
Gli Who sono considerati uno dei gruppi più importanti della scena inglese di tutti i tempi. I loro album sono inseriti regolarmente nelle classifiche dei migliori dischi rock di sempre. Eppure Pete Townshend, chitarrista e fondatore della band londinese, sostiene che avrebbe potuto fare anche di meglio se avesse lavorato per conto suo.
Cosa avrei fatto diversamente? Non mi sarei mai unito ad un gruppo. Anche se sono un buon membro di gang ed buon soldato on the road, sono pessimo con le collaborazioni creative. Sarei stato un’artista solista ed un produttore più efficace se avessi lavorato come ha fatto Brian Eno. Oggi sarei meno danneggiato fisicamente. Le mie orecchie, il mio polso destro e la mia spalla lavorerebbero più efficientemente. Per tutto il resto sono in ottima forma.
È vero: Pete Townshend è sempre stato il motore creativo degli Who, è lui ad aver scritto i brani più famosi del gruppo. Ma è difficile immaginare gli stessi successi suonati da altri che Roger Daltrey, John Entwistle e Keith Moon. Non è difficile fantasticare sui contrasti in studio fra quattro personalità così esplosive, ma quando salivano sul palco tutta l’esuberanza era messa al servizio della musica ed è stata questa la grandezza degli Who.
Via | NME
“Live at Leeds” 1970-2010: a quarant’anni di distanza dalla leggendaria esibizione degli Who all’Università di Leeds, lo storico gruppo rock londinese ha deciso di ripubblicare quello che, secondo la stampa di settore, è considerato unanimemente come uno dei dischi dal vivo più entusiasmanti e belli della storia della musica.
Nell’Edizione Deluxe disponibile sul sito ufficiale della band di Pete Townshend e compagni, oltre alle tracce rimasterizzate in digitale nel 2001 e racchiuse in un cofanetto con un doppio CD è possibile trovare la splendida t-shirt “vintage” degli Who che campeggia nell’immagine d’inizio articolo.
Seguiteci dopo la pausa, quindi, per conoscere tutti i brani del “Live at Leeds” e per ascoltare assieme a noi l’immortale “Pinball Wizard”.
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Come vi avevamo preannunciato, i leggendari The Who hanno avuto l’onore di suonare durante l’intervallo del recente Superbowl 2010, come in passato hanno fatto altri artisti del calibro di Michael Jackson o Paul McCartney.
La band britannica, invecchiata e appesantita ma ancora capace di dare spettacolo, ha proposto una lunga medley composta dalle sue più famose “hit”: Pinball Wizard, Baba O’Riley, Who Are You?, e l’intera Won’t Be Fooled Again . Paura.
Prima che cominciasse il mini-concerto il cantante Roger Dartley ha dichiarato alle telecamere “il football americano è interessante, ma il calcio è meglio”. Pochi italiani gli darebbero torto, ma immaginiamo che i 70.000 americani presenti al Sun Life Stadium di Miami la pensino diversamente.
Dopo la pausa troverete i due filmati dell’esibizione.

Il Superbowl (finale del campionato americano di football NFL) è noto per far esibire ospiti musicali d’eccezione nell’intervallo fra il primo e il secondo tempo: fra i tanti possiamo ricordare Michael Jackson, Paul McCartney, Bruce Springsteen.
Nella prossima edizione prevista per febbraio 2010, a calcare il prestigioso palco saranno i The Who, leggendaria band britannica capitanata da Pete Townshend e Roger Daltrey.
Nel 2006 i The Who erano tornati con Endless Wire, primo disco in studio dopo 24 anni di pausa, ma scommettiamo che le canzoni eseguite al Superbowl saranno quelle magiche, scritte a cavallo fra anni ‘60 e ‘70.
via | Pitchfork