Mettersi nuovamente in gioco a 64 anni, con una carriera costellata di successi (sia pure prevalentemente in un altro campo artistico), un nome che è ormai pura mitologia per gli appassionati - e non - è una scelta che possono permettersi in pochi: spinta da un coraggio che non è mai mancato e trova spazio ancora una volta (andate a rileggervi la bella intervista concessa a Gustavo Turner per L.A. Weekly).
Parliamo ovviamente di David Lynch, che il prossimo 8 novembre pubblicherà “Crazy Clown Time”: disco solista largamente anticipato da due singoli usciti su 12” alla fine dell’anno scorso per l’indipendente Sunday Best. “Good Day Today” e “I know” (trovate il video della seconda a inizio post) non ci avevano impressionati troppo favorevolmente. Electropop forse un po’ stanco e - ‘datato’ ci pare un termine ingeneroso - poco al passo coi tempi.
Lynch però ha tra le sue innumerevoli doti anche una grande umiltà, che si traduce spesso nella capacità di collaborare con grandi nomi per dare risalto alle sue idee. Se in precedenza era stato uno degli artefici di quel disco incredibile (correte a procurarvelo se vi manca) che è “Dark Night Of The Soul” con Danger Mouse e Sparklehorse, ’stavolta affida un brano alla voce di Karen O delle Yeah Yeah Yeahs. Scommettiamo che anche le quattordici tracce (la tracklist completa è dopo il salto) di “Crazy Clown Time” andranno nelle sapienti mani di qualche guru dell’elettronica?
Continua a leggere: David Lynch: "Crazy Clown Time" è il suo disco solista

Attacca l’American Dream, il ’sogno’ americano Santigold con questa nuova traccia. Dopo le fruttuose, numerose e calcolatissime collaborazioni (i Beastie Boys e Major Lazer, tra gli altri) chiama in causa Karen O degli Yeah Yeah Yeahs e produce “GO” con gente del calibro di Q-Tip e Switch con Nick Zinner alla chitarra.
Un brano potente e pronto per i dancefloor più esigenti, vicino a certi momenti di M.I.A., ma con il grime ammorbidito da suoni meno spigolosi e una scrittura più vicina al sound che richiama i lavori precedenti di chi l’ha aiutata in studio di registrazione. Quanto al testo, è la stessa Santi White a spiegarci il duplice senso, a partire dal titolo.
E’ una canzone ‘divertente’. E’ ‘giocosa’, ma come molti dei miei brani, liricamente è stata un’occasione di sfogo. Tratta della difficoltà di tenersi stretto tutto ciò che è tuo, dalle idee, all’energia, fino alla sicurezza in se stessi. Come artisti, diamo tanto e questo ci rende vulnerabili. A volte è difficile restare con i piedi per terra. […] Ma la canzone parla anche dell’era in cui viviamo e del nuovo Sogno Americano. […] l’idea che ci fosse un’ “opportunità per ognuno secondo le capacità o le aspirazioni”.
“Le cose sono cambiate”, continua Santigold. “Il nuovo American Dream è quello di diventare ricco e famoso per caso - o per mezzo di un sextape - e di arrivarci con meno lavoro e talento possibili. Il risultato è che soffriamo - anche se molti di noi non lo sanno - e la qualità è diventata un concetto del passato”. Ci sembra un’analisi condivisibile. Intanto ascoltiamocela in musica con lo streaming dopo il salto.
Continua a leggere: "GO" è il nuovo brano di Santigold (con il featuring di Karen O)

Ormai sono noti con l’indicativo nome di “Shockwaves NME Awards” (shockwave significa “onda d’urto”), proprio per chiarire la forza e l’impatto delle nuove band scoperte da quella che è, probabilmente, la più prestigiosa rivista musicale britannica.
Il New Musical Express è da anni il ‘termometro’ e la guida delle nuove tendenze: idolatra gruppi rendendoli famosi nell’arco di una recensione e li getta nel dimenticatoio altrettanto velocemente. Nel bene e nel male, quello che hanno sempre fatto molte riviste musicali e che oggi è abitudine diffusa su tutti i mezzi di comunicazione.
Anche in virtù di questo prestigio, le nomination degli NME Awards sono indicativi e illuminanti per fare il punto della situazione. Proprio nell’anno di un fenomeno come la Boyle, la redazione ha praticamente quasi ‘bocciato’ le figure femminili. Tanto che gli Arctic Monkeys sono presenti in ben sei categorie, i Kasabian in cinque, i Muse in quattro e gli Oasis -nonostante il gruppo si sia sciolto- in tre.

