Sono passati trent’anni dalla scomparsa di una delle figure più importanti della Storia della Musica. Trent’anni da quell’otto dicembre del 1980 in cui John Lennon venne assassinato a colpi di rivoltella da Mark David Chapman, davanti all’hotel “The Dakota” dove l’allora ormai ex-Beatle alloggiava a New York.
Personaggio difficile da inquadrare, Lennon. Un misto spesso incoerente di enorme talento e attitudine da teddy boy (famose le risse che riusciva a scatenare in gioventù), poi ‘pacificato’ dall’unione con la tanto (troppo?) demonizzata Yoko Ono, ma ancora protagonista di dichiarazioni discutibili e capace di slanci d’ira anche contro il movimento pacifista che lo aveva - intelligentemente - accolto a braccia molto più che aperte.
Proprio dai figli di quel movimento, arriva la celebrazione prevista per il prossimo 12 novembre al “Beacon Theatre” di New York, organizzata dall’associazione pacifista “Playing for Change Foundation“. Una data che cade idealmente a metà tra quello che sarebbe stato il giorno del suo settantesimo compleanno - il 9 ottobre - e l’anniversario della morte (l’otto dicembre, appunto).