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NME awards 2010: le nomination

pubblicato da intweetion in: Indie Rock Concerti & Festival Hip hop Dance Indie Pop Indie Rock Eventi Lady Gaga Muse Oasis Arctic Monkeys Kings of Leon Susan Boyle Vampire Weekend

NMEawards2010

Ormai sono noti con l’indicativo nome di “Shockwaves NME Awards” (shockwave significa “onda d’urto”), proprio per chiarire la forza e l’impatto delle nuove band scoperte da quella che è, probabilmente, la più prestigiosa rivista musicale britannica.

Il New Musical Express è da anni il ‘termometro’ e la guida delle nuove tendenze: idolatra gruppi rendendoli famosi nell’arco di una recensione e li getta nel dimenticatoio altrettanto velocemente. Nel bene e nel male, quello che hanno sempre fatto molte riviste musicali e che oggi è abitudine diffusa su tutti i mezzi di comunicazione.

Anche in virtù di questo prestigio, le nomination degli NME Awards sono indicativi e illuminanti per fare il punto della situazione. Proprio nell’anno di un fenomeno come la Boyle, la redazione ha praticamente quasi ‘bocciato’ le figure femminili. Tanto che gli Arctic Monkeys sono presenti in ben sei categorie, i Kasabian in cinque, i Muse in quattro e gli Oasis -nonostante il gruppo si sia sciolto- in tre.

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These New Puritans: con "Hidden" si nascondono dietro ai beat

pubblicato da zago in: Novità discografiche Elettronica Indie Rock Schede Album

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Presentazione: “Hidden” è il secondo disco degli inglesi These New Puritans.

Giudizio complessivo: Gli Horrors insegnano, la nuova tendenza è proporre un secondo album più coraggioso e più sperimentale rispetto al debutto. A guadagnarci siamo sia noi ascoltatori sia le stesse band che aumentano la propria credibilità. I These New Puritans arrivano da un debutto (”Beat Pyramid”, 2008) interessante ma molto acerbo, che non andava molto oltre ad alcuni singoli decisamente azzeccati. Ora si proiettano nel nuovo decennio carichi come non mai e vogliosi di fare le cose in grande. “Hidden” infatti porta la band ad un gradino successivo, la produzione è molto curata e nonostante i punti in comune con “Beat Pyramid” non siano pochi (dopo tutto è il loro sound…solo loro aggiungerei) si ha l’impressione di stare ascoltando qualcosa di nuovo. In linea generale l’album è abbastanza monocorde e tende a ripetere gli stessi stilemi canzone dopo canzone (come il beat di batteria ad aprire le danze). Per farvi capire in che cosa ci si immerge ascoltando questo disco, immaginatevi beat elettronici, suoni tribali, effetti electro/wave e linee vocali vicine all’hip hop piene di ripetizioni (che le fanno somigliare a dei veri e propri slogan), alternate a cori spettrali. Interessante anche “Hologram”, che si differenzia dal mood generale dell’album. Si macina di tutto (nel singolo c’è pure qualcosa di dancehall) in una forma completamente nuova che può non piacere, lasciare interdetti o annoiare ma questo non toglie nulla ad un album più che riuscito.

Lista tracce - Voto:

Time Xone - s.v.
We Want War - 8
Three Thousand - 7
Hologram - 8
Attack Music - 7
Fire-Power - 7

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Carmen Consoli: esce la biografia "Fedele A Se Stessa"

pubblicato da intweetion in: Video Rock Pop Libri Italians Do It Better Carmen Consoli

CarmenConsoli

Se fate una veloce ricerca su Google, una delle frasi più ricorrenti che troverete nelle varie recensioni di Elettra, il nuovo album di Carmen Consoli sarà: “è rimasta fedele a se stessa”. Ennesima testimonianza del fatto che la cantautrice catanese, sa come progredire nella sua carriera senza dimenticare lo stile personalissimo che è riuscita a imporre.

Proprio “Fedele a se stessa” è il titolo di un libro in uscita: un lavoro a quattro mani tra Elena Raugei (scrittrice e collaboratrice del Mucchio Selvaggio) e la Cantantessa, nel tentativo di tracciare una biografia attraverso la musica, l’immaginario dei suoi testi, le radici del background culturale, sempre molto presenti in ogni suo disco.

Un volume di 212 pagine, edito da Arcana e arricchito da un valido inserto fotografico che nessun fan della Consoli può lasciarsi sfuggire, ma utile anche a chi vuole conoscere meglio la storia di una cantautrice tra le migliori nella storia musicale degli ultimi quindici anni del nostro paese.
Dopo il salto, una divertente intervista doppia de Le Iene insieme a Samuele Bersani.

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Carmen Consoli conquista (ancora) gli States

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CarmenConsoli

E’ appena uscito Mandaci Una Cartolina, il nuovo singolo tratto dal suo recente Elettra e Carmen Consoli non ha perso un attimo per dare il via alla sua tournée. Con il progetto “Anello Mancante” si esibirà ’stasera al City Winery di New York negli Stati Uniti in occasione dell’APAP, un festival dedicato ai più importati promoter musicali.

