L’Aura è una di quegli artisti che utilizza al meglio la rete e le opportunità che essa offre per comunicare coi propri fan in maniera diretta e costante. Il suo blog/sito ufficiale è divenuto una piccola ma vivacissima community in cui giorno dopo giorno appaiono novità, anticipazioni e aneddoti postati in prima persona dalla cantante, senza filtri ed intermediari.
Oggi è apparso in anteprima un link che rimanda al nuovissimo videoclip di “Basta!”, il pezzo recentemente proposto a Sanremo che non ha avuto grandissima fortuna all’Ariston ma funziona più che bene in radio. Potete trovarlo (per ora in esclusiva) sul portale MSN Video o cliccando qui.
Continua a leggere: In rete "Basta!", il video del brano sanremese di L'Aura
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Sergio Cammariere è al di sopra di qualsiasi linea di demarcazione del valore artistico. Vederlo dal vivo nel suo prossimo tour di cui vi segnaleremo le date, potrebbe essere un ottima occasione per conoscerlo nella sua naturale sede di espressione, il live a teatro.
Il successo del brano portato a Sanremo “L’amore non si spiega” è dimostrato dalla quota di download digitali della scorsa settimana. I concetti di commercialità di un prodotto e la percezione che alcuni discografici hanno del gusto del pubblico è davvero sbagliata.
Recentemente abbiamo parlato della raccolta con tre inediti “Cantautore piccolino” ed è stato ulteriormente dimostrato il successo con una decima posizione nella classifica italiana. Non ci resta che leggere le date, e godere (almeno una volta nella vita) di un sua magica esibizione.
Via | Okmusic
Continua a leggere: Cammariere: date tour 2008 e il grande successo

Per molti artisti Sanremo è l’occasione per lanciare sul mercato un “best of” e spesso queste raccolte puzzano di pura operazione commerciale (un po’ come quelle natalizie). Non sempre è così, ci sono almeno tre casi, tre dischi, su cui credo valga la pena soffermarci.
Mi riferisco a “Cantautore piccolino” di Sergio Cammariere, “L’officina del fantastico” di Mario Venuti e l’omonimo cd di L’Aura. Tre cantanti che hanno confermato, anche al Festival, il loro talento. Tre dischi che non si limitano a riassumere le carriere fin qui percorse ma presentano alcuni inediti interessanti (al fondo le tracklist dettagliate).
Particolare soprattutto la scelta di L’Aura di condensare il meglio dei suoi 2 soli dischi fin qui pubblicati, integrandoli con diverse chicche, figlie anche delle sue recenti, variegate esperienze live.
Continua a leggere: Le raccolte di Cammariere, Venuti e L’Aura
Dopo aver sviscerato il nuovo lavoro di Frankie Hi-Nrg, ecco il video di “Rivoluzione”, il brano presentato a Sanremo. Primo singolo dell’album “DePrimoMaggio” che, a differenza di qualche collega che come lui ha calcato il palco dell’Ariston, non riesce a raggiungere le vette delle classifiche.
Vedremo se il video riuscirà a dare una spinta in più. Il pezzo, aperto dall’”Introduzione” dell’album “Storia di un impiegato” di Fabrizio De Andrè, in questa versione originale vede alla tromba il grande Roy Paci e uno special guest sul finale di Enrico Ruggeri, entrambi coinvolti nel video e abbigliati in perfetto stile messicano.
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Continua a leggere: Gli album più venduti in Italia (1a sett. Marzo 2008)
Tra i giovani in gara al Festival di Sanremo 2008, i La Scelta sono stati una delle scoperte più interessanti. Sono arrivati secondi nella classifica ufficiale con il brano “Il nostro tempo”, una canzone che colpisce per le incessanti percussioni africane e che ha dato il titolo al loro album d’esordio.
Un disco ricchissimo delle più svariate influenze dove la sezione ritmica la fa da padrona. Difficile quindi rinchiuderli in un genere preciso, si va dal rock alla canzone d’autore, con molti riferimenti etnici. Un progetto, un viaggio dal grande respiro con qualche momento di intensa intimità.
