Proprio la settimana scorsa vi abbiamo parlato di un possibile ritorno sulle scene dei Red Hot Chili Peppers dopo qualche anno di pausa, ma conoscendo i ritmi compositivi della band di Los Angeles c’è da immaginarsi che da oggi alla pubblicazione di un nuovo album passerà un bel po’ di tempo.
Per ingannare l’attesa vorrei dedicare ai Red Hot Chili Peppers e ai loro 25 anni di attività (in verità sono di più, ma il debutto uscì esattamente 25 anni fa, il 10 Agosto del 1984), questo post. “The Red Hot Chili Peppers” non era certo un album memorabile ma conteneva già le idee, seppur in forma immatura e mal prodotte da Andy Gill, che successivamente hanno fatto la fortuna della band.
Quando uscì “The Red Hot Chili Peppers”, la band proponeva musica completamente nuova: certo c’era già il post-punk influenzato dal funk dei Gang Of Four e compagnia, c’era già il funk psichedelico dei Funkadelic e c’era già il punk contaminato di Clash, Big Boys e Bad Brains, ma nessuno aveva ancora creato un trademark così forte, capace di amalgamare funk, rime vicine al rap, velocità e pazzia punk/HC e rock hendrixiano.
La questione delle vendite degli album è sempre stata piuttosto discussa e discutibile. Spesso le fonti utilizzate (ad esempio da Wikipedia) sono articoli o agenzie stampa in cui le copie distribuite ai negozi vengono spacciate per copie vendute (stesso concetto alla base dei dischi d’oro e di platino), giocando sul fatto che per le label le copie distribuite sono effettivamente “copie vendute”.
Non solo la distribuzione, ma spesso alle vendite degli album vengono aggiunte quelle dei singoli (download compresi) per rendere il dato finale più impressionante. Ci si ritrova quindi con dati completamente sballati e poco realistici. Esempio perfetto è quello dei 750 milioni di album venduti di Michael Jackson circolato in questi giorni, basta guardare quanti album ha pubblicato e fare la media per capire che è un dato totalmente improbabile. Questo è solo uno di centinaia di esempi.
Per fortuna ci viene in aiuto il sito web di MJDangerous che tramite dati reali provenienti da varie classifiche nazionali e stime attendibili è riuscito a realizzare una lista degli album più venduti al mondo di sempre, dove ovviamente “Thriller” di Michael Jackson guarda tutti dall’ alto in basso. All’ interno del sito è presente anche una classifica degli artisti che hanno venduto più album in carriera (esclusivamente album), categoria in cui i Beatles sembrano irraggiungibili. Dopo il salto vi proponiamo la top50 di entrambe le classifiche.
Continua a leggere: Gli album più venduti al mondo di sempre, Thriller domina.

Oggi è un giorno triste per la musica, il re del pop è morto.
Mezzo secolo di vita dedicato quasi completamente alla musica. Michael Jackson inizia la propria carriera a soli cinque anni nelle fila dei Jackson 5 insieme ai fratelli Jackie, Jermaine, Tito e Marlon. Ma è evidente fin da subito che il più talentuoso dei five, nonostante l’età, sia proprio Michael. “I Want You Back” e “ABC” i primi successi.
Negli anni ‘70 Michael, contemporaneamente all’attività con i Jackson 5, tenta una prima carriera solista con la Motown senza raggiungere il successo che si sarebbe aspettato. La musica cambia con “Off The Wall” (1979) e con l’aiuto di Quincy Jones. “Don’t Stop ‘til You Get Enough” e “Rock with You” sono le prime hit planetarie. Passano tre anni e arriva sul mercato l’album destinato a cambiare la storia del music business: “Thriller”
L’evento musicale di oggi 14 giugno 2009, come vi avevamo anticipato mesi fa, è sicuramente il ritorno live in Italia dei mitici Faith No More.
Ottima occasione quindi per ripercorrere insieme e brevemente, la storia della band californiana nata nel 1982. Il primo debutto su disco avviene nel 1985 con Chuck Mosely alla voce, l’album non convince ma mette in mostra fin da subito il crossover rock a 360° della band. Due anni dopo, pubblicano il più deciso “Introduce Yourself”, uscito in un periodo di grande fermento rap-rock, grazie ad un album come “Uplift Mofo Party Plan” dei Red Hot Chili Peppers, il grande successo di “Licensed to Ill” dei Beastie Boys e del famosissimo “duetto” fra Run DMC e Aerosmith in “Walk This Way”.
Nel 1988 si apre un nuovo capitolo: via Mosely e dentro Mike Patton (già con i seminali Mr. Bungle) e la band ci guadagna in tutti i sensi, sia dal lato qualitativo (arrivano i due capolavori “The Real Thing” e “Angel Dust”) che dal lato del successo (”Epic” spopolò nelle classifiche USA). Poi, prima dello scioglimento del 1998, la band realizza altri due buoni album: “King for a Day” e “Album of the Year”. Dopo il salto trovate una breve videografia con i migliori video dei Faith No More, per chi ancora non li conoscesse è un’ occasione per scoprire una delle band più influenti degli ultimi vent’anni.