In una dichiarazione sul sito ufficiale, Phil Collins chiarisce le sue intenzioni: si ritira per fare il “padre a tempo pieno” ai suoi due piccoli.
Tutto questo nasce dopo una serie di notizie contrastanti che si sono rincorse per giorni sul suo futuro nella musica (ma anche da prima della pubblicazione dell’ultimo disco). L’ex batterista dei Genesis afferma che non ha intenzione di fermarsi a causa di critiche inattendibili o il cattivo trattamento da parte della stampa, nè perché non si sente amato dai fan, nè perché sta male.
Poi, alcune delle cose che sono circolate sono state dette in varie interviste, ma secondo lui sono state estrapolate dal contesto, dette come digressioni con il sorriso sul volto e di sfuggita. Non dovevano essere “la notizia”, erano solo delle piccole parti di una conversazione. Evidentemente dopo la pubblicazione nel 2010 del suo straordinario disco di cover “Going Back” l’artista e compositore da poco 60enne ha pensato che fosse il momento giusto per smettere. In fondo di grandi pezzi ce ne ha dati parecchi.
Collins ha concluso ringraziando i fan per i loro messaggi di sostegno, ma ha aggiunto tranquillizzando i sostenitori: “Non ho bisogno della camicia di forza!”
Sono veramente emozionata. Avevamo parlato dell’album di Phil Collins dal titolo “Going Back”, e finalmente siamo agli sgoccioli. E’ appena uscito il video ufficiale del primo singolo dal titolo “(Love is like a) Heatwave”, che anticipa il cd in uscita il 14 settembre. Il brano “(Love is like a) Heatwave” cover del pezzo trascinante, datato 1963, di Martha and the Vandellas (che potete ascoltare qui) preannuncia la grande passione per il soul di Collins.
Il disco, in effetti, sarà un tributo ai grandi del soul che così tanta influenza hanno avuto sulla formazione musicale dell’artista britannico. Abbiamo atteso tanto che uscisse una nuova perla di Phil, forse é valsa la pena attendere otto anni dall’ultimo album in studio (”Testify” del 2002). Godetevi la grande versione di un classico, al top del post.
È un Phil Collins letteralmente fuori dai gangheri, quello che si è presentato l’altro giorno nella redazione della prestigiosa rivista musicale Rolling Stone per rilasciare un’intervista che, tra il serio e il faceto, potrebbe sancire ipoteticamente la fine della sua carriera:
“Ho speso una vita intera nella musica e c’è ancora gente che mi critica per partito preso. Perchè dovrei continuare a sorbirmi il loro trattamento? Non sono mica uno che ha bisogno di denaro. Se in futuro mi verrà ancora voglia di fare musica, comporrò le prossime canzoni nel buio dello scantinato di casa mia e non le farò ascoltare a nessuno!”
Nonostante questa “minaccia”, però, la commercializzazione dell’ottavo album in studio della leggenda del rock britannico, “Going Back”, non è assolutamente in discussione e continua ad essere prevista per il prossimo 13 settembre.
Continua a leggere: Phil Collins chock: "Non piaccio alla critica? E allora smetto!" (...forse)
Deliziosa l’immagine di Phil Collins giovincello, cover provvisoria del nuovo album dell’artista britannico, la cui uscita é prevista per settembre. Dopo otto anni lontano dagli studi di registrazione finalmente l’ex componente dei Genesis, torna con un lavoro in cui rende omaggio al genere soul che tanto ha significato ha avuto sulla sua formazione musicale. Il titolo é ”Going Back” che sarà celebrato in una serie di concerti al Roseland Ballroom di New York City dal 22 al 25 giugno. Gli spettacoli annunciati come ”Up close and personal: Phil Collins plays 60s soul” saranno caratterizzati dai brani soul del nuovo cd e da altri classici.
Tra le tracce spiccano “Girl (why you wanna make me blue)” dei Temptations, una versione arrangiata da Collins di “Going back” resa celebre da Dusty Springfield, brani di Stevie Wonder, di Martha And The Vandellas, dei Four Tops. Poi c’è il brano “Papa was a Rolling Stone” dei Temptations, “Talking about my baby” di Curtis Mayfiled And The Impressions, “Do I love you?” dei Ronettes. L’album comprende anche “Going to a go-go” di Smokey Robinson & The Machines, “Love is here” delle Supremes e “Take me in your arms (rock me a little while)” di Kim Weston.
Se siete in fibrillazione potete già ordinarlo da qui. Siamo felici che il ritiro dalla scene dell’artista non sia stato, poi, così definitivo.
Via | Megamodo

Ve ne abbiamo parlato proprio ieri in occasione dell’annuncio del probabile duetto tra Lady GaGa e Susan Boyle: il prossimo 16 febbraio verranno proclamati i Brit Awards, uno dei premi europei più prestigiosi.
La manifestazione, che si svolgerà al Earls Court Arena di Londra, compie trent’anni e festeggia con un cast stellare e una serie di esibizioni live che promettono di lasciare gli spettatori letteralmente stupefatti. Tra gli altri, un premio già assegnato è quello che verrà tributato a Robbie Williams come ‘Outstanding Contribution’.
La caratteristica che si nota maggiormente è (come spesso accade anche nelle classifiche made in UK) la presenza di nomi molto noti insieme a quelli di artisti che occupano posizioni inferiori nelle charts. Nomi che magari non vengono premiati, ma a cui si tributa comunque un attestato di stima e si regala una meritata notorietà.

