Un mondo di cartone e cartoni quello che possiamo vedere nel nuovo video di Raphael Gualazzi girato per il nuovo singolo “Love Goes Down Slow”. Qui in alto il contributo per vederlo.
Il cantante si ridà all’inglese: dopo la parentesi di successo sanremese (senza dimenticare l’Eurofestival) ed un’estate passata tra concerti andati molto bene, il cantante ritorna nel suo habitat naturale, quello caratterizzato dalla lingua straniera e dal jazz scanzonato.
La canzone, non particolarmente appetibile, fonda la sua particolarità sulle stonature intenzionali di Raphael, stonature che non risultano essere fastidiose e che si incastrano bene nell’atmosfera del brano. Che ne pensate voi?
A differenza degli altri anni, sembra che in quest’estate non avremo solo musica trash. L’ennesima dimostrazione di quanto detto è data dal nuovo singolo di Raphael Gualazzi, artista emergente classificatosi primo all’ultima edizione di Sanremo Giovani e secondo a quello che tutti conosciamo come Eurofestival.
La canzone prende il nome di “Calda estate (dove sei)” e ve la facciamo ascoltare qui in alto con un contributo audio. Il solito swing, qualche incursione vocale molto simile ai vecchi cantautori italiani e tanta spensieratezza (le note danno questa impressione). Dopo il salto troverete la serie di concerti che il cantante terrà non solo in Italia.
Insomma: molte canzoni in questa summer 2011 si candidano a diventare hit e per fortuna molte di queste non sono trash. Voi quale preferite?
Esce domani in radio il nuovo singolo di Raphael Gualazzi, Calda estate (dove sei).
Trionfatore a Sanremo 2011 e classificatosi secondo all’Eurovision Song Contest, il cantautore italiano si immerge nello swing, con questo brano che volutamente gioca con il gusto retrò della musica. Voce, pianoforte e atmosfere passate, per un brano che si distingue dalla musica moderna invasa dall’elettronica.
Tratto dal suo album ‘Reality and Fantasy’, potrà trovare un suo posto al sole tra i successi estivi del 2011 nel gusto di noi italiani?
L’Azerbaigian vince l’Eurovision Song Contest 2011 con Running scared di Ell & Nikki. Raphael Gualazzi, a sorpresa rispetto alle previsioni iniziali, raggiunge il secondo posto della classifica.
Un risultato assolutamente positivo per il nostro Paese, lontano ben 13 anni dalla gara europea. Verso la fine del programma, come mostrato dal Live di TvBlog, Gualazzi era quasi certo al terzo posto, ma proprio negli ultimi secondi ha ottenuto punti importanti per arrivare direttamente alla medaglia d’argento.
Entusiasmo per una canzone giudicata troppo “difficile” per un festival così commerciale ma che è riuscita a battere anche l’Inghilterra, data per favorita per il grande richiamo dei Blue. Invece, la scelta di Gualazzi è stata coraggiosa ma ha premiato. Dopo il salto potete ascoltare la canzone vincitrice delll’Eurovision Song Contest 2011:
Questa sera, su Rai Due, potrete assistere alla serata finale dell’Eurovision Song Contest 2011, condotto da Raffaella Carrà per la serata finale. Vi ricordo che potete seguire il live dai cugini di TvBlog.
Se l’Inghilterra ha recuperato l’artiglieria ‘pesante’ con i Blue, l’Italia ha scelto come rappresentante per il suo paese Raphael Gualazzi. Si era presentato a Sanremo di quest’anno con la sua “Follia d’amore” vincendo numerosi premi: la categoria Giovani, il Premio della Critica “Mia Martini, il premio della Sala Stampa Radio e Tv e il Premio Assomusica per la migliore esibizione live tra gli artisti in gara nella sezione ‘Giovani. Insomma, un bel bottino.
