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Tutti gli articoli con tag plagio

Miley Cyrus: "Can’t Be Tamed" somiglia a "If U Seek Amy" di Britney Spears!

pubblicato da tommyromi

Miley Cyrus dicet:

“Solo le prime battute sono simili, poi le canzoni sono completamente diverse”.

A cosa si riferisce la povera Hanna? L’hanno ingiustamente accusata di aver copiato con “Can’t Be Tamed” il brano “If U Seek Amy” di Britney Spears.

Quella di additare il dito contro dicendo “copione/a” è una moda che, soprattutto ultimamente, si sta diffondendo come una specie di virus difficile da combattere: molto spesso purtroppo ci si affanna nel ricercare analogie con altre canzoni per il puro gusto di distruggere il lavoro di chi si è impegnato duramente. A volte queste somiglianze individuate sono abbastanza evidenti e risulta essere anche divertente scovare le uguaglianze, altre volte invece queste appaiono parecchio forzate visto che sono dettate dalla semplice voglia diffamatoria ed è proprio qui che il gioco finisce di essere bello.

Ovviamente le accuse di plagio non sono cosa nuova al mondo della musica (c’è una ricca tradizione a riguardo) ma nell’ultimo periodo tutto sembra essere amplificato arrivando a scatenare delle vere e proprie battaglie (soprattutto nella rete) “fan”atiche appartenenti alla categoria “diffamatori”. Questo tra Miley e Britney è solo un altro esempio di quanto sta succedendo di recente. Dopo il salto vi facciamo ascoltare un’intervista radiofonica in cui i conduttori si divertono a prendere in giro Miss Montana mettendo a paragone i due pezzi in questione.

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Marco Carta & Łukasz Zagrobelny: James Morrison concede ad entrambi la stessa canzone

pubblicato da tommyromi

Ascoltate questa canzone presentata in alto. Cosa vi fa venire in mente? Forse è ancora un pò presto per trovare subito l’analogia visto che il pezzo in questione (quello che vi stiamo invitando a ricordare) è da poco uscito. Ebbene: il brano sopra riportato è praticamente lo stesso nuovo singolo di Marco Carta che porta il titolo di “Quello Che Dai”.

Ferma! Non incominciate a gridare subito allo scandalo ed ad accusare di plagio perché a quanto pare il fautore di tutto questo sarebbe James Morrison. Sarebbe stato proprio lui, autore del pezzo, a cedere la sua fatica sia a Marco che al cantante polacco Łukasz Zagrobelny (per noi italiani il suo nome è impronunciabile).

A questo punto però risulta essere interessante mettere a paragone i due modi di cantare la canzone: da una parte c’è lo straniero che ce le presenta in maniera molto lineare e per nulla particolare, dall’altra invece c’è l’artista nostrano che, mettendoci molto del suo, riesce a gratificare l’ascoltatore con quel pizzico di soul e la voce graffiata. Proprio grazie a questi elementi possiamo affermare che l’ex di “Amici” è stato in grado di rendere un po’ più interessante un brano che da solo non pare avere molto da dire. Ad ogni modo, nonostante questi punti a suo favore, non è riuscito a fare il miracolo. E voi che ne pensate?

Marco Mengoni: "Le accuse di Morgan sono prive di fondamento", e via dall'avvocato

pubblicato da Michele

Marco Mengoni: "Le accuse di Morgan sono prive di fondamento", e via dall'avvocato

Forte del più che onorevole terzo posto raggiunto al sessantesimo festival di Sanremo con la sua “Credimi Ancora”, Marco Mengoni ha deciso di uscire allo scoperto e di rispedire con forza al mittente le accuse di plagio rivoltegli da Morgan attraverso la web-tv di Simona Ventura.

Subito dopo aver dichiarato seccamente che “si tratta di accuse prive di fondamento formulate per sfruttare il momento di notorietà relativo al brano”, il cantante di Ronciglione sbocciato artisticamente durante la terza edizione di X-Factor (che ha poi vinto) si è infine rivolto ad un avvocato, che ha prontamente difeso il suo assistito affermando quanto segue:

“Gli autori Marco Mengoni, Piero e Massimo Calabrese, Stella Fabiani gli editori Cantieri Musicali e Biplano, respingono ogni accusa di paternità diversa da quella dichiarata in Siae del brano ‘Credimi ancora’.”

Naturalmente vi terremo informati degli sviluppi futuri della faccenda, sperando che il tutto possa risolversi pacificamente senza l’intervento della cavalleria togata.

