
Cosa succede se due delle più influenti webzine musicali americane si mettono insieme ad un blog dedicato alla tecnologia musicale e decidono di selezionare dei brani per una compilation? Ok andiamo per gradi. Di XLR8R e di Pitchfork avrete sentito parlare se leggete questo blog, ma vi rinfresco la memoria ricordandovi che sono due delle migliori webzine musicali made in USA.
Insieme a Create Digital Music, una community dedicata a chi crea musica con le tecnologie digitali, hanno selezionato per conto del network televisivo americano Syfy una compilation della musica del nostro futuro ispirata alla nuova serie di fantascienza Caprica che si intitola semplicemente “Music For Our Future”.
Dentro ci trovate fra gli altri l’elettronica di Untold, Lusine e Hudson Mohawke e il pop sperimentatore di Atlas Sound e White Rainbow. Si scarica gratuitamente dalle pagine di XLR8R.
Continua a leggere: Tutta la musica del nostro futuro in una compilation in download gratuito

Lo so, non c’è due senza tre. E visto che vi ho già proposto sia la classifica delle 100 canzoni del 2009, sia quella dei migliori video mi sembra giusto farvi leggere anche quella dei 50 migliori album di questo anno che sta pian piano andando a finire secondo Pitchfork.
Anche perché la classifica della webzine americana è una delle più attese e delle più chiaccherate, offese, contraddette ma sicuramente una delle più lette del mondo del web. A dire la verità, quest’anno come gli anni passati, se avete avuto durante il 2009 di passare su Pitchfork.com non troverete nessuna sorpresa. Anzi il tutto mi pare anche un po’ scontato.
Dopo il link potete leggere le prime dieci posizioni, mentre per dare una lettura a tutte le cinquanta posizioni basta fare un salto su Pitchfork.com
Continua a leggere: Ancora il 2009 in classifica: gli album secondo Pitchfork

Mentre proseguono i nostri Soundsblog Awards (non avete votato? correte a farlo, subito), anche sulle altre webzine e blog di tutto il globo continuano le classifiche sulle migliori cose ascoltate nel 2009. Pitchfork è una delle quali vi parliamo più spesso perché è una delle più autorevoli ed aggiornate con contenuti originali.
E come tutti anche su Pitchfork hanno messo su la loro classifica delle migliori canzoni del 2009. Ho scorso tutta la lista, prendetevi del tempo perché ce ne sono ben cento, e devo dire che per gran parte sono abbastanza contento. Ci sono anche molte canzoni di cui vi abbiamo parlato o fatto sentire sulle nostre pagine.
Curiosi? Tutte le posizioni dalla numero 100 alla 20 le potete seguire direttamente a questo link. Ma se volete passare direttamente alle prime dieci fate un salto nel resto del post.
Continua a leggere: Le cento canzoni del 2009 secondo Pitchfork

Ve lo avevamo detto che la fine dell’anno porte la mania delle classifiche, no? Pitchfork è la webzine che si diverte di più nello stilare le classifiche più assurde che hanno a che fare con la musica. Quella che vi presento oggi è quella relativa ai migliori video del 2009.
La lista, perché in effetti di lista si tratta e non di vera e propria classifica, è lunga e piena di video diversi (che molti fra l’altro neppure io conoscevo). Dentro ci sono Kanye West, Lady Gaga, Fever Ray, Grizzly Bear e tanti altri ancora.
I video li trovate tutti a questo indirizzo. Se avete voglia di un po’ di musica, e di video, prendetevi un paio d’ore.
Continua a leggere: I migliori video musicali del 2009 secondo Pitchfork

Se seguite Soundsblog saprete che anche noi, con l’ottimo Zago, abbiamo dedicato una serie di post ai migliori album del decennio che sta per finire chiamati “So 00’s albums”. Ma naturalmente non siamo gli unici.
Pitchfork, una delle più importanti webzine americane, ha stilato una classifica che comprende i migliori 200 album degli anni ‘00. Naturalmente non sto qui a segnalarvi tutte le 200 posizioni, che potete comunque trovare qui, ma le prime 20.
Non ci sono in effetti grandi sorprese, anzi molti album sono anche fra gli album scelti da noi. Curiosi? Quelle sotto sono le posizioni dalla venti alla dieci mentre per le prime dieci fate un salto dopo il link. Dateci un’occhiata, io non sono proprio d’accordo. E voi?
20. Interpol “Turn on the Bright Lights” [Matador; 2002]
19. Spoon “Kill the Moonlight” [Merge; 2002]
18. Kanye West “Late Registration” [Roc-A-Fella; 2005]
17. LCD Soundsystem “Sound of Silver” [EMI/DFA; 2007]
16. Sufjan Stevens “Illinois” [Asthmatic Kitty; 2005]
15. The Knife “Silent Shout” [Mute/Rabid; 2006]
14. Animal Collective “Merriweather Post Pavillion” [Domino; 2009]
13. OutKast “Stankonia” [La Face; 2000]
12. The White Stripes “White Blood Cells” [Sympathy for the Record Industry; 2001]
11. Ghostface Killah “Supreme Clientele” [Sony; 2000]
Continua a leggere: La classifica dei migliori dischi degli anni '00 secondo Pitchfork

