
Il Piotta ha pubblicato in streaming il brano Odio gli indifferenti, tratto dal nuovo album omonimo che arriverà nei negozi il 10 aprile.
La canzone vanta la partecipazione di Pierpaolo Capovilla, cantante del Teatro degli Orrori. All’inizio del video c’è un breve segmento dove lo stesso Piotta si lamenta di una recensione da lui ritenuta troppo approssimativa, motivo che l’ha portato a pubblicare in streaming il brano per farlo giudicare direttamente dal pubblico. Voi che ne pensate?
Ascolta “Odio gli indifferenti” di Piotta ft. Pierpaolo Capovilla

Sembra un Piotta impegnato più che mai nel politico e nel sociale quello che pubblichera il prossimo 10 aprile il nuovo album Odio gli indifferenti, a partire dal titolo che è una citazione diretta di Antonio Gramsci fino ad arrivare ai vari “special guest” che parteciperanno in vari brani.
La title track Odio gli indifferenti potrà contare sulla partecipazione di Pierpaolo Capovilla, il cantante de Il Teatro degli Orrori. Nell’album compariranno anche gli Africa Unite, Francesco di Giacomo del Banco del Mutuo Soccorso e il cantante/chitarrista Adriano Viterbini dei Bud Spencer Blues Explosion. Di seguito vi riportiamo la tracklist dell’album:
Piotta - Odio gli indifferenti (10 aprile 2012)
Odio gli indifferenti feat. P. Capovilla (Teatro degli Orrori)
Inps (in nome del popolo sovrano)
Goccia dopo goccia feat. bunna (Africa Unite)
Troppo poco feat. F. di Giacomo (Banco Mutuo Soccorso), A. Viterbini (BSBE)
Metto in discussione
Didascalico bis
Piotta e’ morto feat. ??? (a sorpresa)
Mai mai mai
Il domatore
Io non rido
Roma calling feat. Rancore & dj Myke
La verita’ e’ rivoluzionaria
P. le Lagosta, 1
Dopo la pausa vi proponiamo il video di Io non rido, già pubblicato lo scorso novembre.

Ancora aggiornamenti da Pierpaolo Capovilla e i suoi Il Teatro degli Orrori. Dopo avervi segnalato tutte le date del tour 2012 e l’uscita del nuovo disco “Il Mondo Nuovo” prevista per il prossimo 31 gennaio, arrivano finalmente copertina e tracklist. La cover del concept album di 16 brani (storie di emigrazione e di migranti raccontate con biografie immaginarie) è quella che vedete a inizio post, è un’opera originale del maestro Roberto Coda Zabetta e si intitola “Face Cancel”.
Vi ricordiamo anche che l’album è stato registrato con ospiti del calibro di Caparezza, Rodrigo D’Erasmo degli Afterhours, Andrea Appino degli Zen Circus, gli Aucan, Davide Toffolo dei Tre Allegri Ragazzi Morti con il coro Anni Dieci e Egle Sommacal dei Massimo Volume. Inoltre, a partire dal 25 dicembre, in esclusiva sul sito della Tannen Records sarà disponibile la versione in vinile di “Dell’impero delle tenebre”: il primo disco de Il Teatro degli Orrori.
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Del ritorno degli One Dimensional Man si parla già da un po’, complice non solo il grande - meritatissimo - successo riscosso da Il Teatro degli Orrori, ma anche una serie di date che hanno già infiammato fan vecchi e nuovi. Pierpaolo Capovilla, Giulio ‘Ragno’ Favero e Luca Bottigliero stanno ultimando il nuovo disco che è atteso per il mese di giugno.
Tantissimi gli ospiti dal mondo indipendente che sono arrivati a portare il loro contributo all’album. Da Eugene Robinson degli Oxbow a Justin Trosper degli Unwound fino a Franz Stahl degli Scream (già chitarrista anche nei Foo Fighters). Tanti amici e ‘compagni di viaggio’ anche dalla scena italiana: Sir Bob Cornelius Rifo di The Bloody Beetroots, Jacopo Battaglia degli ZU, Rodrigo D’Erasmo degli Afterhours, Enrico Gabrielli dei Calibro 35, Gionata Mirai de Il Teatro degli Orrori, Giovanni Ferliga degli Aucan e Richard Tiso, più volte insieme a Il Teatro degli Orrori e recentemente contrabbassista durante le date dei reading di Capovilla.
Vi ricordiamo che sono ancora molte le occasioni live per seguire la band (trovate l’elenco completo dopo il salto) e che ai concerti (e sul sito de La Tempesta) potrete acquistare “The Box”, un cofanetto contenente i primi quattro album pubblicati dal gruppo (”One Dimensional Man”, “1000 Doses of Love”, “You Kill Me”, “Take Me Away”).
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Che gli ’steccati’ in musica siano qualcosa di controproducente (e alla lunga anche noioso) è ormai un fatto che dovrebbe essere praticamente assodato. Eppure - concedetecelo - un po’ di sano straniamento la notizia non può che provocarlo. Dalle pagine del ‘cattolicissimo’ settimanale “Famiglia Cristiana”, arriva la recensione di quello che viene considerato uno dei migliori dischi italiani dell’anno.
State pensando a qualche nome che ha cantato in presenza di Sua Santità? O magari a un misconosciuto gruppo di christian-rock che imperversa negli Stati Uniti? Niente di più distante. L’articolo di Paolo Perazzolo segnala una band che ha ben poche possibilità di finire sul palco della Sala Nervi in Vaticano…
Il Cd italiano più bello del 2010? Se non fosse quello di Zucchero, dei Negramaro, del maestro Paolo Conte, dei Pooh, di Francesco Renga … Bensì quello di una band semisconosciuta, al di fuori dei circuiti della musica alternativa e rock?

