Il progetto (sponsorizzato da una nota casa automobilistica) si chiama “Re: Generation“. Lo scopo è - appunto - quello di mettere a confronto musicisti di generazioni diverse, delegando a cinque artisti contemporanei (DJ Premier, Pretty Lights, The Crystal Method, Mark Ronson e Skrillex) il compito di rielaborare altrettanti generi musicali del passato.
A Skrillex è toccato l’ardua impresa di cimentarsi con il rock psichedelico e, in particolare, con i membri ancora in attività dei Doors. Il brano in questione è “Breakin’ A Sweat”, che riprende “Light My Fire” con un risultato allo stesso tempo straniante ed efficace.
Del talento del giovane Sonny Moore vi abbiamo già parlato e ci ripetiamo anche in questa occasione: tenetelo sott’occhio. Dopo il salto trovate un altro eccellente episodio di “Re:Generation” con Mark Ronson, Erykah Badu, Mos Def e alcuni membri dei Dap Kings alle prese con il jazz-soul di “A La Modeliste”.
Per la nuova versione di “L.A. woman“, l’ultimo capitolo della discografia dei The Doors, bisognerà attendere ancora qualche giorno, visto che arriverà nei negozi il prossimo 24 gennaio. “L.A. Woman” – 40th Anniversary” verrà pubblicato in doppio CD, doppio LP e in formato digitale su iTunes: conterrà inediti e take alternative delle stesse tracce presenti sul disco originale.
Intanto, dopo avervi segnalato la breve anteprima dell’unico inedito (il primo da quarant’anni ad oggi), ieri è stata resa disponibile la versione integrale sulla sulla pagina Facebook della band (potete ascoltarla a inizio post). Un torrido blues catturato durante le session in studio. Insieme al doppio album, sarà pubblicato anche “Mr. Mojo Risin’: The Story of L.A. Woman”: un documentario con materiale raro girato durante i concerti e le registrazioni.
Ultimo disco registrato dai Doors prima della morte di Jim Morrison, “L.A. woman” chiarì una volta per tutte la passione smodata del leader della band per il blues. Registrato quasi interamente in presa diretta dopo aver assoldato il nuovo produttore Bruce Botnick, fu anche l’album che regalò ai Doors il record come prima rock’n roll band americana ad ottenere otto dischi d’oro e di platino consecutivi.
Proprio in occasione di una nuova versione di “L.A. Woman” prevista per il prossimo 23 gennaio 2012, arriva un inedito dagli archivi di Botnick, scovato ascoltando dei vecchi nastri. Si intitola “She Smells So Nice” e potete ascoltarne una breve anteprima nello streaming a inizio post. Nulla che faccia gridare al miracolo (è un classico standard blues), ma c’è - ovviamente - la voce di Morrison a fare la differenza.
Nell’attesa della riedizione di “L.A. Woman” i fan dei Doors potranno consolarsi con la raccolta “L.A. woman singles box”: un cofanetto in edizione
limitata contenente quattro singoli in vinile estratti dall’album che sarà nei negozi a partire dal 25 novembre.
Il 3 luglio 1971 moriva il frontman dei Doors, Jim Morrison, a soli 28 anni. Il gruppo poi si sciolse dopo due anni, nel 1973. Era nato nel 1965.
In 6 anni, vendettero un totale di circa 80 milioni di disci e ancora oggi vendono annualmente ancora un milione di copie di varie edizioni speciali e riedizioni. Jim Morrison veniva definito il poeta del sesso e della morte: si ispirava apertamente ai poeti maledetti. Fu ritrovato nella vasca da bagno di Rue de Beautrellis dove viveva con la compagna Pamela Courso.
Il re lucertola, questo un altro dei suoi soprannomi, morì in circostanze misteriose. Fu indicato come causa di morte l’arresto cardiaco ma alcuni testimoni dissero che l’uomo aveva provato l’eroina pochi giorni prima. E, come ogni leggenda e mito che si rispetti, c’è chi è convinto che sia ancora vivo dopo aver inscenato una finta morte…
Ad apertura post una canzone dei Doors tra le più famose (e ricantata anche qualche anno fa da Will Young), Light My Fire.
Via | RaiNews
Negli Stati Uniti è stato presentato nel 2009 al Sundance Film Festival, in Italia arriva in occasione del quarantesimo anniversario della morte di Jim Morrison. Parliamo di “When You’re Strange” il film-documentario di Tom DiCillo, fortemente promosso anche dagli altri componenti dei Doors, tanto che lo stesso Manzarek lo ha definito come l’ “anti-Oliver Stone” (il regista girò appunto “The Doors”, pellicola nella quale la band non si è mai rispecchiata).