Come Metacritic anche AcclaimedMusic è un aggregatore di opinioni di alcune delle più importanti testate (o siti web) musicali a livello mondiale. Su AcclaimedMusic sono al momento disponibili sei file Excel, continuamente aggiornati, due per quanto riguarda i migliori album/singoli di sempre, due per quanto riguarda i migliori album/singoli del decennio e due per quanto riguarda gli album/singoli del 2009.
Aprendo i file Excel ci si imbatte in una marea di numeri e posizioni nelle varie classifiche di fine anno delle altrettanto varie testate giornalistiche. A noi quello che ci interessa però è la classifica finale: ho aspettato fino ad oggi, ultimo giorno dell’anno, per avere una visione più definitiva, ma non escludo che già dai primi giorni del 2010 vengano poi aggiunti altri dati, cambiando (di poco) di conseguenza le posizioni in classifica.
Dopo il salto trovate la top50 degli album del 2009, la top30 degli album del decennio e infine tutta la lista delle classifiche di fine anno e decennio di cui vi abbiamo parlato negli ultimi mesi. Buon anno a tutti.
Continua a leggere: I migliori album del 2009 per AcclaimedMusic
Dopo aver stilato le classifiche dei 100 brani e dei 100 album più importanti del decennio, il prestigioso settimanale britannico New Musical Express celebra i primi dieci anni del millennio proponendoci le immagini più rappresentative pubblicate sulle sue pagine dal 2000 ad oggi.
Davvero ampio è il ventaglio di artisti immortalati dai “fotografi musicali” di NME: dai Metallica agli Yeah Yeah Yeahs, dai The Killers ai Kings of Leon, fino ad arrivare alla meravigliosa immagine di Jack e Meg White in apertura d’articolo, realizzata per celebrare il CD “Elephant” che nel 2003 ha fatto esplodere il fenomeno White Stripes sulla scena internazionale.
Le restanti immagini in galleria, come di consueto dopo il salto.
via | NME
NME: le 50 immagini musicali del decennio
Continua a leggere: Musica e Fotografia: da NME, le 50 immagini più belle del decennio
Dopo aver stilato la classifica dei 100 album più importanti del decennio che sta per volgere al termine, il settimanale britannico New Musical Express (meglio conosciuto come NME) ci propone quest’oggi quelli che, secondo la loro giuria composta da membri interni della redazione e da addetti ai lavori, dovrebbero essere i migliori 100 brani pubblicati dall’inizio del millennio.
Com’è facilmente intuibile dall’immagine ad inizio articolo, la stupenda (e talentuosissima) Beyoncé Giselle Knowles guida la classifica con “Crazy in Love”, primo singolo estratto dal suo album di debutto “Dangerously in Love” del 2003, seguita dai misconosciuti MGMT con “Time to Pretend” del 2008 e da “Hard to Explain” degli Strokes, che così facendo vincono il premio occulto di “Band più amata da NME”. Menzione d’onore per “Out of Time” dei Blur all’ottavo posto e per “A Certain Romance” degli Arctic Monkeys in decima posizione.
Complimentandoci con Beyoncé e Jay-Z per il prestigioso risultato ottenuto, vi lasciamo alle prima metà della Top-100 di NME ed al link del magazine inglese per i brani rimanenti.
via | NME
1. Beyonce – ‘Crazy In Love’
2. MGMT – ‘Time To Pretend’
3. The Strokes – ‘Hard To Explain’
4. MIA – ‘Paper Planes’
5. OutKast – ‘Hey Ya!’
6. The Rapture – ‘House Of Jealous Lovers’
7. Klaxons – ‘Golden Skans’
8. Blur – ‘Out Of Time’
9. Arcade Fire – ‘Rebellion (Lies)’
10. Arctic Monkeys – ‘A Certain Romance’