La settimana scorsa vi avevamo proposto la lista degli album peggiori degli ultimi nove anni e mezzo. Oggi invece vi proponiamo la lista dei peggiori album degli anni ‘90.
Ancora una volta il ranking è quello del sito/community RateYourMusic, che come vi abbiamo spiegato la volta scorsa, difficilmente sbaglia. Un po’ come IMDb per quanto riguarda il cinema: magari si può essere poco d’accordo sul voto preciso ma è difficile trovare valutazioni completamente non condivisibili, un film bello nel 99% dei casi ha un bel voto, un film brutto nel 99% dei casi ha un voto scarso.
Bene, l’album peggiore degli anni 90 è il debutto discografico di Aaron Carter, fratello del più famoso Nick dei Backstreet Boys. Al secondo posto un album che da noi non è “arrivato”, ma che in USA ha venduto milioni e milioni di copie: “Breathless” di Kenny G. Sul podio anche M.C. Hammer con il suo album post-”U Can’t Touch This” intitolato “Too Legit to Quit”. Di seguito vi proponiamo una selezione della classifica completa ricordando che essendo un database dinamico, alcune posizioni sono destinate a cambiare in futuro e che i voti vanno da 0 a 5 ma è impossibile dare meno di 0,5.
Continua a leggere: I peggiori album dei '90 per gli utenti di RateYourMusic

Eccoli i Genesis di tre decadi fa, quando erano in 5 nella formazione che li ha resi mitici: Peter Gabriel (sotto, truccato), Phil Collins (il secondo capellone) e poi Tony Banks, Steve Hackett e Mike Rutherford.
Da sempre il sogno dei loro fan è di poterli rivedere insieme in tour e qualche nuova speranza traspare dalle recenti dichiarazioni rilasciate da alcuni di loro a Billboard. Un tentativo significativo fu fatto un paio di anni fa: si incontrarono più volte ma Peter Gabriel, che lì per lì si dimostrò disponibile, declinò poi per “altri impegni”.
Voci ben informate raccontano che l’idea lo stuzzicava da tempo e s’era quasi convinto ma poi, in quel momento, non si sentì (ancora?) pronto. Così ci fu il tour con la formazione 3+2 (Collins, Banks, Rutherford più Chester Thomson e Daryl Sturmer) che trionfò in tutto il mondo, compreso l’evento gigantesco al Circo Massimo di Roma da cui fu estratto il magnifico dvd campione di vendite.
Continua a leggere: Genesis, nuove possibilità per una reunion a cinque (in attesa di Peter Gabriel)

Mentre il dvd del clamoroso concerto romano dello scorso anno domina le classifiche italiane, i Genesis annunciano l’uscita di un nuovo cofanetto antologico sul loro periodo d’oro. Si tratta degli anni con Peter Gabriel, quelli dell’arrivo nella band di Phil Collins alla batteria (dal 1971), quelli soprattutto dei loro dischi più belli e significativi.
Il titolo è chiaro, “Genesis 1970-1975″ e conterrà le versioni rimasterizzate dei loro album “Trespass”, “Nursery Cryme”, “Foxtrot”, “Selling England by the Pound” e “The Lamb Lies Down on Broadway”. Ogni cd sarà arricchito da versioni alternative, pezzi inediti e rari brani video dell’epoca.
Continua a leggere: Genesis, in arrivo il cofanetto più atteso
Non capita tutti i giorni che un artista annunci ufficialmente il suo ritiro: di solito finisce lentamente nell’oblio o sceglie di ritirarsi silenziosamente a vita privata. Mi ha lasciato quindi di stucco l’annuncio di Phil Collins di volersi definitivamente ritirare dalle scene.
Durante un’intervista al quitidiano inglese The Times, l’ex batterista e cantante dei Genesis ha dichiarato che, finita la reunion dei Genesis, non ha intenzione di tornare a suonare dal vivo o a registrare materiale in studio. Continuerà però a scrivere, dice, semplicemente perchè non riesce a smettere.
Da buon pensionato Collins si dedicherà agli hobby di gioventù: nel suo caso niente bocce o pesca, continuerà a collezionare memorabilia della battaglia di Forte Alamo, un’attività curiosa ma “non rara per un uomo della mia età, cresciuto con i racconti di Davy Crockett“.
Continua a leggere: Phil Collins annuncia il ritiro dalle scene

Questa sera (martedì 4 dicembre, alle 23:50) Italia Uno trasmetterà un lungo estratto del Telecomcerto 2007 che a luglio ha ospitato la tappa italiana del “Turn it on again tour” dei Genesis, storica band di progressive-rock, riunitasi come avevamo annunciato un anno fa nella formazione a tre con l’istrionico Phil Collins, Tony Banks e Mike Rutherford.
Ho avuto la fortuna di essere lì e se è stato emozionante poter ritrovare dal vivo questi ottimi musicisti, valeva la pena esserci anche solo per lo spettacolo che offriva il Circo Massimo stracolmo di 500.000 persone: immaginate l’equivalente di circa 10 stadi, pieni di gente! Concerti di queste dimensioni sono rari e indescrivibili. E talmente eccezionali da meritare di essere filmati: il dvd del concerto romano, ricco di contenuti extra, uscirà il prossimo febbraio.
I più giovani probabilmente non conoscono la musica dei Genesis, storica band che ebbe tra i fondatori Peter Gabriel (che lasciò poi il gruppo nel 1975), che si impose negli anni ’70 con il suo rock sinfonico, complesso e virtuoso. E che seppe rinnovarsi, modificando i propri suoni e, di conseguenza, anche parte del suo pubblico, ottenendo un successo planetario negli anni ’80. Perché non dovreste perdervi lo speciale di stasera?
Continua a leggere: In tv il ritorno dei Genesis, un pezzo di storia del rock