
Offesi. Così si sono dichiarati Pearl Jam, R.E.M., David Byrne, Trent Rezorn dei NIN ed altri musicisti quando hanno appreso la notizia che, nella prigione di Guantanamo (tristemente nota per le torture inflitte ai suoi detenuti), i loro brani sono stati usati per anni a volumi altissimi e insopportabili, per convincere alcuni reclusi a confessare.
Secondo il Washington Post, tra le canzoni probabilmente utilizzate ci sarebbero “Born in the USA” di Bruce Springsteen e pezzi degli AC/DC, Marilyn Manson, Metallica, Eminem e Prince, ma anche di artisti più ‘leggeri’ come Britney Spears e Bee Gees. La CIA ha ‘tamponato’ la protesta affermando che i brani sono sempre stati suonati a volumi inferiori a quelli di un live. Risposta surreale che non tiene certo conto del fatto che la musica veniva mandata in stanze molto piccole.
Dopo le dichiarazioni indignate e le minacce di denuncia al Pentagono, gli artisti si sono uniti alla campagna volta a far chiudere definitivamente la prigione statunitense. National Campaign To Close Guantanamo, lanciata lo scorso martedì, ha l’appoggio di moltissime star del mondo della musica e vuole insistere affinché la presidenza Obama chiuda Guantanamo in fretta, come promesso prima delle elezioni.
Foto | Flickr
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