24 giugno 1965, i Beatles al Vigorelli: 60 anni ricordi ed emozioni
Il 24 giugno 1965 i Beatles suonarono al Velodromo Vigorelli di Milano in due concerti storici. Sessant’anni dopo, la città rievoca quell’evento con una serata speciale al Castello Sforzesco.Era il 24 giugno 1965. Una data destinata a restare impressa nel calendario di tutti gli appassionati di musica e che i fortunati che c’erano ricordano ancora
Il 24 giugno 1965 i Beatles suonarono al Velodromo Vigorelli di Milano in due concerti storici. Sessant’anni dopo, la città rievoca quell’evento con una serata speciale al Castello Sforzesco.
Era il 24 giugno 1965. Una data destinata a restare impressa nel calendario di tutti gli appassionati di musica e che i fortunati che c’erano ricordano ancora molto bene. La grande notte dei Beatles.
I Fab Four suonarono al Velodromo Vigorelli di Milano in due concerti storici. E oggi, sessant’anni dopo, la città rievoca quell’evento con una serata speciale al Castello Sforzesco. Una super band eseguirà la scaletta originale, accompagnata da testimoni dell’epoca e ospiti simbolo di un’Italia che stava cambiando.
I Beatles 60 anni dopo
Sessant’anni non sembrano nemmeno troppi se ci si pensa. Ma sono passati anni luce considerando il modo in cui la musica viene distribuita e prodotta oggi. I Beatles erano certamente il gruppo del momento, rappresentanti di quel movimento beat che sarebbe nato con loro. Ringo Starr era entrato nella band da poco più che un anno e mezzo in quella che sarebbe diventata la versione definitiva del gruppo.
Avevano in archivio cinque album, Help! era stato pubblicato da poco. Di lì a poco sarebbe uscito Rubber Soul, una delle loro raccolte meno riuscite, una serie di brani scartati dalle pubblicazioni precedenti che pure conteneva un paio di gemme come Michelle e Drive My Car. I capolavori sarebbero arrivati dopo: Revolver, White Album, Sgt. Pepper.
27mila persone in una sera
L’evento del Vigorelli fu un vero e proprio happening. Da Milano diedero il via al loro primo e unico tour italiano. Due concerti in un solo giorno: uno pomeridiano, con circa 7mila spettatori, e uno serale, che sfiorò le 20mila presenze. In totale, meno di un’ora di musica per ciascuno show. Ma quanto bastò per cambiare la storia della cultura musicale nel nostro Paese.
L’Italia del 1965 non era ancora del tutto pronta alla tempesta rivoluzionaria dei Beatles. La televisione era in bianco e nero, i genitori temevano quei ragazzi con i capelli lunghi e le ragazze si facevano portare al concerto dai fratelli più grandi o, in qualche caso, dai padri.
Scene di amore totale
I Beatles sbarcarono a Milano nella notte tra il 23 e il 24 giugno. Il loro arrivo fu quasi clandestino: treno speciale da Lione, scorta delle forze dell’ordine, fan informati solo all’ultimo momento per evitare scene di isteria collettiva.
Eppure, anche senza la retorica della Beatlemania che aveva travolto Londra o New York, qualcosa in quel giorno a Milano cambiò. Il pomeriggio fu caldo, afoso, con la colonnina del mercurio che toccava i 36 gradi.
Al Vigorelli, i tecnici montavano una strumentazione minimalista: un piccolo impianto voce, gli ampli Vox, la batteria di Ringo, il basso di Paul, le chitarre di George e John. Nessuna scenografia, nessuna coreografia. Solo i quattro ragazzi di Liverpool e una amplificazione del tutto inadeguata: chi c’era racconta che del gruppo si sentì poco o nulla. L’amplificazione bastava appena per il gruppo e le primissime file.

I gruppi italiani
Sul palco, prima di loro, si esibirono i big della scena musicale italiana di quegli anni. C’erano i New Dada, con un giovanissimo Maurizio Arcieri che poi avrebbe fondato insieme alla compagna Cristina Moser i Krisma… entrambi scomparsi non molto tempo fa. In cartellino Peppino Di Capri, Fausto Leali con i Novelty, Guidone e i suoi Amici, i Giovani Giovani. Ognuno dei gruppi spalla suonava dieci-quindici minuti.
Un piccolo festival pensato per avvicinare il pubblico a una novità che in molti ancora non comprendevano del tutto. Proprio come accade oggi molti andarono al Vigorelli solo per curiosità, altri per moda. Ma molti, moltissimi, ci andarono per amore.
Dodici brani e 53’
Alle 17 in punto, la prima apparizione. I Beatles salgono sul palco. John Lennon si aggiusta gli occhiali, Paul McCartney scherza con il pubblico dicendo… fa caldo qui…, e attaccano Twist and Shout. È un boato. Le ragazze gridano, molti non sentono nemmeno le canzoni per il frastuono. Ma poco importa. La scaletta è un piccolo capolavoro: She’s a Woman, I’m a Loser, Can’t Buy Me Love, A Hard Day’s Night, Ticket to Ride. Chiudono con Long Tall Sally, una cover di Little Richard, e arricchiscono con due cover, Everybodys’ Tyin’ to be my baby di Carl Perkins e Rock and Roll Music di Chuck Berry.
Dodici canzoni, le statistiche dicono 53’ minuti esatti. La band si rifugia in tre taxi e corre inseguita dai paparazzi in albergo per una doccia e uno snack. Poi rientrano mentre al Vigorelli suonano le band italiane.
Il secondo concerto, alle 21, è ancora più carico. Ma la scaletta è identica. Il pubblico è più numeroso, più rumoroso, più emozionato. Alcuni scavalcano le transenne. Molta polizia che sorveglia ma senza tensioni, niente incidenti.
Il chiasso è assoluto: della musica non si percepisce assolutamente nulla. Le maxi diffusioni arriveranno qualche anno dopo.
Milano ricorda i Beatles
Sessant’anni dopo, la città decide di celebrare quell’evento irripetibile con una rievocazione curata nei minimi dettagli. L’appuntamento è al Cortile delle Armi del Castello Sforzesco, il 24 giugno 2025. Una super band italiana, selezionata per suonare la scaletta originale nota per nota, salirà sul palco per riportare in vita le vibrazioni di quel giorno. Sul palco ci saranno anche Guidone, Ricky Gianco, Livio Macchia, membri storici dei New Dada e Peppino Di Capri in collegamento video.
In tutto i Beatles in Italia suonarono solo otto volte e solo quell’anno: le due date al Vigorelli furono le prime, poi Palasport di Genova e due date e quattro show all’Adriano di Roma.
La scaletta dei Beatles in Italia
Twist and Shout
She’s a Woman
I’m a Loser
Can’t Buy Me Love
Baby’s in Black
I Wanna Be Your Man
A Hard Day’s Night
Everybody’s Tryin’ to Be My Baby
Rock and Roll Music
I Feel Fine
Ticket to Ride
Long Tall Sally