
Desidero confermare che sono risultato positivo al virus dell’HIV e di aver contratto l’AIDS. Ho ritenuto opportuno tenere riservata questa informazione fino a questo momento al fine di proteggere la privacy di quanti mi circondano. Tuttavia è arrivato il momento che i miei amici e i miei fan in tutto il mondo conoscano la verità e spero che tutti si uniranno a me, ai dottori che mi seguono e a quelli del mondo intero nella lotta contro questa tremenda malattia
Quello che avete appena letto fu l’ultimo messaggio di Freddie Mercury ai suoi fan. Un comunicato, reso pubblico poco più di un giorno prima di morire il 24 novembre di venti anni fa, con cui noi di Soundsblog abbiamo chiuso il post in cui festeggiavamo il compleanno del leader dei Queen. Lo mettiamo all’inizio per stabilire una sorta di continuità, per ricordare la scomparsa di un’artista dal talento incredibile.
Ancora un riferimento a una storia precedente. In occasione dei trentasei anni dalla pubblicazione di “A Night at the Opera”, anniversario caduto solo qualche giorno fa, vi abbiamo segnalato un canale di YouTube in cui è possibile ascoltare le tracce separate del capolavoro “Bohemian Rhapsody”, contenuto nell’album.
Uniamo idealmente - e non solo - i due momenti e lasciamo che la voce di Mercury che trovate in streaming subito dopo il salto, racconti da sé cosa ha rappresentato Farrokh Bulsara per la Storia della Musica. Ci sembra sia il modo migliore per celebrarlo, anche in un’occasione triste come questa.
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Mettiamolo subito in chiaro: “A Night at the Opera” è IL capolavoro dei Queen. Registrato in diversi studi del Regno Unito (il Trident Sarm, il Roundhouse, l’Olympic, il Rockfield, lo Scorpio e i Lansdowne Studios), nacque però come metà di un progetto più ampio. Il progetto prevedeva l’uscita di un doppio album che avrebbe dovuto contenere anche il successivo “A Day at the Races” (pubblicato poi l’anno dopo). Motivo? Un omaggio - e un ‘concept’ - alla folle e geniale comicità dei Fratelli Marx (i rispettivi titoli sono gli stessi di due dei più famosi film del collettivo statunitense).
Se fu possibile separare i due dischi (soprattutto a causa delle insistenze della EMI) divenne invece impossibile separare “A Night at the Opera” da quello che è probabilmente il punto più alto della scrittura del compianto Freddie Mercury. Stiamo - ovviamente - parlando di “Bohemian Rhapsody”, la mini-suite di 5′ e 55′ (curiosa coincidenza: il 5 era la data di nascita di Mercury) che unì opera, pop e rock in un brano epocale. Diffidate dai detrattori che la ritengono troppo ‘pomposa’ e pretenziosa: la Rapsodia è un gioiello di composizione che impreziosisce un album già memorabile.

In un’era tecnologica come questa, una notizia del genere non sorprende nemmeno più di tanto. Eppure è alta la curiosità rispetto al possibile duetto postumo tra Michael Jackson e i Queen. Al gruppo è stato concesso, dai parenti dall’autore di “Thriller” di poter finalmente pubblicare un brano che i due registrarono nel 1983.
Brian May e Roger Taylor stanno lavorando al progetto per rendere un singolo vincente una vecchia demo da rendere appetibile per il grande pubblico senza “profanare” la memoria e la storia di due icone del mondo della musica:
“Il ‘Michael Jackson Estate’ ci hanno dato il via libera per lavorare sulla musica. Ma non è qualcosa su cui possiamo lavorare con fretta. Non lavoro sulle cose con l’obiettivo di fare soldi o per motivi promozionali, ma per vedere cosa ne può uscire. Quando sentiamo che è qualcosa per cui vale la pena, allora è bello provare a vedere se riusciamo a tirarne fuori il meglio”
E voi lettori siete favorevoli ad operazioni come queste? Pensate che possa essere interessante e un’occasione nostalgica e irripetibile oppure credere che sia solo un modo evitabilissimo per lucrare sulla grande fama di artisti che non ci sono più?