Morgan accusa di plagio Marco Mengoni per "Credimi Ancora", il brano di Sanremo 2010

pubblicato da Madkid


Le accuse di plagio ai brani in gara a Sanremo 2010 non si fermano: a poche ore dalla conclusione della kermesse, che ha visto trionfare Valerio Scanu, le polemiche non accennano a diminuire. Anzi…la macchia si allarga e coinvolge numerosi altri artisti.

Nei giorni passati vi abbiamo già parlato del caso-Noemi; sono seguite analoghe accuse (più o meno fondate) allo stesso Scanu, a Nino D’Angelo, al terzetto Pupo/Principe/Tenore.

Oggi si aggiunge alla combriccola di presunti scopiazzatori il terzo classificato Marco Mengoni. A chiamarlo in causa è…nientepopodimenochè Morgan, il suo ex-mentore di X-Factor evidentemente calatosi nelle più antipatiche vesti dell’accusatore. Credimi Ancora sarebbe, a giudizio di Mister Castoldi, copiata a tratti da un suo brano mai edito. Teatro del J’accuse mediatico, la web-tv appena lanciata da Simona Ventura.

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Sanremo 2010, si sgonfia il 'caso' dello stacchetto: "Non plagio, ma omaggio ai Sigur Ròs"

pubblicato da Madkid

Cosa sarebbe il Festival di Sanremo senza roventi polemiche, scandali veri o presunti, insinuazioni e chiacchiericcio? Una gara di canzoncine nel complesso mediocri o poco più, è -non a torto- l’opinione generale. L’edizione 2010 della kermesse da questo punto di vista non si sta facendo mancare nulla: i drogati (rei confessi) fuori, le conduttrici piò o meno pallose, più o meno ben vestite dentro. I fiori della riviera ligure fuori dalla scena, i brani in dialetto dentro, e via ad andare…

Dopo la telenovela Morgan una delle ‘note a margine’ del festival che più stavano facendo discutere la rete era il saccheggio ai danni dei Sigur Ròs, fatto passare come stacchetto originale. Ne è conseguito un polverone telematico, con accuse di scopiazzamento lanciate dai fan del sodalizio islandese in rivolta.

Rockol ha posto la questione al più diretto interessato, il maestro dell’Orchestra Marco Sabiu (in foto). Che ha sgonfiato il caso in 30secondi come un palloncino esausto:

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Lo 'stacco' di Sanremo 2010 firmato dai Sigur Ros?

pubblicato da intweetion

MaestroSabiu-SigurRos

L’effetto è stato straniante per molti. No, non vedere la Clerici imbustata in un vestito più piccolo di qualche taglia, roteare forme generose e braccia su quelle note. Non solo, almeno. Il problema erano proprio le note. L’inedito (?) stacchetto di questa edizione del Festival dei Fiori (a proposito di fiori: qualcuno ha notato le infime dimensioni dei bouquet, piuttosto? Li hanno strappati da un’aiuola?).

Quell’intermezzo che Marco ‘Harry Potter’ Sabiu ha diretto fino allo sfinimento e che segnava l’ingresso di ospiti e momenti più o meno topici ha destato parecchi sospetti. Una specie di deja-vu continuo, come quando non ricordi il nome di quel compagno delle elementari a cui hai schiacciato la merenda per cinque anni.

Dopo ore di analisi con i più potenti software di riconoscimento audio (no, non è vero: ce l’hanno suggerito i -preparatissimi- lettori di Soundsblog) siamo arrivati a capo della questione. E il verdetto è uno solo: plagio. Un plagio raffinato, non c’è che dire, ma pur sempre di plagio si tratta. Anche se viene dal mondo dell’indie. Da un paese freddo e lontano (altro che clima mediterraneo). Dopo il salto, il video con la risposta. Intanto riascoltate lo stacchetto incriminato qui.

(Nella foto: il Maestro Marco ‘Harry Potter’ Sabiu fa ascoltare lo stacchetto di Sanremo ai suoi vicini di casa islandesi)

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Michael Jackson: svelato "Another Day", un inedito con Lenny Kravitz

pubblicato da intweetion

Dopo A Place With No Name e This is it, viene svelato un terzo inedito di Michael Jackson scoperto dopo la morte della più grande pop star di tutti i tempi. Il brano si intitola “Another Day”, è stato diffuso solo ‘clandestinamente’ on line e venne registrato da Jacko nel 2003.

Il featuring che sentite è di Lenny Kravitz che aveva lavorato con Michael Jackson durante le session di registrazione di Invincible, il suo ultimo album in studio. Il brano fa parte della lunghissima serie di outtakes (solo un paio pubblicate poi in “Michael Jackson: The Ultimate Collection”) che avrebbero svelato la futura direzione musicale di Jacko: una decisa svolta nei territori dell’ hip-hop.

