Scongiurato, “grazie” alle polemiche su Morgan e sul trio Pupo-Principe-Tenore, il pericolo dell’assalto mediatico a “La Verità”, il pezzo che ha portato a Sanremo e che affronta il tema dell’eutanasia (ogni riferimento alla struggente vicenda umana di Eluana Englaro è puramente voluto casuale), Povia ha deciso di confidarsi al settimanale “Di Più TV” racccontandoci il suo rapporto con la depressione che, a differenza dell’ex Bluvertigo, è riuscito a scacciare grazie alla Musica (qui il maiuscolo è d’obbligo):
“Ho sempre avuto leggere nevrosi, alti e bassi del sistema nervoso. Già a sedici anni avevo scatti che non riuscivo a controllare, mi succedeva quando ero a scuola o con gli amici del mio quartiere. Da quello che ho capito è un problema che potrei avere ereditato da mia madre. Quando poi ho capito che desideravo fare il cantautore, le tensioni più grosse le ho attraversate accorgendomi che era una professione davvero difficile.
Ma scrivere canzoni, suonarle, e poi scriverne di nuove mi faceva sentire bene. Andando avanti nella mia carriera artistica, la depressione con cui avevo imparato a convivere era come se si fosse addormentata. Io sapevo che c’era e stavo attento a non risvegliarla. Ora sto molto meglio: anzi, sono sette anni che sto decisamente meglio.”
Continua a leggere: Povia: "La musica è il mio migliore antidepressivo"

Pensavamo che i problemi per Whitney Houston fossero finiti. Dopo il periodo di violenze subite, le questioni legali, la separazione dal marito Bobby Brown, e l’intossicazione da crack, con il nuovo album e il tour mondiale speravamo in una svolta per la sua carriera. Incece continuano le polemiche per il flop della prima data del tour in Australia, da cui mancava dal lontano 1988. Le critiche sono state tante e e soprattutto da parte dei suoi fan molti dei quali hanno abbandonato il concerto del 23 febbraio scorso dopo la serie interminabile di uscite dal palcoscenico, colpi di tosse, e una pausa di quasi mezz’ora nel corso del concerto.
Il promoter del tour australiano Andrew McManus si difende andando contro l’artista e dicendo che la star non vuole smettere di fumare. E’ per questo che non riesce a cantare come un tempo. “Whitney fuma. Dio la benedica. Non posso dirle di non fumare. Non prende alcuna sostanza, ed é a suo agio nello show. Sa benissimo che non riesce a raggiungere le note alte di una volta. Comunque ritengo che la gente abbia speso bene il denaro del biglietto: questa è Whitney Houston, nel bene e nel male”.
Dopo questo passo falso dell’artista, c’é grande attesa per le date dei live italiani: il 3 maggio al Mediolanum Forum di Milano e il 4 al PalaLottomatica di Roma. Vedremo se l’insuccesso della tappa a Brisbane del tour “Nothing But Love World Tour“ sia stato solo un episodio. Certo che ci mancano parecchio le esibizioni della Whitney di una volta. In fondo l’interprete r&b é tra gli artisti più premiati e popolari al mondo.
Qui, trovate il video ufficiale di “I Look To You”, un ballata intensa e romantica. Speriamo che anche la sua voce renda bene.
[via ShowBizSpy]
Continua a leggere: Whitney Houston non vuole smettere di fumare

Manca ormai poco alla 60esima edizione del festival che, nel bene e nel male riesce ancora a far discutere. Forse più per questioni legate a scandali e polemiche che per la musica proposta, eppure non si scappa: ogni anno siamo qui a parlarne. Quest’anno poi, di argomenti da seguire ce ne sono in abbondanza.
Concluso -siamo sicuri?- l’affaire Morgan, bandito definitivamente dal Festival dei Fiori 2010 dopo le sue imprudenti dichiarazioni sull’utilizzo delle droghe pesanti, torna alla ribalta un altro dei temi ‘caldi’ di cui c’eravamo occupati.
Parliamo di Povia, già abituato ad alzare polveroni mediatici (la sua Luca era gay fu un esempio di come sfruttare tematiche delicate a favore di un brano in gara), che quest’anno ci riprova con “La Verità”, una canzone dedicata alla triste vicenda di Eluana Englaro. Molte voci erano circolate sul possibile testo. Noi vi avevamo proposto la versione più accreditata. Ora invece, dopo una successione di smentite e accuse -anche da parte di altri cantautori- arrivano i versi ufficiali. Li trovate dopo il salto. Diteci la vostra opinione nei commenti.
Continua a leggere: Sanremo 2010: ecco il testo definitivo di "La Verità (Eluana)" di Povia:

