Home Notizie Campovolo accoglie Ligabue e 100mila fedeli: un rito collettivo tra passato e futuro

Campovolo accoglie Ligabue e 100mila fedeli: un rito collettivo tra passato e futuro

Ancora una volta Campovolo si trasforma nella casa del popolo di Luciano Ligabue che per la quinta volta radunta tutta la sua gente sotto il palco, oltre 100mila presenze per un viaggio musicale di oltre trent’anni

22 Giugno 2025 06:18

Ancora una volta Campovolo si trasforma nella casa del popolo di Luciano Ligabue che per la quinta volta radunta tutta la sua gente sotto il palco, oltre 100mila presenze per un viaggio musicale di oltre trent’anni

Tutto cominciò con il vecchio Campovolo, l’aeroporto di Reggio Emilia che in passato – con sempre importanza strategica per i voli commerciali – ha ospitato prima saltuariamente e poi sempre più spesso eventi musicali importanti.

In rapida successione da Campovolo sono passati King Crimson, Clash, Iron Maiden, Soundgarden e soprattutto gli U2 con un’epica data del PopMart Tour. Ligabue qui è di casa, è la quinta volta che il rocker di Correggio dà appuntamento al suo popolo in questa area immensa. Che nel frattempo non è più un aeroporto ma una delle più importanti arene del paese: la stessa che lo scorso anno aveva accolto gli AC-DC.

Ligabue e La notte di certe notti

Con La notte di certe notti il rocker emiliano ha celebrato, davanti a più di 100mila persone, non solo se stesso, ma tutta la sua storia in una evoluzione che copre ormai 35 anni di dischi concerti. Quello di ieri è stato il quinto concerto nella location emiliana, forse il più strutturato, emotivamente complesso e simbolicamente ricco.

Più che un semplice live, è sembrato un incontro tra sodali: un abbraccio per una rinnovata dichiarazione di affetto.

La scenografia ha sfruttato due palchi e un gigantesco truck mobile, su cui Liga ha eseguito due brani in movimento attraversando la folla. Un’idea tanto semplice quanto potente: portare la musica letteralmente verso la gente, accorciare la distanza tra artista e pubblico.

Oltre la nostalgia: un viaggio in quattro tempi

La scaletta si è sviluppata come una lunga narrazione a episodi. Quattro i set principali, ciascuno con una band diversa: dai ClanDestino, con cui tutto è iniziato fino alla formazione più recente , passando per La Banda storica, quella più longeva (dal 1995 al 2008), quella degli album rock e del grande successo commerciale. Poi l’aggiornamento con gli inserimenti di tastiere e Niccolò Bossini alle chitarre, e infine quella più attuale, con Max Cottafavi, Davide Pezzin, Ivano Zanotti e Luciano Luisi e ovviamente Fede Poggipollini, unico comune denominatore dal 1995 a oggi.

Ogni sezione ha raccontato una parte del suo percorso, ma anche una stagione del nostro paese. I brani scelti non erano solo successi. Si sono rivelati i frammenti di una biografia collettiva: Non è tempo per noi, Lettera a G., Hai un momento Dio?, Il meglio deve ancora venire hanno saputo unire generazioni e sensibilità. E quando, sul finale, Certe notti è risuonata come un inno alla resilienza, Campovolo è sembrato pulsare all’unisono con le voci della folla.

Ligabue Campovolo
Ligabue replicherà a settembre a Caserta – Credits Maurizio Bresciani (Soundsblog.it)

Un popolo che resiste

A colpire, però, è stato anche il pubblico. Oltre 100mila persone, tante famiglie al completo, molte le persone provenienti dall’estero. A dare vita al racconto e alla narrativa dello show tantissimi post e una fitta attività social con diversi momenti di incontro e di discussione.

Tende e camper ma anche solidarietà tra gli stand e momenti di dibattito con particolare attenzione al tema della pace: o forse sarebbe meglio dire della guerra. Perché mentre il popolo di Ligabue si riunisce e festeggia se stesso, gli aerei Nato decollano e attaccano le centrali nucleari in Iran.

Il rock e la coscienza: parole che pesano

Ligabue non ha mai nascosto la sua indole sociale. Durante il concerto non ha evitato i temi scomodi: guerre, disuguaglianze, il bisogno di restare umani in un mondo che disumanizza e si fa sempre più isterico e artificiale. Lo ha fatto con l’eleganza dell’artista e non del predicatore. Il mio nome è mai più è stata introdotta da un discorso che ha unito dolore e consapevolezza. Senza retorica, ma con fermezza.

La scelta di rispolverare Figlio d’un cane, Seduto in riva al fosso o Non cambierà ha avuto lo stesso effetto: riportare alla luce quelle parti del suo repertorio più politiche, spesso dimenticate, oggi più che mai evidentemente urgenti.

Ligabue Campovolo
Annunciato per l’anno prossimo un nuovo evento a San Siro – Credits Maurizio Bresciani (Soundsblog.it)

Il futuro è già cominciato

Il successo dell’evento non si è esaurito in una notte. Ligabue ha annunciato già due nuove date: quella di Caserta, già in programma il 6 settembre e una, attesissima, a San Siro il 20 giugno 2026. Promette di essere un nuovo capitolo di questa saga live che si fa storia contemporanea. Non una replica, ma un’altra pagina da scrivere, con nuove sfumature e nuovi arrangiamenti.

Intanto, Campovolo resta lì. Spento, ma vivo nei ricordi. Una distesa d’erba che, per qualche ora, si è fatta tempio. Dove un uomo con la chitarra ha ricordato a tutti che certi sogni – se condivisi – non invecchiano mai.

La scaletta di Ligabue a Campovolo

Set 1 – Main Stage:
I “ragazzi” sono in giro
Questa è la mia vita
I duri hanno due cuori
La metà della mela
Lambrusco & pop corn
Il giorno dei giorni
Cosa vuoi che sia

Le donne lo sanno
Lettera a G.
Happy Hour

Set 2 – con i ClanDestino (Main Stage)
Figlio d’un cane

Bambolina e barracuda
Non è tempo per noi
Piccola stella senza cielo
Balliamo sul mondo

Marlon Brando è sempre lui

Set 3 – con La Banda (Main Stage)
Buon compleanno, Elvis!
Quella che non sei
Seduto in riva al fosso
Vivo morto o x
Hai un momento, Dio?

Luciano e La Banda sul Truck Stage
Si viene e si va
Il meglio deve ancora venire

Luciano B-Stage – con La Banda (Main Stage)
Il mio nome è mai più
Leggero

Set 4 – con la Band 2025 (Main Stage)
Viva!
A che ora è la fine del mondo?
Tra palco e realtà

BIS

Urlando contro il cielo
Certe notti

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