Un po’ di novità in arrivo da una delle band più acclamate dai tempi dei fasti del trip-hop che ha saputo sfruttare un lunghissimo silenzio per tornare con un lavoro eccellente (”Third”) e un approccio fuori dal tempo. I Portishead hanno appena suonato (e curato) al “I’ll Be Your Mirror festival” per l’edizione dell’All Tomorrows Parties nel comune di Asbury Park in New Jersey.
Per promuovere l’uscita di “Chase The Tear“, il singolo finalmente in formato vinile 12″ (e ancora una volta in download) che sarà disponibile dal 14 novembre su XL Recording (e i cui proventi delle vendite andranno sempre ad Amnesty International), hanno scelto di suonare il brano dal vivo sul gettonatissimo palco del “Late Night With Jimmy Fallon”. Un’esibizione - c’è bisogno di specificarlo? - da brividi a cui hanno aggiunto l’esecuzione di “Mysterons”: la traccia di apertura del loro capolavoro d’esordio che potete ascoltare e guardare dopo il salto.

Si terrà il 23 e 24 luglio all’Alexandra Palace, a Londra, durante il Tomorrow’s Parties first UK, l’evento Ill be your mirror. A presentare l’evento saranno i Portishead, un gruppo trip hop inglese. Inoltre hanno anche curato la scaletta di entrambe le giornate.
Per celebrare queste due giornate di musica, oggi è stato rilasciato un mp3 della durata di due ore, mixato e curato proprio dal gruppo originario di Bristol. Dopo il salto potete trovare anche l’elenco degli artisti, suddiviso per brano e durata:

Nuovo lavoro per Beth Gibbons dei Portishead in una produzione con atmosfere particolarmente adatte alla sua voce come i brani contenuti nella colonna sonora di “The Tempest”, il film interpretato da Helen Mirren con la regia di Julie Taymor, ispirato alla tragedia di Shakespeare e presentato anche alla recente edizione della Mostra del Cinema di Venezia.
Il compositore Elliot Goldenthal ha riunito contributi di Benjamin Curtis dei Secret Machines e di Page Hamilton degli Helmet. Nella traccia finale, “Prospera’s Coda”, arriva il cantato della Gibbons a regalare agli oltre sette minuti del brano un’aria inquietante e tormentata. Sulla pagina Facebook del regista, trovate un widget con l’intera colonna sonora in streaming.
La storia è inquietante. Alla fine dell’anno scorso, inizia a girare su YouTube un video molto bello. Immagini disturbanti e affascinanti, inclusi i filmati delle nascite di alcuni animali e degli strani alberi antropomorfi. Il titolo è una lunga sequenza di numeri: “Prelude 699130082.451322-5.4.21.3.1.20.9.15.14.1.12″. Il nome, un enigmatico iamamiwhoami (suona come sono chi sono (?)). Paura, eh? Andiamo avanti.
Passano alcune settimane e arriva un secondo video. Sempre con le stesse atmosfere disturbanti, sempre con un synth-pop molto ricercato a fare da colonna sonora. Fioccano le prime ipotesi, niente di sicuro. C’è addirittura chi sostiene possa essere un nuovo progetto di Trent Reznor. Nuovo video, nuova successione di numeri. ‘Stavolta è “9.20.19.13.5.723378″. Sul finale, compare una donna. Capelli biondo platino, il volto irriconoscibile. E’ lei a cantare.
Chi è? Iniziano a circolare altre ipotesi. Nessuna ottiene conferma. Qualcuno dice sia Goldfrapp, qualcun’altro addirittura pensa sia l’ennesima trovata di Lady GaGa. Macché, niente. Musicalmente siamo ancora dalle parti della migliore elettronica con venature dance. I due frammenti sembrano essere l’uno la continuazione dell’altro. Una specie di suite. Il mistero si infittisce.
Continua a leggere: Lady GaGa? Goldfrapp? Christina Aguilera? Chi è "Iamamiwhoami" ?
Dopo aver dichiarato di essere al lavoro su del nuovo materiale, con Geoff Barrow che ha specificato che la band è libera da qualsiasi contratto e dobbiamo aspettarci “grandi progetti”, i Portishead escono a sorpresa con un nuovo singolo.
L’occasione è però lontana dalla pubblicazione di un album: i tre, infatti, hanno registrato “Chase the Tear” per aiutare Amnesty International e supportare la difesa dei Diritti Umani. Il brano è in download a pagamento su 7 Digital. I proventi saranno interamente devoluti alle attività necessarie per fronteggiare la causa.
Un brano splendido, che -oltre alla nobile motivazione- ci svela probabilmente qualcosa della direzione che intraprenderanno i Portishead. Non ci resta che attendere e confidare nel talento.