Nei testi si sentono richiami ai tanti colori del mondo “tutti uniti in una sola grande danza” e alla società in cui viviamo, piena di contraddizioni e allo stesso tempo capace di sorprenderti magari con segnali inaspettati. Con uno sguardo spesso critico e, allo stesso tempo, con un senso di positività che traspare in molte tracce.
Due giorni fa Andrea Scanzi su La Stampa ha scritto un articolo che sta facendo discutere parecchio (citato persino anche da Maria De Filippi ad Amici). In sintesi, la domanda che viene fuori è: com’è possibile che molti cantanti siano stonati o, comunque, non abbiano una bella voce?
Il tema è tornato alla ribalta dopo l’ultimo Festival di Sanremo dove la prima serata (ma non solo la prima) stonarono quasi tutti. Forse c’era un problema tecnico? Forse la legittima emozione di trovarsi, magari per la prima e unica volta, davanti a milioni di persone? Per qualcuno è proprio fisiologico: uno su tutti lo stralunato Tricarico.
Ma fosse solo per i cantanti di Sanremo… Scanzi ricorda - e come dargli torto? - la “zeppa” di Jovanotti e persino il “diapason incastrato nella trachea” di Carmen Consoli. Potremmo aggiungere il (da) sempre un po’ fuori-tono De Gregori o lo sgraziato Francesco Bianconi dei Baustelle (l’elenco sarebbe lungo): tutti bravi - non si discute - ma non certo per le doti vocali!

Dopo l’intervista pubblicata ieri ai Melody Fall, oggi parliamo con un altro protagonista di Sanremo, Daniele Battaglia. Parleremo ovviamente del Festival e dei Sonohra, di un simpatico aneddoto con Lenny Kravitz e del pezzo portato a da Daniele, “Voce nel vento”, di cui vi mostriamo a seguire il video. A voi l’intervista. Grazie a Daniele per la disponibilità.
Non sei rimasto molto contento di com’è andata a Sanremo, vero? Lo dico in relazione a un tuo lungo post sul Myspace dove hai mostrato parecchia delusione per la tua esibizione.
Ovviamente non sono soddisfatto della mia performance, il mio obiettivo non era di andare in finale ma quello di dimostrare di saper cantare bene, ma non avendo interpretato al meglio la canzone ho dato adito a delle giuste critiche.
Tocchiamo un altro punto di quel post: hai citato la questione del cognome e delle aspettative che esso generava. Tuo padre che feedback ti ha dato dopo l’esibizione?
Ciò che mi ha detto prima di esibirmi e stato ciò che mi ha detto dopo l’esibizione, cioè che devo essere perfetto in ogni occasione perchè questo è ciò che si aspetta la gente e che devo dimostrare il doppio rispetto agli altri.
Dell’esordio di questa ragazza dal grande talento vi avevamo già detto qualcosa. Maria Pierantoni Giua, in arte semplicemente Giua, dopo aver vinto quasi tutti i premi possibili e ottenuto tanti riconoscimenti - l’ultimo poche ore fa - ha partecipato a Sanremo e ha appena ripubblicato il suo omonimo primo disco, con ben 4 pezzi in più.
E’ giunto dunque il momento di dedicarle la giusta attenzione. Appassionata di musica d’autore, italiana e brasiliana in primis, suona da anni anche se anagraficamente è giovanissima. Si esibisce dal vivo (la sua dimensione ideale) in tanti festival e ogni volta che sale sul palco, specie da sola con la sua chitarra, incanta il pubblico.
Arriva così ad essere notata da Beppe Quirici (produttore dei migliori dischi di Fossati e Gaber) che la prende sotto la sua ala esperta e le produce questo disco raffinato. Grazie anche alla presenza di alcuni dei più grandi musicisti in circolazione, da Elio Rivagli (batteria) a Stefano Melone (tastiere), da Marco Fadda (percussioni) a Martina Marchiori (violoncello).