Difficile esprimere il proprio talento se alle spalle c’è una figura importante. Si viene spesso tacciati di ricevere favoritismi anche involontari, solo a causa del cognome che si porta. Vale in tutte le discipline e a tutti i livelli, ma in campo artistico la cosa diventa motivo di polemiche: visto che non è certo il DNA a regalare inventiva e creatività, la diffidenza è molta.
Se poi i cognomi in questione sono due di quelli che hanno cambiato la Storia della Musica, allora riesce difficile anche solo immaginare il livello di pressione (ma anche di benefici) che si deve sostenere. Che James McCartney (figlio di ‘un certo’ Paul, baronetto e membro di quel gruppo il cui nome storpiò quello degli scarafaggi) stia lavorando alla sua musica, è noto da anni, anche se, fino ad oggi, non ha pubblicato mai nulla.
Fino ad oggi, appunto, perché pare che James, figlio di Paul e la compianta Linda, stia per far uscire il suo album d’esordio (alla tenera età di 33 anni). Dopo alcune comparsate col padre e dei live con lo pseudonimo di “Light”, arriveranno un disco e il primo vero tour solista. Canzoni originali e musica ispirata ai Nirvana, ai Cure, a PJ Harvey, ai Radiohead e -ovviamente- ai Beatles. Prima data: il 25 febbraio a -chi l’avrebbe mai immaginato?- Liverpool.

Ormai la presenza di Povia tra i cantanti in gara alla prossima edizione di Sanremo è cosa nota. Sappiamo anche che la sua canzone avrà come tema l’eutanasia, raccontando in musica il caso di Eluana Englaro. In questi giorni però è comparso su diversi siti, il presunto testo del brano. Con il relativo fiume di polemiche, dichiarazioni e smentite da parte dei diretti interessati. Proviamo a fare il punto della situazione.
Povia annuncia il brano che presenterà al Festival della Canzone Italiana. E’ “La verità (Eluana)”. Un titolo che lascia poco spazio a interpretazioni. Un punto di vista abbastanza presuntuoso (la ‘verità’?) e quel nome tra parentesi che spiega subito quale storia verrà presa come esempio.
Quello che viene identificato come l’ex collaboratore di un noto discografico italiano, pubblica il testo della canzone (lo trovate dopo il salto). E aggiunge:
Per divergenze irrisolvibili, abbiamo cessato il nostro rapporto di lavoro. Una delle cause del nostro scontro è stato sull’opportunità (o meglio… sull’inopportunità) di affrontare il Festival di Sanremo facendo cantare a un nostro artista un brano su un tema molto delicato, e soprattutto affrontarlo con un certo tipo di testo. L’artista in questione è Povia. Mi è passato sotto mano il demo della sua canzone, l’ho conservato, mi sono appuntato il testo e ve lo riporto così com’è stato registrato.

Due nomi che non hanno bisogno di presentazioni. Due nomi che garantirebbero prestigio e folle oceaniche a qualsiasi amministrazione comunali. A patto, ovviamente, di poterseli permettere. Laura Pausini e Gigi D’Alessio saranno protagonisti di due fra i concerti più attesi la notte del 31 dicembre.
Laura Pausini si esibirà ad Olbia, su un palco di trentacinque metri costruito sul Molo Brin e sormontato da un mega-schermo di venti metri. Il concerto durerà un’ora e quarantacinque minuti. Il compenso? 400mila euro. Una cifra da capogiro per rilanciare il turismo della provincia del nord-est della Sardegna.
Gigi D’Alessio invece sarà ad Avellino, sempre la notte di Capodanno. 130mila euro per assicurarsi la presenza del cantautore partenopeo e dare lustro a una città spesso dimenticata in virtù del più noto capoluogo. Per entrambi, serie polemiche, nate proprio a causa dei compensi stratosferici.
Continua a leggere: Le cifre record del Capodanno 2010: Laura Pausini e Gigi D'Alessio

