
Pare che alcune radio abbiano censurato la canzone di Luca Carboni “Cazzo che bello l’amore“.
Titolo ‘forte’ che sembra non essere stato gradito dalle emittenze radiofoniche. E quando Jovanotti ha saputo la notizia, ha lasciato un commento sul suo Twitter:
“Mi ha detto Luca Carboni che alcune radio censurano la sua “c…o che bello l’amore”. Forse la parola “amore” può offendere..”
Da lì, l’ironia del ‘cambio titolo’ alla canzone di Carboni: qualche nome conosciuto (come Fiorello e Nicola Savino) suggeriscono “Minchia che bello l’amore” e “Maial che bello l’amore”. Possibile che nel 2011 una parolaccia nel titolo possa ancora turbare ed essere motivo di censura? E, sopratutto, volete anche voi cambiare il titolo? Suggeritene qualcuno!
Via | Repubblica

Un po’ in ritardo rispetto ai colleghi stranieri, anche gli artisti italiani hanno iniziato da qualche tempo a sfruttare i social network per comunicare con i fan. Non solo attraverso il pluricitato Facebook, ma anche con Twitter: gli aggiornamenti in 140 caratteri hanno conquistato molti. Va detto che non tutti utilizzano proprio personalmente il relativo account. Qualcuno sembra proprio essere gestito da uno staff (o da un singolo) che si limita alle news scritte in prima persona.
Gli altri però comunicano spesso, collezionando followers. Panorama.it ha stilato la classifica dei 15 artisti italiani più seguiti su Twitter e il risultato in termini numerici merita una serie di considerazioni. Vediamo alcune posizioni. In coda - per modo di dire - c’è Max Pezzali con i suoi 6.341 followers. A metà strada troviamo Elisa con i suoi 35.796 followers che alterna le comunicazioni più standard di date e eventi a messaggi più personali come quello di addio a Amy Winehouse (”Amy,may you shine for ever. And rest in peace”.).
In vetta, alle prime tre posizioni Jovanotti (58.816 followers), da sempre attentissimo alle nuove tecnologie, Ligabue (con 96.491 followers) che posta spesso anche immagini dal suo profilo su Instagram e sul podio più alto Laura Pausini (anche lei alterna comunicazioni più telegrafiche a tweet personali) con ben 261.777 followers, merito di una strategia promozionale ampia, della conquista sempre più consolidata di nuovi mercati (in un anno ha raddoppiato i suoi contatti) e della sua voglia di interagire con i fan. A questo indirizzo trovate la classifica completa.
Justin Bieber ha colpito ancora. Tra i milioni di fan sparsi in tutto il mondo (Italia compresa), qualcuno ha fatto ‘coming out’: è Britney Spears.
La cantante, sul suo Twitter, ha scritto di aver appena comprato il dvd del film “Never say never“, interpretato dall’attore e campione di incassi in Usa. Ve la immaginate Britney? Sul divano, mentre si beve il frappuccino, con i figli, a fare la fan di Bieber.
Insomma, Britney è ufficialmente una Bieberina. Il prossimo passo sarà una collaborazione per una canzone? Ve l’immaginate?
Ho già i brividi…
George Michael, parteciperà alle nozze del principe William e di Kate Middleton in programma il prossimo 29 aprile in maniera particolare: regalando ai due sposi una canzone. Non si può stare certo con le mani in mano in occasione del matrimonio più chiacchierato del momento.
La canzone di nozze registrata per il grande evento è pronta. George non ci dice nulla sul brano ma nel corso della settimana ha commentato le sue intenzioni via Twitter. Oggi ci fa sapere che si potrà scaricare gratuitamente da domani notte via CNN.
Il download sarà sul sito della CNN e non sul sito web del cantante perché vuole dimostrare che é “un vero dono, non un promo”.
Dopo avere pensato a una dozzina di buone idee, George ha rivelato di aver deciso per una “bella canzone”. L’artista ha anche invitato i suoi fan e quelli della coppia a donare i soldi al royalweddingcharityfund, che il Principe e la sua futura sposa hanno creato per trasformare i doni di nozze in donazioni per chi ha più bisogno.
Quale sarà la canzone? Immagino sia soft pensando al genere di evento. L’unica cosa che sappiamo è che sarà una cover sentimentale. George ha rivelato che inizia con “You…”, è stata scritta “negli anni settanta da un genio” e che non fu mai un singolo. Può essere di chiunque…Vi viene in mente qualcuno?
Via | Gigwise