Domani, 9 gennaio, sarà invece sul palco del Winter Jazz Festival, sempre a New York. Dopodomani invece, al “Black Cat” di Washington (DC). Tutte le date sono sold-out, un successo aiutato anche dal giudizio molto più che positivo espresso per la seconda volta dal New York Times.

L’autorevole (e diffusissimo) giornale aveva già descritto la Consoli come “una magnifica combinazione tra una rocker e un’intellettuale”. ‘Stavolta si è lanciato in un complimento ancora più aperto: “Ha una voce bellissima e canzoni appassionate che non hanno bisogno di traduzione”.

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Carmen Consoli: "Mandaci una cartolina" è il nuovo singolo da "Elettra"

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È dedicata a mio padre. È stato l’ultimo brano che ho scritto. L’ho scritto in quattro ore. Non avevo intenzione di scrivere una canzone su mia padre, perché né a me né alla mia famiglia piace questo autocompiacimento del dolore. È vero quando dico che la musica è stata la mia medicina, ancora di più ora. Ha trasformato il veleno in medicina. La musica mi ha salvata. Ha compiuto il miracolo di trasformare il dolore in gioia.

Basterebbero queste poche frasi (tratte da un’intervista) per descrivere “Mandaci una cartolina”, il nuovo -ottimo- singolo tratto da Elettra, l’ultimo album di Carmen Consoli. Una canzone dai toni forti e intimi insieme, in cui si percepisce una rinnovata attenzione ai testi e alla volontà di raccontare le difficoltà in prima persona: capacità che prima aveva preso più spesso la strada delle storie ‘in prestito’ (come in In bianco e nero).

È un regalo che ho ricevuto da mio padre -continua Carmen- che mi ha insegnato la musica. Mio padre sosteneva che le cose dovessero durare. Aveva questo concetto della vita e della morte “che sarà una grande sorpresa”. Lui scherzava molto, ci diceva “quando muoio vi mando una cartolina. Mio padre aveva quest’idea: quando la vita finisce sei come cullato in questo tramonto. Infatti il pezzo va dal tramonto all’alba.

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Leona Lewis: "Echo", la recensione

pubblicato da tommyromi in: Novità discografiche Pop Recensioni Leona Lewis Justin Timberlake Oasis

Una delle scommesse più riuscite in ambito di “talent show” è di sicuro Leona Lewis. Col suo album di debutto è stata in grado di sorprendere tutti riuscendo a raggiungere ottimi risultati… e i numeri parlano chiaro.

Bleeding Love“, il singolo che l’ha fatta conoscere al mondo intero, è diventato uno di quei brani che canteremo per i prossimi 100 anni (se non di più): come si dice in questi casi, la bella e brava cantante ha piazzato nelle “orecchie” di tutti noi uno di quegli “evergreen” che non scorderemo mai. E ad aiutarla in questo percorso da esordiente è stato quel furbacchione di Ryan Tedder che di belle canzoni ne ha confezionate tantissime.

Ecco quindi che il motto “squadra che vince non si cambia” si fa strada per la realizzazione del secondo album, quello più difficile nella carriera di un artista, quello della prova del nove, quello che ci permetterà di capire se il cantante in questione sarà destinato a rimanere sulla cresta dell’onda per molto tempo oppure se si spegnerà come un fuoco di paglia. A seguire la recensione di “Echo”, disco che consta di 13 brani che si rifanno al pop/pop’n'b “modaiolo”.

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Elisa : "Heart", la recensione

pubblicato da Madkid in: Novità discografiche Rock Pop Italians Do It Better Recensioni Elisa

5 album di studio, una manciata di raccolte per i mercati nazionali ed esteri; una lunga lista di hits arrivate in vetta alle classifiche di vendita, ugola e penna più e più volte al servizio di cinema, teatro, televisione. Autrice ed interprete di spessore indiscutibile, ha saputo conquistarsi in 12 anni di carriera una cerchia ristretta di aficionados prima e la grande platea nazional-popolare poi (Sanremo 2001 lo spartiacque).

Con un tale bagaglio al seguito Elisa rilancia con Heart, nuovo disco in vendita da venerdì 13 (Superstizione? No grazie!) su etichetta Sugar. Sono 14 le tracce che danno il via al nuovo capitolo dell’avventura. La ragazzina partita del profondo nord-est del Paese, tanto energica e disinvolta sopra un palco quanto schiva e riservata appena lontana da esso, di strada ne ha fatta parecchia. Torna oggi, 32enne, e appare donna consapevole oltre che artista matura e prolifica.

L’ album in diversi tratti suona più duro di quanto ci si aspettasse da una neo-mamma approdata alla soporifera convenzionale melodia italiana dopo i folgoranti esordi dal respiro internazionale. Segna in qualche maniera un ritorno (vivaddio) al passato….e fa centro pieno, di nuovo. A seguire la recensione di Heart firmata SoundsBlog con commenti e voti per singola traccia.

