5 album di studio, una manciata di raccolte per i mercati nazionali ed esteri; una lunga lista di hits arrivate in vetta alle classifiche di vendita, ugola e penna più e più volte al servizio di cinema, teatro, televisione. Autrice ed interprete di spessore indiscutibile, ha saputo conquistarsi in 12 anni di carriera una cerchia ristretta di aficionados prima e la grande platea nazional-popolare poi (Sanremo 2001 lo spartiacque).
Con un tale bagaglio al seguito Elisa rilancia con Heart, nuovo disco in vendita da venerdì 13 (Superstizione? No grazie!) su etichetta Sugar. Sono 14 le tracce che danno il via al nuovo capitolo dell’avventura. La ragazzina partita del profondo nord-est del Paese, tanto energica e disinvolta sopra un palco quanto schiva e riservata appena lontana da esso, di strada ne ha fatta parecchia. Torna oggi, 32enne, e appare donna consapevole oltre che artista matura e prolifica.
L’ album in diversi tratti suona più duro di quanto ci si aspettasse da una neo-mamma approdata alla soporifera convenzionale melodia italiana dopo i folgoranti esordi dal respiro internazionale. Segna in qualche maniera un ritorno (vivaddio) al passato….e fa centro pieno, di nuovo. A seguire la recensione di Heart firmata SoundsBlog con commenti e voti per singola traccia.
Abbiamo atteso a lungo il ritorno (e se possibile la riscossa) di Robbie Williams, eccolo finalmente arrivato. La superstar britannica che ha cavalcato da protagonista l’onda lunga delle boybands anni ‘90 e che all’apice se n’è affrancato, per trovare la sua vera anima e costruirsi una credibilità. L’artista che ha sfornato alcune delle canzoni-manifesto del pop contemporaneo, che quasi è riuscito a distruggersi vita e carriera con eccessi degni di una rockstar maledetta; colui che, oramai consacrato, ha osato troppo…e ha floppato, dovendo ingoiare un boccone amaro e ridimensionare le proprie velleità.
Ha imparato la lezione, Robbie. E a distanza di 3 anni dallo ’sciagurato’ (commercialmente parlando) Rudebox ha dato alle stampe Reality Killed the Video Star, disco che prova a rinverdire i fasti tornando al pop raffinato del periodo d’oro.
Ad aiutarlo nella risalita c’è Trevor Horn, mente dei Buggles ed artefice dei successi (tra i tanti) di Pet Shop Boys e Seal. Il suo tocco è riconoscibilissimo in alcune delle 13 tracce che compongono l’album, pubblicato venerdì in Italia e oggi nella natìa Inghilterra su etichetta Virgin/EMI. A seguire la recensione di SoundsBlog.
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