che cosa si differenzia un produttore da un grande produttore? “Il grande produttore conosce i pregi ma soprattutto i difetti dell’artista e con un lento lavoro che a volte è difficile e altre sorprendentemente facile, li spinge fuori dalla zona di comfort, facendo fare loro non la cosa giusta, ma la cosa che non si aspettavano di poter fare. Occorre sensibilità, tatto, educazione e un po’ di abilità quasi politica. Il grande produttore rende un musicista grandissimo. E ne gode: anche se il risultato di incasso e di vendita non è direttamente il suo”.
Celso Valli, un grandissimo produttore
Studia musica fin da ragazzino, giovanissimo: pianoforte. Va al conservatorio, si appassiona al jaz ma ama Genesis e King Crimson. Fonda due gruppi sperimentali, i Bulldog e i Ping Pong con i quali per la prima volta sente una delle sue canzoni per radio… Era Caro Giuda, testo di Vecchioni.
Il brano finì in altissima rotazione su Alto Gradimento, classico radiofonico di Arbore e Boncompagni. Molti anni dopo dirà…. “Ascoltare quel brano fu una scossa, ma la seconda cosa che pensai era che doveva venire molto meglio”.
Alla fine degli anni ’80 produce molta dance italiana: in realtà sta studiando. Rigenera Adriano Pappalardo con Ricominciamo, fa esplodere Raf con Self Control – uno dei suoi successi più eclatanti di sempre – firma un autentico capolavoro con i Matia Bazar che gli affidano l’album Melancholia e Ti Sento, in un sodalizio che durerà a lungo. Con l’ex Matia Piero Cassano diventa mentore di Eros Ramazzotti che sotto la sua guida registrerà tutti i suoi primi album.
Circondato da fuoriclasse
Incide con Mina Italiana e Catene firmando alcuni brani. Lavora con Claudio Baglioni a La vita è adesso: e lo convince a registrare in Inghilterra, a Bath, negli studi di Peter Gabriel del quale diventa amico e collaboratore. Tutti i musicisti di Gabriel, autentici fenomeni, vorranno lavorare con lui: Tony Levin, Phil Palmer, Manu Kathé, Vinnie Colaiuta. Lavora e incide con il grande Paco de Lucia.
Lo chiama Vasco Rossi con cui lavora quasi dieci anni: firma Guarda dove vai, che finisce nella colonna sonora del film di Verdone Stasera a casa di Alice. Ma poi arriva al capolavoro assoluto è Sally che Valli arrangia e produce in modo maniacale rendendolo, come dirà Vasco Rossi… ‘la canzone assoluta’.
“Le mie donne”: Pausini, Giorgia, Patty….
L’elenco di artisti con cui lavora è impressionante: Rossi lo convince a produrre E Dimmi che non vuoi morire di Patty Pravo (Sanremo 1997), dove porta anche Irene Grandi (La tua ragazza sempre). Come Saprei di Giorgia, vince con lui alla direzione d’orchestra nel 1995. L’anno prima firmava il grande successo di Gerardina Trovato Non è un film.
Sul podio del direttore di orchestra di Sanremo sale ben 26 volte, la prima con Giovanni Nuti (1991, Non è poesia), l’ultima nel 2023 con Eros e Ultimo per il Medley delle canzoni che lui stesso aveva prodotto: Adesso Tu, Un’emozione per sempre e Più Bella Cosa.

500 canzoni
Lavorerà per il cinema e per la TV con Adriano Celentano (Rockpolitik), producendo anche due album del Molleggiato, e Morandi (Non lasciamoci prendere dal panico). Lavora a lungo con Renato Zero, Laura Pausini, Lorenzo Jovanotti che gli affida due tra le sue canzoni più significative – A te e Mi fido di te.
Non si sa quante canzoni Celso abbia scritto o prodotto. Sicuramente ne ha firmate solo in produzione almeno 500.
Celso Valli, il ricordo di chi ha lavora con lui
Poco conosciuto al grande pubblico, il suo momento di massima visibilità era la presentazione sul podio di Sanremo, è stato omaggiato in modo davvero toccante da tutti gli artisti “cui io ho rubato qualcosa senza avere la pretesa di insegnare niente a nessuno….” disse sempre nell’intervista rilasciata a chi scrive ormai 14 anni fa.
Eros Ramazzotti, che con Valli ha firmato successi come Adesso tu e Più bella cosa, lo ha salutato con un affettuoso: “Celso, mi mancherai maestro”
Vasco Rossi, con cui ha collaborato a lungo anche su Un senso e Buoni o cattivi, lo ha ricordato così: “Con quella sua eleganza… Quella sua raffinatezza… e pur sanguigno! Un genio assoluto… Un grande amico di fiducia. È eccelso Celso… Mi mancherai moltissimo… Mi manchi già”
Laura Pausini ha voluto esprimere un ricordo intenso e personale, scrivendo: “Mi ha accompagnata con il suo talento di musicista e produttore per molti anni… la tua musica e il tuo ricordo resteranno per sempre con me…”
Anche Gianni Morandi si è unito agli omaggi: “È venuto a mancare Celso Valli. Un grande musicista, uno straordinario arrangiatore… ho avuto l’onore di collaborare con lui. Ciao Celso, ci mancherai”
Anche Francesco Renga, Gaetano Curreri, Roberto Drovandi e Andrea Fornili degli Stadio – che con lui avevano presentato a Sanremo Lo Zaino – hanno sottolineato con profonda commozione l’importanza di Valli nella loro musica e vita: “Celso Valli è stato un gigante della musica. Un genio silenzioso… la mente e il cuore dietro a canzoni che hanno fatto la storia anche la nostra”.