Home Interviste Massimo Stona e il suo rock analogico: “Amo l’idea di inseguire i miei suoni, e incollarli ai miei messaggi”

Massimo Stona e il suo rock analogico: “Amo l’idea di inseguire i miei suoni, e incollarli ai miei messaggi”

Con una cura davvero artigianale esce in questi giorni Ci faremo bastare i ricordi, album che riporta al centro della scena con un prodotto estremamente pensato Massimo Stona che a distanza di qualche anno da Santa Pazienza e da io Sono Marco torna con un album di notevole spessore

9 Luglio 2025 11:25

Il titolo dice molto. Ci faremo bastare i ricordi. Nell’ironia di una frase del genere, che sembra buttata lì tra due amici che commentano con scarso entusiasmo il presente, c’è tutto il disincanto con il quale Massimo Stona analizza il momento che stiamo vivendo.

“Come si fa a essere ottimisti – dice – basta darsi un’occhiata intorno e sei assalito da immagini pesanti, ossessive, roba che nemmeno trenta-quarant’anni avremmo potuto accettare comodamente. Il mondo ci sta presentando un conto estremamente negativo. O ci facciamo bastare i ricordi o ci prendiamo la responsabilità di fare qualcosa… Ognuno per la sua parte”

Massimo Stona, Ci faremo bastare i ricordi

La parte di Massimo Stona è quella di scrivere belle canzoni, che fanno pensare e che sembrano andare in direzione ostinata e contraria rispetto a quello che si ascolta in giro. Niente che sia massmarket, o global o usando un termine che oggi funziona molto ‘social’.

“Per carità, niente contro i social. Ognuno per scrivere e promuovere ha il suo modo – spiega il cantautore – io con gli anni ho trovato il mio, e per fortuna continuo a cambiarlo, ad affinarlo con l’aiuto delle persone che mi circondano. La prima cosa che faccio è quella id inseguire un suono, credo sia la cosa più sbagliata. Se tutti inseguono un suono, un ritmo, tutti i dischi suoneranno nella stessa maniera e non emergerà nulla. La cosa che mi piace è trovare il suono che piace a me. E vedere se funziona: senza copiare e incollare nulla”.

La ricerca di un rock analogico

L’idea è quella di un rock analogico, strumenti che suonano ancora come strumenti amplificati e non computerizzati: “Nel disco abbiamo voluto lavorare così e con Lorenzo Morra che mi ha prodotto ci siamo trovati molto d’accordo. Abbiamo usato molte cose analogiche, persino qualche strumento giocattolo perché nel contento e nel brano sul quale lavoravamo aveva un senso”.

C’è molta ricerca e molta pazienza nel lavoro di Massimo Stona e questo si sente soprattutto in Ci faremo bastare i ricordi che usando una frase fatta è forse il suo lavoro più maturo: “C’è molto pensiero dietro questo disco, che ho voluto pensare riga per riga, parola per parola. Volevo che ogni cosa fosse al posto giusto e che tutto fosse equilibrato e bilanciato, sia da un punto di vista di testi che di musica. Lorenzo in questo mi ha aiutato tanto. E sono molto soddisfatto del risultato finale”.

Massimo Stona
Massimo Stona, presenta il duo disco Ci farremo bastare i ricordi – Credits massimostona.com (Soundsblog.it)

Album maturo: ma anche di domande irrisolte

Ne esce un album estremamente intenso, colmo di tante domande solo parzialmente con qualche risposta e che si apre con La Rivoluzione, canzone travestita da storia d’amore che in realtà nasconde un significato più profondo: “Serve una presa d’atto, una presa di coscienza. Ognuno può essere la rivoluzione, non solo in una storia d’amore. Ma anche nella storia di se stesso. Due amici, due colleghi, due persone che la pensano alla stessa maniera. Il mondo ci dice che stiamo andando nella direzione sbagliata e che dobbiamo fare qualcosa per uscire da questo loop negativo”.

Solo un problema generazionale? “Ogni dieci anni la generazione che arriva ci costringe a fare i conti con quello che lasciamo. Dobbiamo accettarlo anche se non sempre i conti tornano o ci piacciono”.

“La fretta e la pazienza”

Anche dal punto di vista musicale le nuove generazioni sembrano avere molta fretta, fretta di guadagnare, di mostrare ciò che hanno più che ciò che sono: “È un trend, e spero che cambi – dice Stona – purtroppo sotto questo aspetto le tecnologie ci hanno dato tanto e tolto tantissimo. Assistiamo sempre più spesso all’esplosione di giovani talenti, alcuni dei quali davvero bravi, che poi purtroppo non hanno alle spalle la struttura e la solidità per crescere in modo omogeneo. Troppa pressione e chi non ha le basi alle spalle finisce per crollare. Serve un percorso sano e ognuno deve trovare il proprio. Dalla cantina al pub, dal teatro all’arena. Ci vogliono fatica, impegno, dedizione, risorse, idee, contenuti: e anni. Ma oggi se lo dici sei fuori contesto. Ci vuole calma, pazienza, e ci vogliono persone che non abbiano la fretta di farti arrivare. O di dirti che sei arrivato. Magari per spingerti troppo oltre dove non tocchi o non sai più stare in piedi…”.

Massimo Stona
Il nuovo album di Massimo Stona prodotto da Lorenzo Morra – Credits massimostona.com (Soundsblog.it)

“Ascoltatore, fai una pausa”

Divertente, molto anni ’70, la scelta di inserire delle brevissime tracce musicali, di pochi secondi, tra una traccia e l’altra. Un esperimento che tradisce zelo e creatività: “È un gioco che facevamo suonando, in sala, e che alla fine abbiamo deciso di lasciare. Non è che sia un chitarrista provetto, ma mi piaceva alcune atmosfere che si creavano, è una sorta di sosta. Senza costringere l’ascoltatore a mettere in pausa, magari dopo un brano con un messaggio particolarmente forte, lascio un po’ di riposo. È come se gli dicessi, … prenditi una pausa… e lascia andare la musica”.

Massimo Stona, Puntine e altro

Massimo Stona prosegue il suo percorso dopo una lunga collaborazione con Guido Guglielminetti, storico bassista e produttore di De Gregori… “Mi ha insegnato tanto, a cominciare dalle cose che sbagliavo. Quando l’ho incontrato ero convinto di sapere fare alcune cose. Con il tempo mi sono convinto che ne dovevo imparare moltissime. Con questo disco e con Lorenzo Morra provo a fare un passo in modo più autonomo”.

Puntine, che parla della realtà carceraria in Italia, partecipa alla 28esima edizione di Voci per la Libertà, rassegna di Amnesty International che dal 14 al 20 luglio a Rovigo si concluderà nell’ambito della settimana dei diritti umani.

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