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Bon Jovi: In "The Circle" sono sempre loro... purtroppo

pubblicato da zago in: Novità discografiche Rock Pop Schede Album Bon Jovi

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Presentazione: “The Circle” è l’ undicesimo disco dei Bon Jovi, uscito a due anni di distanza da “Lost Highway”.

Giudizio complessiovo: Certo, si può dire che siano veramente pochi i gruppi che dopo tanti anni di carriera continuano a proporre cose interessanti, ma va detto che i Bon Jovi sono almeno almeno quindici anni che vanno avanti “di mestiere” senza avere più nulla da dare e da dire. “The Circle” ne è la riconferma nella sua natura di disco inutile, trascurabile che nulla aggiunge alla discografia del gruppo e che anzi, rischia di togliere, allungando la lista (già lunga) di prove incolori della band americana. Almeno hanno messo da parte il country-rock dell’ultimo “Lost Highway” (sì, per i Bon Jovi la sperimentazione massima è rappresentata da queste cose) e sono tornati a fare quello che han sempre fatto, ovvero alternare brani di rock melodico a ballate semi-acustiche, con auto-riferimenti sempre più presenti (oltre alla ormai famosa “Born To Be My Baby/We Weren’t Born To Follow“, cosa vi ricorda l’intro di “Work For The Working Man”?). I fan apprezzeranno? Molto probabile, dopo tutto è questo che vogliono e i Bon Jovi lo sanno (e lo sanno fare) perfettamente.

Lista tracce - Voto:

We Weren’t Born to Follow - 6
When We Were Beautiful - 6
Work for the Working Man - 5
Superman Tonight - 6 (Miglior Traccia)
Bullet - 4 (Peggior Traccia)
Thorn in My Side - 6

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Robbie Williams : "Reality Killed the Video Star", la recensione

pubblicato da Madkid in: Novità discografiche Pop Recensioni Robbie Williams

Abbiamo atteso a lungo il ritorno (e se possibile la riscossa) di Robbie Williams, eccolo finalmente arrivato. La superstar britannica che ha cavalcato da protagonista l’onda lunga delle boybands anni ‘90 e che all’apice se n’è affrancato, per trovare la sua vera anima e costruirsi una credibilità. L’artista che ha sfornato alcune delle canzoni-manifesto del pop contemporaneo, che quasi è riuscito a distruggersi vita e carriera con eccessi degni di una rockstar maledetta; colui che, oramai consacrato, ha osato troppo…e ha floppato, dovendo ingoiare un boccone amaro e ridimensionare le proprie velleità.

Ha imparato la lezione, Robbie. E a distanza di 3 anni dallo ’sciagurato’ (commercialmente parlando) Rudebox ha dato alle stampe Reality Killed the Video Star, disco che prova a rinverdire i fasti tornando al pop raffinato del periodo d’oro.

Ad aiutarlo nella risalita c’è Trevor Horn, mente dei Buggles ed artefice dei successi (tra i tanti) di Pet Shop Boys e Seal. Il suo tocco è riconoscibilissimo in alcune delle 13 tracce che compongono l’album, pubblicato venerdì in Italia e oggi nella natìa Inghilterra su etichetta Virgin/EMI. A seguire la recensione di SoundsBlog.

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Weezer: con "Raditude" li abbiamo persi definitivamente

pubblicato da zago in: Novità discografiche Rock Pop Schede Album

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Presentazione: Con “Raditude” i Weezer arrivano al settimo album in studio ad un solo anno di distanza dal “Red Album”.

Giudizio complessivo: Che dire dei Weezer, negli anni ‘90 hanno fatto grandi cose, ovvero due album (”Weezer/Blue Album” e “Pinkerton”) che hanno (ri)definito il concetto stesso del power-pop e hanno influenzato evoluzioni future del punk-pop. Poi un lento declino fino al “Red Album” dell’anno scorso che almeno conteneva un gioiellino a nome di “The Greatest Man That Ever Lived“. Oggi siamo nuovamente qui a parlare di loro dopo solo un anno dall’ultima uscita discografica. Troppo poco evidentemente, perchè all’interno di “Raditude” c’è veramente poco (oserei dire nulla) di degno di nota ed è evidente una forte mancanza di idee. Cosa sono oggi i Weezer? Il solito gruppo che dopo anni di carriera cerca di tirare avanti la baracca realizzando album mediocri solo per andare in concerto e far quadrare i conti. Si segnala la collaborazione con i “figliastri” All-American Rejects in “Put Me Back Together” e quella ancora più evitabile con Lil Wayne in “Can’t Stop Partying”. Ok, non è brutto e non è traumatico (dato che sono anni che i Weezer deludono) come l’ultimo di Cornell, ma con “Raditude” abbiamo perso definitivamente anche i Weezer.

Lista tracce - Voto:

(If You’re Wondering If I Want You To) I Want You To - 6
I’m Your Daddy - 6 (Miglior Traccia)
The Girl Got Hot - 5
Can’t Stop Partying - 4 (Peggior Traccia)
Put Me Back Together - 6

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