Via | TgCom
In una serata che ha visto esibizioni da urlo, quella dei Queen accompagnati da Adam Lambert è stata da pelle d’oca. Il ragazzo non solo ha dimostrato di non essere da meno a Freddie Mercury, seppur nella sua diversità, ma anche che nel panorama discografico internazionale merita di più. Tra i Justin Bieber e le varie Britney Spears, una voce come la sua alzerebbe il livello di qualità della musica.
Così la cerimonia degli Mtv Europe Music Awards 2011 supera le altre edizioni dal punto di visto del live grazie a delle performances in cui si sono destreggiati grandi artisti che hanno saputo gestire bene, anzi benissimo, il palco. La solita Lady Gaga sui generis ed impeccabile dal punto di vista dell’intonazione, una Jessie J al meglio delle sue potenzialità capace di cimentarsi in acuti particolarissimi, un Bruno Mars che con sobrietà ed eleganza ha portato on stage una versione molto gradevole del suo ultimo singolo. E ancora… i sempre bravi Red Hot Chilli Peppers, dei divertenti LMFAO ed un supercasinaro David Guetta. Le uniche note stonate? I protagonisti della serata: Justin Bieber (che comunque ha presenza scenica) ed un’insignificante Selena Gomez. A seguire i video delle esibizioni.
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E brava questa ragazzina!
Eccola mentre, armata di chitarra, si esercita con una riuscita cover di “Don’t Stop me Now” dei Queen.
Quale modo migliore di iniziare la giornata se non guardando questo video e rimpiangere con un po’ di nostalgia il buon Freddie? Buona domenica a tutti voi!

Brian May ha confessato di aver contemplato il suicidio nel periodo successivo alla morte di Freddie Mercury. Il chitarrista dei Queen, che nel 1991 ha perso il suo compagno di band e nel giro di pochi mesi anche suo padre, ha così parlato dalle pagine del Daily Mail:
«Stavo molto male, ero ferito e a pezzi. Sono caduto in una depressione molto seria, ero sommerso dal sentimento della perdita. Se stai in una band che va in giro a fare concerti metti i tuoi amici e famiglia come in pausa. Hai in testa solo una cosa: la band. Quando questo finisce, sei in una sorta di limbo. La band finì, quindi sentii un terribile sentimento di perdita. La band era la mia famiglia. Abbiamo perso Freddie e mio padre è morto poco dopo. Non volevo più amare, mi sarei voluto perdere completamente»
I Queen hanno celebrato Freddie Mercury proprio la scorsa settimana, in occasione di quello che sarebbe stato il suo sessantacinquesimo compleanno. May ha poi continuato spiegando come negli ultimi giorni Freddie Mercury avesse smesso di prendere medicine e accettato di morire per una malattia che, con il sistema immunitario debellato dall’AIDS, gli sarebbe stata fatale:
«Disse che la generazione successiva avrebbe vinto contro questo male. E la cosa triste è che se avesse smesso di prendere le medicine anche solo un anno più tardi, quando inventarono nuove cure. Ma stava diventando fragile e decise di smettere con tutte le medicine tranne gli antidolorifici. Freddie amava la vita, e l’ha vissuta fino alla fine, quando ha capito che non era più divertente.Stava soffrendo, e purtroppo non c’era una via di uscita.»