Ero così infastidita quando Britney si è rasata la testa. Avevo programmato di farlo la settimana prima così che la gente potesse fare un po’ di gossip sulla mia fragilità e sentirsi triste per la mia depressione e lei è arrivata e mi ha rubato l’idea. Cioè, tutti erano lì a dirmi: “Ehi, stai copiando l’esaurimento nervoso di Britney!”
Pesante ‘dissing‘ di Marina Lambrini Diamandis, più nota come Marina and the Diamonds all’indirizzo della (ex?) reginetta del pop Britney Spears la scorsa notte su Twitter. Una serie di ‘frecciatine’ per ironizzare su chi approfitta delle questioni personali per vendere più dischi. Sembrava uno sfogo di qualche minuto, invece Marina è andata avanti e, per fugare ogni dubbio ha chiarito:
Non sono ubriaca, sono solo stata bravissima a nascondere la mia follia per un anno intero. Sapete, avevo bisogno che la gente comprasse i miei dischi senza batter ciglio. Andare sul sicuro, non fare la pazza, non mettere un caxxo in copertina altrimenti la Tesco (i grandi magazzini inglesi NdR) non esporrà i tuoi dischi sugli scaffali…
Come se non bastasse, prima di dare la “buonanotte”, ha anche replicato ai fan della Spears che nel frattempo erano andati su tutte le furie: “Fan di Britney, non è un diss, è tutto vero. ci ho pensato cinque minuti e poi mi sono detta: sì, mi sacrificherò per lei!”. Attendiamo curiosi la risposta…

Strane news giungono dalla Orange County e, più precisamente, dalla pagina di Twitter degli Atreyu, poliedrico gruppo metalcore/alternative/screamo californiano.
A quanto pare i ragazzi sembrano intenzionati a prendersi una pausa piuttosto lunga…una pausa che non vuol dire necessariamente lo scioglimento della band quanto, piuttosto, una specie di “break” per mettere ordine nelle loro vite. Il “comunicato”, spezzettato perché pubblicato su Twitter, non lascia alcun dubbio in merito:
ATREYU is taking a long, long break after 11 years of rocking. We aren’t breaking up, but we aren’t writing recording or touring for a while — simply taking a break to recharge and focus on different parts of our lives…
E ancora:
Thanks to everyone who has supported us and given us a reason to exist over the past 11 years. We hope to see you again one day. Until next time. All of us have other projects we are excited about and urge you to check them out if you miss us too much.
Ma la domanda è: quanto tempo si prenderanno gli Atreyu? Saranno settimane, mesi o anni? Speriamo almeno che i ragazzi riescano a “ricaricarsi” per benino e a mettere un po’ d’ordine nelle loro vite…
Foto | Wikipedia
Via | Blabbermouth