Tempo di classifiche di fine anno anche per NME, la prestigiosa -e controversa- rivista britannica. Votata dalla redazione e da una selezione di musicisti e addetti ai lavori, arriva la classifica dei 100 migliori album del decennio che sta per finire. Tra i giurati: gli Arctic Monkeys, Carl Barat, i The Killers, Jarvis Cocker, Pete Doherty, gli Elbow, Johnny Marr, gli MGMT, Ian Brown, i The Big Pink, Snoop Dogg, Alan McGee, gli Yeah Yeah Yeahs e molti altri.
Qualche sorpresa. Un gruppo inglese (i Libertines) è stato scalzato dal podio da un gruppo statunitense. Curioso infatti siano proprio gli Strokes a farla da padroni, con un disco sicuramente influente, ma forse inferiore a molti altri. Singolare il terzo posto dei Primal Scream con un album molto bello ma certo non ‘facile’. Meritatissimo il quarto posto degli Arctic Monkeys: qualche posizione in più forse sarebbe spettata poi a Interpol e Arcade Fire, protagonisti di una vera e propria ‘nuova ondata’ qualche anno fa. Di seguito, le prime 10 posizioni. Dopo il salto, le altre 40, mentre sul sito potete leggere tutte le rimanenti.
1. The Strokes – “Is This It”
2. The Libertines – “Up The Bracket”
3. Primal Scream – “XTRMNTR”
4. Arctic Monkeys – “Whatever People Say I Am, That’s What I’m Not”
5. Yeah Yeah Yeahs – “Fever To Tell”
6. PJ Harvey – “Stories From the City, Stories From the Sea”
7. Arcade Fire – “Funeral”
8. Interpol – “Turn On The Bright Lights”
9. The Streets – “Original Pirate Material”
10. Radiohead – “In Rainbows”

Dubito che ci sia qualcuno dei lettori di Soundsblog che non conosce gli Yeah Yeah Yeahs. Però stavolta oltre alla band di Karen O c’è anche un altro importante personaggio che magari è meno conosciuto ma molto importante.
Si chiama A-Trak e nonostante sia molto giovane è uno dei dj e produttori più importanti del momento. Viene da Montreal e, oltre ad essere il fratello minore di uno dei due Chromeo, ha vinto il DMC World DJ Championships all’età di soli 15 anni. Ha già prodotto uno dei mix per FabricLive e una versione di Running Man: Nike + Original Run.
L’incontro del gruppo americano è il dj canadese avviene per un ottimo remix di Heads Will Roll il secondo singolo estratto dall’ultimo album “It’s Blitz”. Non è l’unico remix uscito del brano ma è sicuramente il mio preferito. Lo potete ascoltare e scaricare dal blog del magazine americano The Fader.

Where The Wild Things Are è il nuovo film di Spike Jonze, regista molto vicino anche al mondo musicale che ha lavorato fra gli altri con Beck, Weezer, Daft Punk e Chemical Brothers. Da quanto ho più o meno capito si tratta di una specie di favola tratta dall’omonimo libro di Maurice Sendak ma per saperne di più andate dai nostri cugini di Cineblog.
Visto la stretta relazione del regista con la musica anche la colonna sonora ha un peso rilevante. E’ stata affidata a Karen O, leader degli Yeah Yeah Yeahs con cui lo stesso Spike Jonze ha già lavorato per il video di Y Control, che ha messo insieme un po’ di collaboratori sotto il nome Karen O and the Kids.
Fra questi ci sono Nick Zinner degli YYYs, Bradford Cox dei Deerhunter e due membri dei Raconteurs. Si può ascoltare in steaming su imeem oppure se siete curiosi leggere un’intervista della stessa Karen O sul NY Times.

Dai oggettivamente “It’s Blitz” degli Yeah Yeah Yeahs è un buonissimo album. E si può dire che dopo alcuni passi non proprio azzeccatissimi Karen O e soci hanno avuto il coraggio di modificare in parte il loro suono, verso una deriva un po’ più elettronica.
Sul sito del magazine inglese NME.com c’è ora un nuovo video del gruppo newyorchese. Si tratta di quello di Heads Will Roll, che a dirla tutta non è neppure una delle canzoni migliori dell’ultimo album.
Il video, diretto dall’attore-regista di videoclip Richard Oyade, lo potete vedere su NME.com