Ennesima conferma per Il Teatro degli Orrori. Ennesima conferma con la dovuta attenzione ai fan e alla dimensione live che continua a imporli come una delle band più valide e importanti in Italia. Uno show esclusivo, pensato appositamente per il Mei (Meeting delle Etichette Indipendenti). Un set di quattro brani, suonati in una chiesa sconsacrata di Faenza (l’Auditorium di Sant’Umiltà).
Violini, theremin, pianoforte, un suonatore di bicchieri, un batterista in versione quasi jazz e l’interpretazione ‘cantautoriale’ di Pierpaolo Capovilla, aiutata dal luogo e dall’attenzione silenziosa degli spettatori. Proprio riguardo all’ep, Capovilla racconta:
Carmelo Bene recitava: “La speranza è tanta, che non mi basta più, ma è tale che m’avanza, musicale, la vita”. Vorrei immaginare Il Teatro degli Orrori come un essere bifronte; da un lato una terribile macchina rock, dall’altro una dolce creatura di poesia. Due facce di un medesimo progetto la cui ambizione più grande è fare cultura, proprio in un ambito, quello della musica popolare, che si è trasformato negli ultimi anni in un mercanteggiar canzonette che nulla hanno a che vedere con la vita delle persone reali.
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In Italia fare la rock star non paga le bollette. Amara considerazione che chiunque cerchi di farsi strada nel mondo della musica non può che condividere. A meno di non arrivare a consistenti cifre di vendita, la maggior parte dei musicisti sono costretti a vivere di altro quando scendono dal palco.
I ragazzi di Pronti Al Peggio hanno pensato di provare a raccontare il ‘lato B’ delle vite di figure più o meno note del panorama indipendente. Il titolo del format è Fossi Figo: un’idea davvero efficace per far capire quanto impegno, passione e determinazione siano necessari per continuare a proporre la propria musica. Crederci, insomma, anche quando si esce di casa per guadagnarsi uno stipendio.
La credibilità di una band o di un artista è legata anche a questi aspetti. L’episodio con cui vogliamo presentarvi Fossi Figo vede come protagonista il frontman di uno dei gruppi che stanno ottenendo maggiore attenzione e riconoscimenti in questo momento: Pierpaolo Capovilla de Il Teatro Degli Orrori.
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