Contiene 86 minuti di materiale (dal periodo 1965-1971, agli anni pre-Doors, fino agli outtakes di “Feast Of Friends” e “HWY”) montati dopo aver visionato 10 ore di girato e sarà distribuito in Italia in vari formati. Il lancio nelle sale cinematografiche in digitale è previsto per il 21 giugno. Poi sarà la volta della messa in onda su Studio Universal domenica 3 luglio alle 21 e 15 e infine “When You’re Strange” verrà pubblicato in home video il 6 luglio in una edizione speciale nella collana Feltrinelli Real Cinema (DVD + libro al prezzo di 14 euro e 90).
Ulteriore celebrazione del mito, arriva dalla scelta della voce narrante. Nella versione originale c’è Johnny Depp. Sostituito in italiano da Morgan. Va da sé che l’evento è assolutamente imperdibile, quale sia il formato che sceglierete. L’occasione per conoscere (o riscoprire) un personaggio controverso, icona del rock, poeta e frontman di un gruppo che ha saputo rendere inimitabile il sound di album entrati nella Storia della Musica. Una bella operazione che ci sentiamo di suggerirvi caldamente.
Giusto ieri gli amici del blog di Cinema.it hanno pubblicato una speciale playlist di film che trattano (ognuno da una particolare angolazione) di musica e/o musicisti. La cinquina proposta è ben assortita, si va dal biopic in odor di classica a pellicole sul glam e il rock’n'roll…fino ai gangsta rappers made in USA. Dategli un’occhiata se vi interessa, potrebbe essere lo spunto per una bella maratona cinematografica da spararsi in casa una di queste gelide sere d’inverno.
Approfitto dell’occasione per rimpolpare la lista con qualche altro titolo ‘a tema’, e vi invito fin d’ora a fare lo stesso nei commenti. Ecco altri 5 film musicali in ordine sparso che -a mio avviso- meritano d’esser visti almeno una volta:
Ray [Anno 2004, di Taylor Hackford]: ripercorre la vita di Mister Ray Charles, interpretato da un magistrale Jamie Foxx che non a caso ha vinto un Golden Globe e un premio Oscar grazie a quel ruolo.
Control [Anno 2007, di Anton Corbijn] : pellicola biografica su Ian Curtis, enigmatico cantante dei Joy Division.
Dreamgirls [Anno 2006, di Bill Condon] : l’ascesa delle Dreamettes (ispirate alle Supremes di Diana Ross) nell’olimpo black con Beyoncè e Jennifer Hudson.
Continua a leggere: Film Musicali, le proposte di Cinema.it. E le vostre?

Nel contest della scorsa settimana abbiamo messo a confronto due pezzi davvero diversi, di due icone della trasgressione: “Non sono una signora” di Loredana Berté alla fine ha battuto, in una sfida appassionata, “Back to black” di Amy Winehouse.
Questa settimana facciamo un salto nel passato e nel rock degli esordi, giocando con due veri classici tratti dai primi dischi delle rispettive band. La sfida è tra “Light my fire” dei The Doors, dal loro disco omonimo del 1967, e “My generation” degli The Who, dall’album del 1965 che porta il titolo della celebre canzone.
Di seguito due video d’epoca, per rivederli e aiutarvi nella scelta. Come sempre avete una settimana per votare: martedì prossimo i risultati e il nuovo contest. Ora tocca a voi.
Continua a leggere: Light my fire (Doors) VS My generation (Who)
Sul magazine Total Guitar è uscita una classifica sulle peggior cover mai sentite nella storia del rock. Quelle che invece di aggiungere qualcosa al pezzo originale gli vanno a dare una secca mazzata sui piedi (per non dire peggio).
La classifica è stata stilata da esperti del settore e vede 5 nominati che sicuramente meritavano di entrare in classifica. Regina del podio è Celine Dion con la cover di You Shook me all night long degli ACDC.
Dopo il continua trovate la classifica completa, il sondaggio che scopiazziamo da Total Guitar e l’esecuzione della povera (?) Celine Dion.
Il popolare sito della tv americana CNN lancia una propria classifica delle 10 migliori canzoni nei film. Più specificamente, i brani che, inseriti in una determinata scena, risultano perfetti per sottolineare quel momento, quelle immagini e quelle emozioni.
Come sempre accade, scelte di questo tipo sono decisamente soggettive (e in questo caso molto americano-centriche) ma sono anche uno spunto di gioco divertente. A scorrere l’elenco, i brani indicati riportano in effetti alla mente scene e sensazioni ben precise, facendo al tempo stesso riaffiorare molti altri momenti topici e film culto, qui ignorati.
Personalmente, per esempio, non avrei potuto non inserire Bjork quando in “Dancer in the dark” cammina sui binari del treno e canta “I’ve seen it all” (dove l’altra voce è quella di Thom Yorke). E così tante altre… Se vi va, lasciateci le vostre “escluse” nei commenti. Di seguito la classifica della CNN.
Continua a leggere: Le 10 migliori canzoni nei film, secondo CNN