Talmente ricco da decidere di mandare subito Gualazzi come portavoce dell’Italia per l’Eurovision Song Contest. Mancavamo da ben 13 anni. I timori però sono elevati: Raphael avrà lo stesso carisma sufficiente per convincere il televoto e la giuria? La sua canzone sarà all’altezza? Non era più adatto scegliere un cantante più “personaggio”? Molti speravano Marco Mengoni, reduce da X factor 3 e adatto al clima europeo con il suo fare da cantante estroverso. Ma così non è andata. Quindi vi chiediamo: come vedere la scelta di Gualazzi per rappresentare l’Italia? Buona mossa, coraggiosa o semplicemente un’occasione persa per rientrare in gara e magari vincere?

Come sapete in questo 2011 l’Eurovision Song Contestha tra le nazioni protagoniste anche l’Italia rappresentata dal talentuoso Raphael Gualazzi, strepitoso jazzista che ha vinto l’ultima edizione di Sanremo nella categoria “Nuove Proposte”. Proprio per questo mai come quest’anno dobbiamo tenere focalizzata l’attenzione sulla gara (che andrà in onda anche sulle nostre reti televisive): dobbiamo esaminare ben bene con chi andiamo a scontrarci.
Pop, dance, un pò di elettronica e tanta spensieratezza hanno caratterizzato la semifinale che si è tenuta ieri sera, nulla di qualitativamente aulico se prendiamo in considerazione il nostro rappresentante. Tale circostanza potrebbe farci vedere di buon occhio dinanzi alla giuria: al tempo stesso però bisogna considerare il rovescio della medaglia e mettere in conto che in una gara del genere a vincere sono sempre le canzonette più superficiali e prive di spessore. In tal caso io punterei su Eric Saade (lo potete vedere nella foto qui in alto riportata), artista svedese (lo seguo da un pò) che con la sua “Popular” porta on stage il pop fresco, spensierato e senza troppe pretese: il personaggio funziona bene sul palco visto che riesce a gestire la scena egregiamente ballando e cantando dal vivo contemporaneamente (senza incappare nell’ostacolo “fiatone”).
Le esibizioni in generale sono sembrate buone, piene di scenografie mozzafiato ed alquanto spettacolari. Vi ricordiamo che la finale avrà luogo questo sabato. Noi non mancheremo di seguirla. A seguire alcune performance della serata.
Continua a leggere: Eurovision Song Contest 2011: le performance della semifinale

All’Eurosong 2011, meglio conosciuto come Eurofestival, l”Italia, dopo anni di oblio, ritorna a gareggiare rappresentata dall’esordiente Raphael Gualazzi, il vincitore della sezione “Giovani” della 61esima edizione del Festival di Sanremo (anno 2011).
Una decisione che dovrebbe mettere d’accordo un pò tutti, pubblico, stampa, radio e critici: il 14 maggio su Raidue potremo seguire il talentuoso jazzista alla prese col suo pianoforte e col suo falsetto urlato.
Abbandonata l’idea di portare sul palco del festival europeo la bella e brava Nathalie Giannitrapani, si punta su un personaggio che farà apprezzare la musica del nostro bel paese grazie al suo piglio artistico di qualità. Non potevamo avere rappresentante migliore. L’unico dubbio sulla sua possibilità di vittoria viene vedendo i vincitori delle ultime edizioni, artisti molto “pop”eggianti e commerciali, caratteristiche che forse potrebbero cozzare col nostro Raphael.
Continua a leggere: Raphael Gualazzi parteciperà all'Eurosong 2011

Con una proclamazione della vittoria poco emozionante, vincono la 61esima edizione di Sanremo Giovani il jazzista Raphael Gualazzi e la canzone “Follia D’Amore”. Per l’artista esordiente anche il premio della critica Mia Martini.
Vittoria meritatissima per un giovane cantante che porta sul palco dell’Ariston tanta qualità e la possibilità di far avvicinare i giovani ad un genere musicale che viene considerato meno popolare e più di nicchia.
Le sue intenzioni musicali, nonchè vocali, sono magistralmente implementate: i falsetti urlati nei finali sono le parti più particolari di un brano che quasi sicuramente (lo speriamo) si farà sentire nei prossimi giorni. Complimenti a Raphael!
