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Fontaines D.C. al Carroponte, polemiche su location e organizzazione con qualche momento di forte tensione

Il concerto dei Fontaines D.C. a Sesto San Giovanni è stato uno dei concerti più attesi di questa stagione estiva, ma dopo lo show dei Deftones – accompagnato da molte polemiche – il Carroponte di Sesto San Giovanni si conferma inadeguato: caos all’ingresso, visibilità ridotta, audio impastato e servizi minimi. Musica eccellente, ma il resto da dimenticare.  

21 Giugno 2025 18:58

Fontaines D.C. al Carroponte: grandiosi, uno show potente e credibile di una band che si conferma una delle migliori e più autentiche realtà di questi ultimi anni, così poveri di punti di riferimento puramente rock.

Fontaines D.C.
La protesta on line del fan club ufficiale dei Fontaines D.C. – Credits @Instagram @fontainesitaly (Soundsblog,it)

Ma tutto il resto è stato da dimenticare: scarsa visibilità e audio deludente, momenti di forte tensione nel parterre, gestiti in modo approssimativo e per nulla attento dal cosiddetto servizio d’ordine. Bagni insufficienti, code infinite e all’uscita moltissime voci infuriate.

Fontaines D.C., la frustrazione di un pubblico tradito

Quando migliaia di fan si presentano a un concerto sold-out di una delle band alternative più interessanti del panorama internazionale, si aspettano un’esperienza almeno dignitosa. E invece, il live dei Fontaines D.C. al Carroponte è stato il manifesto di ciò che non dovrebbe accadere: ingresso caotico, spazi mal gestiti, audio scadente e un palco visibile solo a chi a furia di corse e spintoni è arrivato davanti, senza potersi muovere per oltre tre ore prima dello show.

Chi era presente parla di un’atmosfera surreale: gente seduta su un lato, quasi rassegnata incapace di vedere il palco, ma anche i maxi-schermi del tutto inadeguati. Con la sensazione di essere stati lasciati soli a gestire una serata mal preparata.

Un live potente, ingabbiato in un evento disastroso

I Fontaines D.C. ci hanno messo l’anima. Il set è stato elettrico, carico di tensione emotiva, un mix perfetto tra furia punk e introspezione urbana. Ma tutto questo si è perso nella nebbia dell’approssimazione tecnica. L’acustica era scollata, impastata, con le linee vocali spesso sepolte sotto una cappa di distorsioni e basse frequenze fuori controllo.

Chi era nelle retrovie ha ascoltato il concerto, male per la verità, perché lì l’acustica oltre a essere poco fedele era anche insufficiente, più che vederlo. Chi era davanti ha dovuto sopportare l’effetto trincea: spinte continue, zero visibilità laterale e un impianto che faticava a reggere il volume. E grande tensione anche tra il pubblico. Si sono registrati piccoli furti: persone uscite dalla ressa senza portafoglio o telefonino, perché come spesso accade in questi eventi – come sempre – tra i presenti c’era anche qualche professionista del taccheggio.

Strutture inadatte a eventi di massa

A distanza di due soli giorni dalla trionfale data italiana dei Deftones, anche questa accompagnata da molte polemiche ma non dallo stesso esito davvero infelice e ricalcato da decine di post, video e articoli diventati rapidamente virali, il Carroponte si è dimostrato inadeguato per eventi con un pubblico superiore alle 10mila unità: tale dovrebbe essere la capienza della vecchia struttura industriale Breda.

Pochissimi bagni, per altro in condizioni tremende, bar sopraffatti da resse e code – anche mezz’ora per un panino o un po’ d’acqua, zone d’ombra senza coperture, nessuna soluzione per il caldo torrido.

I fan hanno denunciato malori e code interminabili per accedere ai servizi essenziali. La presenza del servizio d’ordine ha peggiorato le cose, in qualche caso – dicono alcuni presenti – con la voce grossa o addirittura  le mani. Ci sono stati momenti di tensione.

Fontaines D.C.
Grian Chatten, cantante e autore dei Fontaines D.C. – Credits @Instagram @fontainesitaly (Soundsblog,it)

Fontaines D.C. meritavano di più

La band ha fatto il suo. Ha suonato con intensità, ha cercato di coinvolgere un pubblico davvero coinvolto solo nelle primissime file mentre dietro la maggioranza era disillusa da tutto ciò che li circondava. Avrebbero meritato un impianto migliore, un palco all’altezza, un’organizzazione che valorizzasse l’evento invece di affossarlo. E soprattutto sarebbe bastato eliminare quell’impalcatura del tutto inutile, in fondo allo spazio, che ha tolto ulteriore visibilità alle persone più lontane.

Il risultato? Una delle serate musicalmente più attese dell’estate milanese è diventata una delle meno riuscite.

Concerti, i soliti problemi

L’impressione è che i concerti a Milano siano diventati un business per promotori che senza alcuno scrupolo alzano il biglietto all’inverosimile, incassano e offrono davvero troppo poco. Di fronte a un pubblico che per la verità, soggiogato dai social e dalla foga di esserci, si rende conto di essere una vittima solo quando è ormai troppo tardi. Proteste molto serie anche per altre strutture, Ippodromo – soprattutto La Maura, ma anche San Siro, per via dei prezzi assurdi di qualsiasi genere di consumo, dei parcheggi (lontanissimi) delle lunghe code di fronte a un’apertura dei gate sempre in ritardo. E si potrebbe continuare.

Mentre si parla di una class action dei presenti al Carroponte per Deftones e Fontaines D.C. i cui firmatari sono pronti a ricorrere fino al tribunale per vedere tutelati i propri diritti…

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