Diavolo d’un Jack White, proprio non riesce a stare fermo senza chitarra in mano. Leader fondatore dei significativi White Stripes, dei Racounters, non ultimi dei The Dead Weather, produttore discografico e pure attore a tempo perso (protagonista del rock-umentario It might get loud di David Guggenhaim) ha anche il tempo per dedicarsi ad una carriera da solista.
Pitchfork anticipa che il brano “Fly Farm Blues” uscirà l’11 agosto su etichetta dello stesso Jack, la Third Man Records, in versione digitale e su LP singolo. Il brano è stato composto sul set di “It might get loud”, vera fucina creativa di improvvisazione che vedeva presenti oltre a Jack White due chitarristi eccelsi come The Edge e Jimmy Page.
Ah, se non bastasse, oltre a tutte la attività di cui sopra, Jack White sa costruire anche una rudimentale chitarra da un asse di legno e una bottiglia di Coca-cola, come si vede nel trailer del film. Non so voi ma io proporrei Jack white, santo subito.
Continua a leggere: In uscita il primo singolo di Jack White solista: "Fly Farm Blues"

E’ ufficiale: i R.E.M. stanno già lavorando al successore di “Accelerate”. A poco più di un anno dalla release dell’ultimo disco, la band di Michael Stipe ha rimesso piede in uno studio di Portland, Oregon, per concretizzare le prime idee e lasciare che il processo creativo faccia il suo corso.
A rivelarlo è il chitarrista del sodalizio Peter Buck, in una lunga chiacchierata con i ragazzi di Pitchfork.com che potete leggere per intero -in inglese- cliccando qui. Buck afferma che assieme a Mike Mills (il bassista, nda) hanno già realizzato 14 demo di vari stili musicali, che a loro sembrano molto buone anche se non sanno ancora se finiranno –tutte o in parte- nel nuovo album.
Quanto a Stipe, lui non era presente ai Jackpot! Studios perché impegnato in altri progetti, ma i suoi “compari” non lo hanno dimenticato anzi si son chiesti continuamente se questa o quella idea potesse piacergli. Incidere demo è una novità, una cosa eccezionale per i R.E.M. ; per loro stessa ammissione infatti di solito entrano in studio direttamente a registrare, lasciando molto spazio all’ispirazione del momento e dunque pianificando solo lo stretto necessario.
Continua a leggere: I R.E.M. sono già al lavoro sul nuovo album
Ebbene devo dirlo anche io sono uno dei fortunati ad avere visto almeno una volta dal vivo Antony & The Johnson. Purtroppo non era la fortunata serata del Teatro degli Arcimboldi né tantomeno una serata del genere a teatro ma un grande palco all’aperto che rubò, almeno in parte, un po’ della magia del concerto.
Bene ora che il cantante newyorchese arriva in Italia per quattro live che si annunciano mozzafiato, Pitchfork insieme alla NPR hanno messo online cinque video che raccontano l’esperienza live del pop orchestrato di Antony. Sono cinque video registrati a Washington DC in quella che sembra essere tutta una sinagoga.
Quello in testa al post è il video di Fistful of Love ma il resto dei video li potete vedere su Pitchfork.tv. Vi ricordo le date dei concerti italiani: il 28 marzo 2009 al Teatro delle Muse di Ancona, il 29 marzo 2009 a Roma all’ Auditorium il Parco della Musica, il 31 marzo 2009 al Teatro Politeama di Prato e il 1 aprile alla Sala Verdi del Conservatorio di Milano.

Degli Zu vi abbiamo già parlato più volte e abbiamo anche realizzato la scheda dell’ultimo, bellissimo, “Carboniferous” in cui ci lasciavamo con una domanda: “miglior album italiano dell’anno? è presto…però..”. Bene è già passato del tempo e “Carboniferous” rimane sopra a tutti e a tutto, nonostante le ottime prove di Uochi Toki, Ministri e Dente.
Ad aumentare questo senso di grandezza ci pensa anche la stampa estera… e che stampa estera! Infatti proprio ieri “Carboniferous” è stato recensito da quello che forse è il magazine musicale online più famoso e temuto al mondo: Pitchfork. Già il fatto di avere una recensione su Pitchfork è un sogno che, a memoria, nessun artista italiano ha mai realizzato, ma ancora più degno di nota è il voto che l’album ha ricevuto.
“Carboniferous” infatti ha ricevuto un 8.0 (e Pitchfork non si fa problemi a dare dei 1 o dei 2) che tra l’altro è uno dei voti più alti dati nel 2009. Se non fosse già abbastanza, aggiungiamo il fatto che la band romana, dopo quella di Rumore, si è guadagnata anche la copertina della rivista straniera “Rock-A-Rolla“. Si parla sempre di Laura Pausini, ma la verità è che sono le band come gli Zu quelle che all’estero ci invidiano. Dopo il salto un live a Tel Aviv, Israele.
Continua a leggere: Zu: orgoglio italiano all'estero e Pitchfork da 8
Desperate Man Blues è un documentario basato sulla storia vera di Joe Bussard. Detto così il nome non vi dirà niente ma a modo suo è una vera e propria leggenda: è (forse) il più grande collezionista di 78 giri di folk e blues americani.
Il documentario diretto da Edward Gillen mostra Bussard nella sua casa museo di Frederick nel Maryland e, in questo periodo in cui la musica sembra ritrovare il gusto per il supporto (specialmente quello del vinile), fa un effetto un po’ strano vedere la cura maniacale che il vecchio collezionista ha per il suo tesoro.
Il documentario è da non perdere, soprattutto se siete fan del primo blues americano, anche perché si può vedere gratis in streaming per una settimana su Pitchfork.tv
Continua a leggere: Desperate Man Blues: un documentario per gli appassionati analogici