Si chiamava Farrokh Bulsara, era nato a Stone Town, nella parte vecchia di Zanzibar. Pochi forse sanno che il primo responsabile della sua carriera come cantante fu il preside del St. Peter College, la scuola che il giovane Farrokh frequentava nei pressi di Bombay, in India. Il preside suggerì ai genitori di fargli prendere lezioni di musica e pianoforte. Alcuni anni dopo, inizia a farsi chiamare Freddie e arriva in Inghilterra, appena diciottenne. Da lì una serie di incontri e band dalla vita più o meno breve, fino al 1970. Freddie comincia ad adottare il cognome Mercury e battezza il nuovo gruppo “Queen” (”È solo un nome, ma è molto regale e sembra splendido. È un nome forte, molto universale e immediato. Aveva un sacco di potenziale visivo ed era aperto ad ogni tipo di interpretazione. Ero certamente consapevole delle connotazioni gay, ma quello era solo uno dei suoi aspetti.”)
Due anni più tardi progetta il logo della band, basandosi sullo stemma reale del Regno Unito e includendo i segni zodiacali dei quattro componenti (Mercury aveva studiato arte e design all’Ealing Art College di Londra). La ‘rivoluzione’ non è solo grafica: inizia a indossare gli abiti della stilista Zandra Rhodes e, truccato vistosamente, trasforma gli show dei Queen in spettacoli molto teatrali, durante i quali instaura quel rapporto col pubblico che non abbandonerà - ricambiato - fino alla fine. Gli anni ‘80 sono un periodo difficile e strano.
Ne siamo sicuri: Freddie Mercury avrebbe adorato questo video. Un suo piccolo fan guarda un concerto dei Queen e canta insieme al suo grande mito. E’ assolutamente adorabile. Un video da condividere su Facebook per farlo vedere ai vostri amici. Non ho ragione?
9 agosto. Poche ore fa vi abbiamo parlato della prima esibizione in pubblico di Vasco Rossi con Albachiara, nel 1979, con la sua Albachiara. Adesso, invece, cambiamo totalmente argomento e atmosfere.
Dobbiamo sempre tornare indietro nel tempo ma fermandoci un po’ prima, esattamente nel 1986. I Queen erano in tournee e la loro ultima data doveva essere in Spagna a Marbella. Però poi, grazie alla insistenze e alla richiesta, il produttore Harvey Goldsmith riuscì ad aggiungerne ancora una, il 9 agosto a Park Knebworth. Quella, involontariamente, divenne una data storica perchè coincise con l’ultima esibizione del gruppo con Freddie Mercury.
Le voci dello scioglimento dei Queen iniziavano a farsi più insistenti: quasi lo stesso Freddie ne diede conferma durante il party successivo all’evento. Parlò di ultimo concerto. In assoluto. E così fu.
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Ancora tempo di celebrazioni. Saranno infatti nei negozi a partire dal prossimo 5 settembre, le ristampe degli ultimi cinque lavori in studio dei Queen. “‘The Works” del 1984, “A Kind Of Magic” del 1986, “The Miracle” del 1989, “Innuendo” del 1991 e anche “Made In Heaven”, ultimo capitolo datato 1995 uscito postumo dopo la scomparsa di Freddy Mercury.
Il giorno non è - ovviamente - casuale: il 5 settembre Mercury avrebbe compiuto 65 anni. Stesso discorso per i quarant’anni della carriera della band: la formazione che conosciamo dei Queen venne ufficializzata infatti con le session ai De Lane Lea Studios di Londra nel 1971. Altra ottima occasione per (ri)scoprire uno dei gruppi più importanti della storia del Rock sarà poi la pubblicazione di “Queen: Deep Cuts”, terza raccolta in catalogo, con inediti e rarità.
Intanto i vari membri della band proseguono coi rispettivi progetti solisti. Il batterista Roger Taylor ha annunciato di voler ripubblicare “Dear Mr Murdoch”, il suo brano del 1994 come ennesimo segno di protesta contro il magnate dei media. Il chitarrista Brian May invece è sempre più agguerrito sul fronte dell’attivismo in difesa degli animali. Si è infatti schierato contro un ricco petroliere colpevole di aver ucciso una volpe durante una partita di golf…