La scorsa settimana abbiamo terminato il nostro viaggio attraverso gli album più importanti del decennio che si sta concludendo.
Abbiamo quindi pensato di riassumere il tutto in questo post che non è altro che la lista completa, tappa per tappa, degli album che di volta in volta abbiamo approfondito, in modo tale da avere una sorta di indice delle varie puntate. Dopo il salto trovate anche la listona di tutti gli album che di anno in anno sono stati inseriti fra “gli album da salvare”.

Ci avviciniamo velocemente verso l’anno in corso, ma prima facciamo due tappe nel 2008. La prima è con i Portishead e il loro “Third”.
Ammetto di essere stato indeciso fino all’ultimo riguardo l’inserire o meno i Portishead in questa lista degli album più importanti di questo decennio. I motivi sono due e sono correlati: i Portishead sono prima di tutto un gruppo simbolo degli anni ‘90 (ma se per questo abbiamo parlato anche dei Radiohead) e “Third” è comunque l’unica opera targata Portishead di questo decennio.
Però fra tutte le reunion che ci sono state nel corso degli ultimi anni, quella dei Portishead è quella che ha dato i frutti migliori, perchè “Third” è un’ album bellissimo e sarebbe stato veramente ingiusto non includerlo solamente per i due motivi sopracitati. “Third” è un’ album che solo in parte ricorda quello che hanno fatto nei ‘90 (”Dummy” rimane inarrivabile) e in cui Beth Gibbons & co hanno dimostrato che la voglia di sperimentare e realizzare grande musica è rimasta intatta anche dopo vari anni di pausa.

Grandi, grandissimi i Portishead. Nonostante la lunga carriera, hanno all’attivo solamente tre album, tutti e tre vicini al capolavoro (anzi, “Dummy” è un capolavoro senza se e senza ma). Nel 2008 sono tornati, dopo vari anni di pausa, con “Third” che, per quel che mi riguarda, è forse il miglior disco dello scorso anno.
Di ieri la notizia (riportata da NME) che i Portishead sono al lavoro su del nuovo materiale. Ancora non è ben preciso di che cosa si tratta e in che formato verrà distribuito, anche perchè Geoff Barrow ha precisato che la band è libera da qualsiasi contratto e che quindi può muoversi liberamente, dichiarando di avere “grandi progetti” a riguardo.
Che stiano pensando ad un nuovo e rivoluzionario modello di business (come fecero i Radiohead con “In Rainbows” per intenderci)? Vedremo. Che sia un album vero e proprio o che siano pubblicazioni slegate l’una dall’altra poco importa, l’importante è che la musica sia buona e su questo i Portishead non deludono mai. Dopo il salto vi proponiamo alcuni dei loro classici.
Le liste di fine anno sono tantissime (alcune ve le abbiamo presentate), alcune molto simili e alcune totalmente opposte fra di loro. Come mettere tutti d’accordo?? Ci pensa Metacritic, un sito che, per ogni uscita (non solo musicale), calcola una media pesata dei voti ricevuti dalle riviste e dai siti musicali più prestigiosi.
A fine anno poi si tirano le somme e si stila la classifica riassuntiva, partendo dall’album che ha ricevuto la media-voto più alta. Il risultanto è piuttosto interessante.
Quest’anno alla numero uno troviamo “Welcome To Mali” di Amadou & Mariam, coppia originaria del Mali che già nel 2005 avevano ricevuto ottimi consensi con l’album “Dimanche à Bamako”. Decisamente sorprendente anche il secondo posto di “London Zoo” dei The Bug, ottimo album di dancehall/dubstep. Dopo il salto trovate le prime 10 posizioni, dove non mancano nomi più blasonati come TV On The Radio, Bon Iver e Fleet Foxes

Pochi giorni fa vi avevamo parlato della classifica delle 100 migliori canzoni dell’anno secondo Pitchfork che vedeva in testa Hercules and Love Affair con “Blind“.
Ora è il turno della classifica più attesa : quella dei 50 album migliori del 2008. Dalla 50 alla 40 segnalo gli album vicini al folk rock di The Tallest Man on Earth, Bonnie “Prince” Billy e dei Shearwater, dalla 40 alla 30 i geniali “mashup” di Girl Talk e il sempre grande Nick Cave, Dalla 30 alla 20 l’interessante disco hip hop strumentale di Flying Lotus e Santogold.
Nella top 20 sono presenti tanti ottimi album che consiglio anche io : i Fucked Up (17), Erykah Badu (13) e i nomi più blasonati di questo 2008 : M83 (8), Vampire Weekend (7), TV on the Radio (6), Deerhunter (5), Cut Copy (4) e Portishead (2). Alla numero uno troviamo il grande debutto dei Fleet Foxes. Dopo il salto trovate la top 20. Credo che sia una classifica piena di buona musica, voi che ne pensate?