La canzone non è -ancora- reperibile per intero: quello che vi facciamo ascoltare è un cosiddetto snippet, un ‘frammento’, sufficientemente lungo però per farsi un’idea e venire a capo di quello che pare diventerà un giallo sul comportamento poco corretto di Lenny Kravitz.

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Coldplay, nuova accusa: il video di "Strawberry Swing" somiglia troppo a "Something Else" di Andy J Gallagher?

pubblicato da Madkid


Ancora Coldplay, ancora lo spettro di ‘ispirazione’ ai limiti del lecito se non addirittura vero e proprio scopiazzamento. E’ oramai evidente che il successo planetario di “Viva la Vida or Death and All his Friends” ha regalato a Chris Martin e soci non solo un livello popolarità mai raggiunto prima, ma anche una serie di grattacapi (quando non proprio azioni legali) di cui siamo sicuri avrebbero fatto volentieri a meno.

Neppure il tempo di godersi l’archiviazione della controversia scatenata dall’accusa di Joe Satriani, risolta con un accordo, che la band inglese deve subire un’altra bordata, per ora solo a mezzo stampa: nel mirino non c’è una canzone ma il videoclip di “Strawberry Swing” che SoundsBlog vi ha già mostrato a tempo debito.

Il cantautore Andy J Gallagher (in foto a sinistra) ha dichiarato ai media britannici che quella clip, osannata per le originali soluzioni tecniche adoperate, somiglia tanto -ma proprio tanto, dice lui- al video di un suo pezzo risalente all’anno passato, intitolato “Something Else” e diretto dal regista Owen Trevor. Il concept del super-eroe combattente e la tecnica dello stop-motion sono al centro della controversia, che ripetiamo per il momento è solo verbale e con ogni probabilità rimarrà tale. Guardate dopo il salto i due video in questione, uno dopo l’altro, e scriveteci se anche a voi paiono troppo simili.

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Accusa di plagio ai Black Eyed Peas per'Party All The Time'

pubblicato da Madkid

Molti di voi avranno letto degli screzi tra Perez Hilton ed i Black Eyed Peas, degenerati in polverone mediatico e querele incrociate dopo la clamorosa scazzottata avvenuta a Toronto, ai Much Music Awards.

Fatta questa premessa, immaginate ora con quanto piacere la blogstar più cattiva degli States avrà pubblicato questo post in cui rilancia senza girarci troppo attorno un’accusa di plagio a Will.I.Am e soci; la canzone incriminata è Party all the time inclusa nell’album The E.N.D., che suonerebbe troppo simile a ManCry del dj Adam Freeland.

Perez afferma malignamente che ci sarà molto lavoro per gli avvocati degli uni e dell’altro, e indica un generico evento che si sarebbe tenuto lo scorso anno, in cui Freeland avrebbe suonato il pezzo e Will.I.Am avrebbe avuto modo di ascoltarlo. Di qui alla “ispirazione” il passo sarebbe stato breve. Ascoltate le due tracce messe a confronto subito dopo il salto e scriveteci cosa ve ne pare. La somiglianza è innegabile, togliendo le parti cantate da Fergie e i suoi BEP la base sembra davvero la stessa.

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Prince, causa per plagio in Italia e una brutta figura per la nostra giustizia

pubblicato da Lollodj


Dopo la famosa causa Albano Vs Michael Jackson, un’altra causa per plagio vede coinvolto il nostro paese e una star internazionale. In tribunale è finito - virtualmente ovvio, tramite i suoi avvocati - nientemeno che Prince, accusato di aver copiato la sua celebre “The most beautiful girl in the world” da un brano del 1983 di Bruno Bergonzi (autore che ha lavorato con Enrico Ruggeri, Patty Pravo e Delta V).

La causa è stata vinta dall’autore italiano, le vendite del brano di Prince sono state bloccate e, se la causa arrivasse fino all’ultimo grado di giudizio, il cantante americano si vedrebbe costretto a restituire le cospicue royalites guadagnate con la canzone. La cosa tragica è che la causa è stata intentata, udite udite, nel 1994, ben 15 anni fa!

La cosa non getta buona luce sul nostro sistema legale, come lo stesso Bergonzi ha ammesso a Billboard: “ci siamo mossi appena sentito il brano di Prince, ma la causa è andata avanti per 15 anni, tale è la lentezza del sistema giudiziario italiano. Solo ora abbiamo deciso di rendere pubblica la notizia”.

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