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Fleetwood Mac, il ritorno di “Rumours”: l’album cult torna a brillare nelle classifiche

L’intramontabile “Rumours”, capolavoro dei Fleetwood Mac conquista un nuovo picco nelle classifiche di streaming americane, a distanza di quasi 50 anni dalla sua pubblicazione. Un caso più unico che raro che riapre il tema della possibile reunion di un gruppo che vanta una storia degna di un romanzo

21 Luglio 2025 17:23

A quasi cinquant’anni dalla sua uscita, “Rumours” dei Fleetwood Mac continua a scrivere la propria leggenda.

Il disco pubblicato nel 1977 ha raggiunto il suo picco storico nella classifica Billboard dei Top Streaming Albums, salendo fino al 17esimo posto.

Rumors torna in classifica 49 anni dopo

Un risultato clamoroso per un lavoro che appartiene ormai alla storia della musica, ma che trova ancora oggi un pubblico vastissimo tra le nuove generazioni.

Il successo rinnovato di “Rumours” testimonia l’eccezionale longevità di un album che sembra resistere a ogni epoca, risuonando con la stessa intensità tra i nostalgici e tra chi lo scopre per la prima volta su Spotify o Apple Music. Con canzoni come “Dreams”, “The Chain” e “Go Your Own Way”, che appartengono alla storia stessa della grande musica rock internazionale, l’album continua a essere una colonna sonora transgenerazionale di straordinaria attualità.

Fleetwood Mac e Rumors, un album che diventa greatest hits

A trainare questo ennesimo ritorno in vetta ci sono due brani iconici: “Dreams” e “The Chain”. La prima ha guadagnato la 22esima posizione nella Billboard Streaming Songs Chart, salendo di ben nove posti in una sola settimana. La seconda ha fatto il suo rientro dopo diversi anni nella nella Rock Streaming Songs Chart, piazzandosi al 17esimo posto.

È una doppietta che conferma quanto l’immaginario sonoro dei Fleetwood Mac continui a colpire nel segno. L’album, d’altronde, è una sorta di greatest hits che, nonostante sia nato come disco in studio, vanta una serie di tracce che hanno lasciato un’impronta nella memoria collettiva. 

“I Capolavori non muoiono mai”

Lindsay Buckingham, chitarrista della band al momento fuori dal gruppo, autore di gran parte dei brani ammette che il disco sia nato da un momento estremamente particolare: “C’era molta tensione creativa non sempre sana e nemmeno positiva, ma forse è stato proprio questo che ci ha portato a raggiungere un livello così straordinario. Con quel disco ci siamo resi davvero conto che i capolavori, se hai la fortuna di viverne uno, non muoiono mai….”

Dietro le quinte di una creazione tormentata

La leggenda di “Rumours” non nasce infatti solo dalla qualità musicale e dall’autorevolezza dei suoi autori. A renderlo immortale è anche il contesto personale e drammatico in cui fu registrato. I cinque membri della band – Mick Fleetwood, John e Christine McVie, Lindsey Buckingham e Stevie Nicks – si trovavano immersi in crisi sentimentali e personali che finirono per confluire direttamente nelle canzoni.

Durante la lavorazione del disco, Christine e John McVie erano nel pieno del loro divorzio. Stevie Nicks e Buckingham, che stavano assieme da anni e insieme erano entrati nella band, si erano appena lasciati e continuavano a litigare furiosamente tra una sessione e l’altra. Mick Fleetwood aveva scoperto il tradimento della moglie con un amico di famiglia, e poco dopo avrebbe avuto una breve relazione proprio con Stevie, che avrebbe lasciato per sposare la sua migliore amica. Sarah….

Un caos assoluto, ma fu proprio da quell’instabilità che nacquero capolavori intrisi di verità emotiva.

Fleetwood Mac
I Fleetwood Mac nella loro formazione più popolare: da sinistra John MvVie, Lindsay Buckingham, Stevie Nicks, Mick Fleetwood e Christine McVie – Credits Instagram @fleetwoodmac (Soundsblog.it)

Canzoni per vendetta

“Go Your Own Way” fu lo sfogo di Buckingham contro Stevie Nicks. “You Make Loving Fun” era un inno di Christine McVie al nuovo amore trovato fuori dal matrimonio, il tecnico del suono della band. “The Chain” fu l’unico brano firmato da tutti e cinque i membri della band, simbolo doloroso ma potente di un’unione che, pur ferita, trovava ancora una forma d’arte condivisa. Il brano dice letteralmente che ci sono catene non si possono spezzare. 

Droga alcol e rock and roll

Il carburante delle lunghe giornate di registrazione non fu solo il dolore, ma anche una generosa dose di sostanze stupefacenti. Secondo il produttore Ken Caillat, la band viveva divisa tra alcolici (la componente inglese) e marijuana e cocaina (la componente californiana). L’abuso di droga era così frequente che, secondo Mick Fleetwood, si pensò persino di ringraziare il loro spacciatore nei credits dell’album – un’idea poi abbandonata dopo la sua misteriosa scomparsa.

In questo delirio creativo e personale, i Fleetwood Mac riuscirono a canalizzare tutta la loro energia distruttiva in una delle opere più riuscite e longeve della storia della musica. “Rumours” ha venduto oltre 45 milioni di copie nel mondo, ha vinto un Grammy come Album dell’Anno e continua a occupare un posto d’onore in tutte le classifiche dei migliori dischi di sempre. Rolling Stone lo ha posizionato al 26esimo posto della sua celebre lista dei 500 album più grandi di tutti i tempi.

Fleetwood Mac
I Fleetwood Mac in una foto di copertina degli anni ’70 – Credits Instagram @fleetwoodmac (Soundsblog.it)

Fleetwood Mac, un’eredità che si rinnova

Il ritorno di “Rumours” tra i dischi più ascoltati in streaming non è solo una celebrazione del passato, ma una dimostrazione della sua attualità. Le emozioni crude, i testi sinceri, la qualità delle composizioni parlano anche a chi non conosceva nemmeno l’esistenza dei Fleetwood Mac. È la prova che il dolore, quando trasformato in arte autentica, può sopravvivere a ogni generazione.

I Fleetwood Mac oggi

Oggi i Fleetwood Mac sono al centro di un periodo drammatico. La morte di Christine McVie al termine del loro ultimo tour mondiale ha impedito una reunion che i fan chiedono a gran voce, con il rientro di Buckingham nella band, cacciato nel 2017 quando Stevie Nicks disse ai compagni… “se andate in tour con lui non ci vengo io”.

Le ultime parole di Christine

A benedire la reunion sarebbe stata proprio Christine McVie, stroncata da un malore cardiaco poco dopo la diagnosi di un brutto male… Pare che la tastierista e compositrice abbia inviato un messaggio a ognuno dei componenti della band il cui senso era…. “Siamo una famiglia, non ci siamo scelti, il pubblico lo ha fatto. Andate avanti..”

“Rumors” potrebbe essere ripubblicato con materiale inedito tra un anno e mezzo, quando compirà cinquant’anni e i fan sperano che i quattro superstiti lo vogliano portare anche dal vivo. Dando un senso anche alla conclusione dell’album, davvero profetica con Stevie Nicks che canta… “è finita? Sai come raccogliere i pezzi e andare avanti comunque?”.

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