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"I've Got Nothing" il singolo dei Chartjackers nato su YouTube

pubblicato da intweetion

Potere di YouTube, almeno per ’stavolta, utilizzato in modo intelligente e a scopo benefico. I Chartjackers sono Johnny, Jimmy, Charlie e Alex, quattro ragazzi inglesi che hanno deciso di scalare le classifiche del Regno Unito senza avere nessuna esperienza nell’industria musicale, né un contratto discografico. Follia? Proprio per niente. Andiamo con ordine.

I quattro hanno avuto l’idea di scrivere una canzone, “I’ve Got Nothing”, con l’apporto di tutti gli utenti del canale YouTube e della pagina Facebook sia per la musica che per il testo, raccolto tramite i commenti ai post. L’obiettivo è di arrivare al numero uno della classifica, battere X-Factor e devolvere il ricavato delle vendite su iTunes al progetto Children in Need.

Tutto è stato realizzato in dieci settimane, solo ed esclusivamente via web: dalla produzione alla scelta della band che ha suonato il brano. I Chartjackers hanno realizzato dei video che riprendono però anche le loro iniziative promozionali. L’incontro con un pubblicitario, l’assalto pacifico alla BBC per lasciare il disco o le scommesse perse ogni volta che il pezzo sale di posizione in classifica. Un sogno che diventa reale giorno dopo giorno, senza grandi nomi, che aiuta concretamente delle persone in difficoltà. Applausi.

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EMI licenzia i meno produttivi: rischia Robbie Williams?

pubblicato da Kaos

Robbie Williams

E’ ufficiale: le case discografiche non stanno passando proprio un momento dorato. E quando le grosse major vedono il bordo del burrone, affilano le armi per evitare il tracollo. E’ quello che sta accadendo ad esempio alla EMI, che nella nuova gestione capitanata dal magnate delle finanze Guy Hands, il nuovo capo della EMI. Attenzione: siamo di fronte al cavaliere che frusta gli elefanti. Leggiamo la sua dichiarazione rivolta a tutti gli artisti “big” della sua scuderia:

“Non c’è motivo per non essere più selettivi nello scegliere con chi lavorare, sono anni che si parla di quello che le case discografiche devono offrire agli artisti e ai consumatori ma non si parla mai, invece, di quello che gli artisti dovrebbero fare per le loro etichette, di comedovrebbero lavorare con le case discografiche. Mentre molti di loro spendono molto del loro tempo lavorando con noi per promuovere, perfezionare, produrre, sostenere la loro musica, alcuni invece sfortunatamente si concentrano solo nelle trattative per gli anticipi che vogliono ricevere. Anticipi che non vengono mai restituiti”

Come dire, c’è giustamente il dente avvelenato verso chi usa il proprio nome e la propria posizione di privilegio e fama per trarre il massimo guadagno dal minimo sforzo. L’intento, entrando un po’ più nello specifico, sembra essere quello di licenziare tutti gli artisti che dimostrano di non impegnarsi seriamente per realizzare album e creare prodotti di successo. Certo che si tratta di un ragionamento un po’ folle, considerando che la colpa delle basse vendite oggi non può essere attribuita tanto all’artista ma molto di più al pubblico, specie quando l’album è di grande valore artistico ma non ha i mezzi promozionali efficaci per essere venduto.

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Qual'è il segreto dei Nickelblack?

pubblicato da Lollodj

Vi ricordate i Nickelback? Ma si, quel gruppo canadese post grunge che non si è mai accorto che il 1993 è passato da un pezzo. Hanno avuto il loro momento di celebrità con “How You Remind Me”nel 2001, poi sono praticamente spariti. Forse qui in Italia, ma a quanto pare il gruppo che sembrava destinato all’oblio, è in realtà vivo e vegeto e ha appena festeggiato i sei milioni di copie vendute del loro ultimo album “All the right reasons”, uscito nel 2005. La notizia è che a quanto pare, dal 2003 solo altri 3 album hanno raggiunto una tale mole di vendite. Certo c’è la crisi del disco, la pirateria, la musica ridotta a jingle e suonerie, eppure nel silenzio dei media mainstream, dei tabloid, e assolutamente lontani da ogni tendenza (anzi, in assoluta controtendenza rispetto alle mode attuali), il loro album è rimasto ben 100 settimane nella top 30 delle classifiche di Billboard’s.

Il quotidiano USA Today ha cercato di analizzare il perché di un tale inaspettato successo, rivelando i punti di forza del gruppo che potrebbero essere: Il tour, la band è stata in tour per tutto il 2006 e il 2007, toccando ogni angolo d’america e del globo. La varietà delle loro canzoni, dal classic rock adulto di “Side of a bullet” al pop radiofonico di “Photograph”. Un suono intramontabile, il classico rock’n’roll sporco e sudato che non passerà mai di moda. Il talento, i Nickelback sono bravi e si sente.

Negli anni in cui si sperimentano nuove forme di business di cui sounds ha abbondantemente parlato, una rock band armata solo del suo talento e della voglia di “sbattersi” senza inseguire per forza le mode passeggere, riscuote un grande successo, per di più nel silenzio generale. Forse ci siamo sempre sbagliati a pensare che il business andasse cambiato; voi che dite, NIN, Radiohead, Madonna, stanno sbagliando tutto o i Nickelback hanno avuto solo una gran fortuna? Dopo il salto, ci vediamo il video di Photograph, magari riusciamo a capire il segreto del loro successo.

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