Il rapporto fra artisti e social network è sempre molto interessante da investigare. Per capire non solo il grado di familiarità che band e cantanti hanno con Facebook e Twitter ma anche per vedere come i fan si relazionano ai propri beniamini.
La webzine americana Pitchfork ha stilato una lista sui migliori 40 artisti presenti e attivi sul social network della ristrettezza: Twitter. Il tutto è diventata una classifica che tiene conto non solo della presenza della pagina ma anche sulle risposte e la condivisione di multimedia.
La lista e lunga e vi rimando alle pagine di Pitchfork per la lettura completa. Vi lascio con quello che è segnalato come miglior tweet dell’artista in cima alla classifica
If baroque and mod had a car crash… what would that ambulance look like?
Quanti social network indirizzati ai musicisti regnano in Rete? Un’infinità. Sono però rimasta colpita da Headliner.fm, una piattaforma creata appositamente per aumentare la fama delle band e degli artisti iscritti, promuovendoli tra i fan di altri gruppi o artisti.
Le varie fasi del processo (la spiegazione la trovate qui) sono le seguenti: dopo esservi iscritti ricevete dei band bucks in base alla vostra presenza e ai vostri fan su Facebook, Twitter, MySpace, che potrete utilizzare per aumentare il numero di fan, poi scegliete le band da promuovere e usate i band-bucks in vostro possesso per inviare i messaggi promo.
Quando una band o un artista accetta di promuoverti, quest’ultima riceve a sua volta dei “band-bucks” per avere accettato. In questo modo aumenterete i vostri fan perchè ogni messaggio promozionale sarà diffuso tra innumerevoli persone. Vi segnalo un video, dopo il salto, che vi aiuterà a capirne il funzionamento.
Foto | freeloosedirt
Continua a leggere: Headliner.fm: il social network che aiuta i musicisti a diventare famosi in Rete
Può darsi che il nome di Wiz Khalifa non vi dica molto, non preoccupatevi siete ampiamente scusati. Wiz è infatti un’asto nascente in America mentre in Europa, figuriamoci in Italia, il suo nome è ancora tutto da scoprire. Dunque, ecco chi è Wiz Khalifa: un ragazzo di ventitre anni magrissimo, tatuatissimo ed estremamente talentuoso, nato e cresciuto a Pittsburgh.
Ah, dimenticavamo: fa rap. Ma scordatevi le pose machiste di 50 Cent etc.. Wiz sembra un ragazzo solare, così come solare e divertente è la sua musica, il suo rap che pesca dalle tradizioni più diverse. Per certi versi Wiz ci sembra un proseguimento del rap degli anni 90 (come nel caso del video che vi mostriamo, il suo ultimo uscito a fine maggio…con un beat che paga il proprio tributo alla golden age newyorkese 89-95).
Per altri invece è assolutamente attuale. In ogni caso, Wiz non è solo uno dei volti nuovi più interessanti della nuova musica afroamericana è anche una incredibile caso di riuscitissima autopromozione di se stessi in rete…
Continua a leggere: Volti nuovi: Wiz Khalifa, il rapper che spopola su twitter

M.I.A. continua a ‘vendicarsi’ per l’intervista a suo dire scorretta che ha pubblicato Lynn Hirschberg sul New York Times. Facciamo un passo indietro per capire cosa è successo. M.I.A. viene intervistata dalla Hirschberg. Le domane vertono sulla musica e le sue colleghe (l’ammirazione per Madonna, l’odio per Lady Gaga). Poi arriva la domanda sugli eccidi in Sri Lanka (la patria d’origine di M.I.A.)
A quel punto le due versioni divergono. La Hirschberg riporta le seguenti dichiarazioni:
Non volevo essere come Bono. Lui non è africano, io invece vengo da lì. Sono stanca delle pop star che dicono “Diamo una possibilità alla pace”. Io direi piuttosto, “Diamo alla guerra una possibilità”. Il senso della partecipazione ai Grammy voleva essere “Hey, 50.000 persone moriranno il prossimo mese e questa è la vostra opportunità per aiutarle”. E nessuno lo ha fatto.
Dichiarazioni piuttosto forti, tanto che M.I.A. ha protestato sul suo Twitter pubblicando un numero di cellulare e chiedendo di chiamare per discutere la questione. Sorpresa: il numero non era il suo, ma quello della giornalista, che si è ritrovata subissata di telefonate. Non è finita qui.