Home Notizie Ambra Angiolini, la confessione sulla bulimia a Non è la Rai e le derisioni: “Mi chiamavano..”

Ambra Angiolini, la confessione sulla bulimia a Non è la Rai e le derisioni: “Mi chiamavano..”

L’attrice racconta il percorso personale che l’ha portata a scrivere InFame, destinato a diventare un film

23 Luglio 2025 12:00

C’è un tempo per il successo e uno per capire cosa ci sia davvero dietro le luci della ribalta. Ambra Angiolini quel tempo lo ha vissuto in parallelo: mentre il suo volto dominava la TV, mentre T’appartengo diventava un tormentone e mentre il pubblico la celebrava come icona di una generazione, dentro di lei prendeva forma un dolore silenzioso che oggi non ha più paura di nominare.

“All’ultima puntata di Non è la Rai ero al picco della bulimia, ha confessato l’attrice in una intervista a La Repubblica. “Quando il mio corpo si era trasformato, veniva preso in giro. Mi definivano ‘generazione XXL’: ho deciso di affrontare quella porcata”.

Quando il corpo diventa bersaglio

Quello di Ambra non è un semplice sfogo né una confessione da talk show. È un gesto lucido, necessario, forse perfino politico. Nel libro InFame (già pronto per diventare un film) mette in fila la rabbia e la consapevolezza:

“Quella che racconto è una storia molto personale, una ferita che mia segnato tanto. Quando l’ho scritto, ho capito quanto fosse tragicomico, e a tratti pericoloso, ciò che avevo vissuto. Ora, con la distanza giusta, mi rendo conto che è uno sguardo per chi pensa – da dentro – di non poter guarire mai”, dichiara l’attrice.

Ambra rivendica ogni cicatrice della sua ricostruzione personale, facendo riferimento agli anni del grande successo di Non è La Rai e di quella fama che ha portato con sé anche tanto dolore: “Ero nel pieno della malattia. Ero una ragazzina”, ricorda.

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Il nuovo libro che diventerà un film. Foto: IG, @ambraofficial – soundsblog.it

“E quella malattia ti frega, se non capisci da dove arriva. Oggi, a 48 anni, posso dire che sento tutto in modo speciale. Anche cose che non mi riguardano. Forse è per questo che sono arrivata a spiegarmi quella malattia come qualcosa che parte dalla ‘taverna’ che ho dentro, nel corpo. Non è più una malattia, oggi è un aggettivo”.

Un libro che diventa film (ma senza Ambra nel cast)

InFame non sarà solo un libro. Sta già diventando una sceneggiatura. E anche se Ambra la scrive, non sarà lei a recitare. Forse, però, ne firmerà la regia. “La recitazione? No. Adesso vivo per scrivere”. E scrive tanto. In ogni momento possibile. Parole che poi finiscono di notte sul telefono di Francesco Renga, suo ex compagno e padre dei suoi figli.

“Gli mando tutto di notte. Con lui ho uno scambio bellissimo, autentico”. Oggi Ambra non nega più nulla. Non vomita più, ma quella “parte bulimica”, come la chiama, è diventata una forma di coscienza, un modo profondo per sentire.

“Sono bulimica nel senso profondo, negli affetti, nel lavoro. Ho bisogno di abbracciare e di essere abbracciata. Di comunicare. Ho bisogno di verità”.

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