Addio a Mick Ralphs, chitarrista dei Bad Company e dei Mott the Hoople
È morto a 81 anni Mick Ralphs, chitarrista storico di Bad Company e Mott the Hoople, da tempo viveva in una casa di cura dopo un ictus. Autore di riff immortali come quelli di Can’t Get Enough e Feel Like Makin’ Love, Ralphs lascia un’eredità sonora che ha segnato mezzo secolo di rock britannico.
“Aveva l’esplosività di un dinamitardo armato fino ai denti e la cura di un raffinatissimo artigiano. Un chitarrista con uno stile unico e distintivo: lo avrei riconosciuto qualsiasi cosa avesse suonato….”
Sono le parole con le quali Paul Rodgers saluta Mick Ralphs, suo storico partner artistico nei Bad Company con i quali aveva creato un’alchimia passata alla storia e capace di segnare in modo indelebile il rock britannico dell’era d’oro tra anni ’70 e ’80. L’annuncio della morte di Mick Ralphs è stato confermato martedì tramite i canali ufficiali dei Bad Company, la band che Ralphs contribuì a fondare dopo aver già lasciato il segno con i Mott the Hoople fin dagli anni ’60,
Ralphs era da tempo ricoverato in una casa di cura a Henley-on-Thames, dove si era ritirato in seguito a un ictus che lo aveva colpito nel 2016 lasciandolo purtroppo in gravi condizioni.
La morte dei Mick Ralphs
Ralphs era uno di quei chitarristi che non avevano bisogno di strafare per lasciare il segno. Il suo tocco era sobrio, bluesy, perfettamente calibrato: ingredienti che contribuirono a forgiare un suono riconoscibile e influente nella storia del rock britannico.
Nato nel 1944 a Stoke Lacy, Mick Ralphs fondò i Mott the Hoople negli anni ’60, contribuendo alla loro ascesa nel panorama glam rock grazie anche all’incontro con David Bowie, che produsse il loro successo All the Young Dudes. Ma fu nel 1973 che Ralphs diede la svolta alla propria carriera, fondando insieme a Paul Rodgers e Simon Kirke (entrambi ex Free) i Bad Company, completati da Boz Burrell dei King Crimson.
Il primo album della nuova band, Bad Company (1974), divenne un classico istantaneo. Conteneva brani firmati dallo stesso Ralphs come Can’t Get Enough e Movin’ On, che conquistarono le classifiche statunitensi. Il secondo lavoro, Straight Shooter (1975), alzò ulteriormente l’asticella con la celeberrima Feel Like Makin’ Love, nata proprio da un suo riff celeberrimo.

Un suono inconfondibile
Ralphs era il tipo di chitarrista che lasciava parlare lo strumento. Con il suo stile sobrio ma efficace, è stato fonte d’ispirazione per generazioni di musicisti. Brani come Ready for Love, inizialmente scritta per i Mott the Hoople e poi ripresa dai Bad Company, mostrano tutta la sua sensibilità compositiva.
Il suo lavoro con David Gilmour nel tour solista del 1984 a supporto di About Face e gli album pubblicati individualmente negli anni ’80 e 2000 (tra cui Take This e It’s All Good) hanno arricchito ulteriormente una carriera che non ha mai inseguito la fama, ma la musica autentica con un gusto artistico molto ricercato e mai banale.
L’ictus e il ritiro dalle scene
Nel 2016, durante un tour di reunion dei Bad Company, con i quali era rientrato anche Paul Rodgers, reduce dall’esperienza di voce dei Queen nel primo tour della band dopo la morte di Freddy Mercury, Ralphs fu colpito da un ictus che lo costrinse a interrompere immediatamente le attività pubbliche. Da allora ha vissuto lontano dalle scene, assistito in una struttura specializzata. Nonostante l’assenza, la sua figura non è mai stata dimenticata dal mondo del rock, come dimostrano i numerosi tributi arrivati in queste ore.

Mick Ralphs, il ricordo di Rodgers e Kirche
Paul Rodgers è stato il primo a salutare il compagno di molte centinaia di serate dal vivo: “Mick ci ha lasciato e ho il cuore a pezzi. Ci lascia ricordi e musica straordinaria, un talento incredibilmente versatile accompagnato da un raro e raffinatissimo senso dell’umorismo”.
Belle anche le parole di Simon Kirke: “Addio a un caro amico, un grande musicista, uno straordinario autore”.
Entrerà nella Hall of Fame
La morte di Mick Ralphs assume un particolare significato proprio in considerazione della imminente induzione dei Bad Company nella Rock & Roll Hall of Fame, con una cerimonia prevista per novembre a Cleveland. Un riconoscimento meritato, che sancisce ufficialmente l’impatto del suo lavoro sulla musica internazionale.