Dopo aver avuto l’onore di dirigere il Concerto di Natale, il giovane compositore Giovanni Allevi s’è visto arrivare, proprio la vigilia, una vera mazzata lanciata da colui che è riconosciuto come il più grande violinista (e direttore d’orchestra) italiano: Uto Ughi.
Tutto accade sulle pagine de La Stampa. Dopo aver assistito al concerto, Ughi s’è lanciato in dichiarazioni di fuoco contro Allevi definendo il suo lavoro “modesto e risibile” e l’attenzione mediatica offerta ad Allevi “un’offesa ai grandi”.
Proprio ieri la risposta pubblica di Allevi che si difende sostenendo di scrivere con l’anima (”come può questo offendere qualcuno?”) e contrattaccando: “a spartirsi la torta del potere musicale sono in pochi, una casta”.

Giusy Ferreri è (per ora) una vera rivelazione (lo dimostra il successo del suo ultimo video su queste pagine). Ma non nascondiamoci dietro un dito: il suo ultimo EP, uscito il 27 giugno, non è affatto esente da critiche, anzi. Basta leggere le mini recensioni dei suoi acquirenti, ecco le prime ce si possono visualizzare selezionando l’album su I Tunes:
Il suo stile “soffoca” i brani. Risultano tutti uguali, privi di interpretazione. E quindi noiosi.
E ancora:
Premettendo che Giusy è una brava cantante, il suo stile poco ortodosso guasta alcuni brani ritenuti belli proprio per la loro struttura lineare senza troppi fronzoli. Il suo modo di cantare rende simili tutti i brani e a lungo andare li rende noiosi. Per me rimane “pompata” e sopravvalutata eccessivamente.
Avranno ragione? Ad un rapido ascolto personale si può rispondere alle polemiche in questo modo: Giusy ha una chiave, se cerchi il confronto o il paragone senza concentrarsi sul suo stile, non la trovi.
Continua a leggere: Polemiche e critiche a Giusy Ferreri su iTunes
Avevo accennato il mio scetticismo sul nuovo album dei Linea 77, Horror Vacui. A quasi un anno dalla loro dipartita statunitense, la band è al momento impegnata nella promozione del nuovo disco.
Sono stato ai Magazzini Generali lo scorso 21 febbraio per il loro showcase milanese. E ci sono andato con le migliori intenzioni, speranzoso di trovare la stessa energia che mi aveva colpito qualche anno fa nei Linea. Forse anche con l’aspettativa di farmi convincere da Horror Vacui, almeno nella sua dimensione live.
Invece questo non concerto milanese mi ha lasciato piuttosto con l’amaro in bocca. O meglio con il dispiacere di vedere una band che si sta lasciando scappare dalle mani un potenziale valido, a discapito della qualità. Ma si sa, quando devi fare i conti con il music business, non c’è coerenza che tenga.

Dopo avervi avvicinato non senza qualche esplicita punta di apprezzamento il testo del nuovo singolo dei Baustelle, per poi mostrarvi il nuovo interessante video, è ora di definire uno dei punti che sono sicuro preme di più al gruppo, quello del tour.
Pensate che nel diario (in onor del vero non molto aggiornato) del loro sito ormai sostituito dall’immagine di cui sopra, ma anche sul loro Myspace, hanno sempre sottolineato con maggiore entusiasmo la possibilità di tornare ad esibirsi nelle nuove date dei concerti, che vi proponiamo a seguito del post.
Nel frattempo il web continua a scatenarsi critico sul pezzo “Charlie fa surf”. Prima, visto che mi ha colpito, vi riporto a riguardo un pezzo estratto dal blog GiovaniCarine:
A quanto pare non sono l’unica a trovare il pezzo veramente brutto. Quello che non capisco è come tanti dicano “lo trovo pessimo però non riesco a resistere”. A me sembra brutto e basta. Che sia orecchiabile non mi sembra un pregio in questo caso.
Continua a leggere: Il tour 2008 dei Baustelle e le critiche a Charlie. Amen