Continua a leggere: Sanremo Giovani 2011: vince Raphael Gualazzi con "Follia D'Amore"

Lo ricorderete per la sua versione di “Don’t stop” dei Fleetwood Mac, scelta come colonna sonora dello spot Eni. E’ da lì che ha iniziato la sua affermazione tra il grande pubblico, anche grazie all’incontro con Caterina Caselli che gli ha proposto un contratto discografico con la Sugar Music, con cui ha pubblicato un omonimo ep digitale nel 2010. Parlo di Raphael Gualazzi, musicista trentenne di Urbino che si appresta a partecipare al Festival di Sanremo, nella categoria Giovani, con la canzone “Follia d’amore” scritta prodotta e arrangiata dallo stesso Gualazzi, contenuta nel nuovo album “Reality and Fantasy” in uscita il 16 febbraio.
Cantante e compositore raffinato, nelle sue canzoni esprime stili molto distanti fra loro, che trovano un punto di incontro nella maniera particolare con cui riesce a mescolare rag-time, jazz, swing con la musica moderna, dal funk, al soul , al r’n’b’. Lo abbiamo raggiunto per fargli qualche domanda sulla sua formazione, su Sanremo e i prossimi progetti. E’ apparso un musicista colto, impegnato, concentrato unicamente nel suo lavoro di cantante e compositore, molto lontano dai giochi e dalla competizione del Festival. D’altra parte per emergere quel che conta è l’impegno e lo spirito di sacrificio. E lui sembra esserne a conoscenza.
Ciao. Nel 2005 hai pubblicato il primo album “Love Outside the Windows” con cui è iniziata la tua ascesa. Forse la tua vita è cambiata grazie all’incontro con Caterina Caselli. Quanto è cambiata la tua carriera dopo quel giorno?
Certo che la Sugar ha sicuramente agevolato il mio lavoro e la possibilità di esprimermi attraverso la mia passione, che è comporre musica e suonare. Il primo album era in lingua inglese. Poi, ho suonato alcune cose all’estero, al Java Festival di Giakarta e poi ho partecipato al progetto “The History & Mystery of Jazz, che mi ha visto accanto ad altri musicisti. Al ritorno dall’America, nel 2009, il mio editore Franco Daldello della PeerMusic mi è ha proposto di incontrare la Caselli per un contratto discografico. Daldello mi ha fatto registrare dei provini, composizioni solo piano e voce e a volte più arrangiati, e li ha proposti alla Sugar che mi ha chiamato per un’audizione. E’ stato un bell’incontro: subito dopo ho firmato il contratto.
Cos’è la musica per te?
Insieme a tutte le emozioni che ne possono derivare è la mia più grande passione, e sento di dedicarmi a lei con tutto me stesso.
La tua carriera è già avviata a livello internazionale, perché hai deciso di partecipare al Festival di Sanremo? Fra l’altro penso che la lingua con cui sei veramente a tuo agio sia l’inglese.
Compongo anche in italiano, è la mia lingua, e se ne conoscessi altre oltre l’inglese avrei il piacere di usarle tutte perché credo che la musica abbia il diritto di essere espressa in diverse lingue. Sanremo è uno dei pochi momenti storici che riguarda la nostra tradizione, la nostra italianità. Sono onorato di parteciparvi.
Ti hanno avvicinato ad alcuni artisti italiani come Paolo Conte. Quali artisti ascolti sia italiani che stranieri e quale grande del passato ti ha influenzato?
Credo di saperne di più di musica oltreoceano di quanto ne possa sapere di musica italiana. Mi sono ispirato al jazz da fine anni ‘10 agli anni ‘40 inoltrati che hanno avuto come capiscuola Thomas ‘Fats’ Walzer e James P. Johnson, Brad Williams, e negli anni ‘50 a figure come Oscar Peterson, e a grandi direttori di swing band come Count Basie e Duke Ellington. Non ho mai affrontato la matrice in maniera filologica ma l’ho sempre personalizzata, contaminata con il colore della musica moderna, dal funk al soul, al r’n’b. La musica mi piace in tutte le sue sfaccettature.
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